L’Europa attrae la fornitura, da Nidec a SK IE Technology

Dalla Serbia alla Polonia si delinea l’urgenza di nuove fabbriche di componentistica in grado di star dietro al boom della domanda continentale di auto elettriche

Accanto all’ondata di investimenti dei gruppi auto, la manifattura collegata ai veicoli elettrici continua a interessare anche il settore della componentistica, sia per quanto riguarda le auto che le batterie di trazione destinate a spingerle.

Secondo fonti del Nikkei, la giapponese Nidec spenderà circa 200 miliardi di yen (€1,63 miliardi) per costruire una fabbrica di motori per veicoli elettrici in Serbia, sulla scia di un mercato continentale effervescente che nei primi sei mesi del 2020 ha rivaleggiato in volumi di vendite con quello cinese.

La società, che spazia dai motori elettrici di dimensioni minime come quelli presenti negli smartphone a motori industriali alti come palazzi, dopo avere in passato aperto siti produttivi in Cina, sta cercando di espandere la propria presenza in Europa.

Nel 2018 ha perfezionato un accordo con la francese PSA che ha comportato l’apertura di una fabbrica da 900.000 motori elettrici l’anno in Francia (vicino a Metz) per la joint venture nata dall’alleanza industriale.

Ora Nidec insieme alle istituzioni locali serbe sarebbe nelle fasi finali di colloqui che porteranno ad aprire una fabbrica ed un centro di ricerca e sviluppo al seguito dell’impianto, che dovrebbe raggiungere una produzione annua compresa tra 200.000 e 300.000 unità entro il 2023.

Le stesse intenzioni di Nidec di non farsi trovare impreparata alla crescita della domanda europea, sono fatte proprie da SK IE Technology, una divisione del gruppo SK Innovation, nel campo dei separatori, le membrane immerse negli elettroliti liquidi che dividono i due elettrodi di una cella.

I coreani hanno in catalogo prodotti fino a 4 micrometri di spessore, circa 25 volte più sottili di un capello umano e rivestiti con trattamenti CCS (ceramic coated separator) per ridurre i rischi di corto circuito e incendio nella cella. SK IE Technology ha ufficialmente confermato investimenti in Slesia per potenziare la propria quota nel mercato dei separatori.

L’annuncio di SK IE Technology indica che il sito produttivo già in costruzione in Polonia riceverà una seconda linea con la capacità di produrre annualmente 340 milioni di metri quadri di materiali per le celle, con inizio della produzione previsto per il primo trimestre del 2023. SK IE Technology sta già portando verso il completamento una prima linea che prevede possa essere operativa entro il 2021.

I separatori ovviamente avranno come scontato cliente SK Innovation, la divisione che già ora produce celle per i veicoli elettrici in Ungheria (con clienti come Kia, Volkswagen e Ford). Ma con la crescita delle vendite di auto elettriche sarà tutto il mercato della produzione di batterie, inclusi concorrenti di SK Innovation, a portare verso una crescita della domanda di separatori.

In un mercato dove oggi i maggiori protagonisti sono incumbent come Horiba e Asahi Kasei, SK IE Technology ha obiettivi molto ambiziosi di arrivare alla quota di leader, stimata del 30%. Il tutto in un settore che secondo i manager coreani passerà da un volume di 4,1 miliardi di m2 nel 2020 a circa 15,9 miliardi di m2 nel 2025.

SK IE Technology ha già una linea principale di produzione dei separatori da 530 milioni di m2 in patria a Jeungpyeong e con l’impianto in Slesia ed uno in Cina si è posta un traguardo per fine 2021 di una capacità globale di 1.370 milioni di m2.

Credito foto di apertura: ufficio stampa SK IE Technology