A Shanghai spunta un derby tutto elettrico

A SAIC Motor, primo gruppo auto cinese, non piace che proprio dall’altro lato della sua metropoli sia spuntato con Tesla il leader dell’auto elettrica e replica col “progetto L”

Il più grande gruppo auto cinese SAIC Motor Corp. Ltd. ha piani molto ambiziosi per un marchio di veicoli elettrici premium in grado di rivaleggiare col concorrente americano che si è insediato nella stessa città (Shanghai), secondo fonti di stampa locali.

La rivale stracittadina risponde ovviamente al nome di Tesla, che nella zona franca di Lingang nella periferia di Shanghai ha insediato quella che finora si è rivelata la più efficiente e indispensabile delle sue Gigafactory globali.

SAIC, nota per l’alleanza ultra decennale coi gruppi Volkswagen e General Motors, intende sviluppare una piattaforma alternativa insieme ad alcuni partner industriali e della tecnologia, inclusi gruppi attivi nella tecnologia 5G e nell’intelligenza artificiale.

In queste settimane starebbe quindi prendendo forma più concreta un annuncio sibillino rilasciato dal gruppo a luglio, quando aveva accennato a sviluppare indipendentemente una piattaforma esclusiva per veicoli elettrici.

La parola esclusiva è da valutare con attenzione. SAIC Motor è già coinvolta con una piattaforma elettrica ma non di proprietà. Da qui al prossimo anno ci sono elevate possibilità che il modello elettrico SAIC più venduto si riveli infatti il SUV ID4, che SAIC costruirà ad Anting sulla piattaforma modulare MEB che appartiene al partner Volkswagen.

L’intenzione di fare da sola per un progetto premium, non in concorrenza quindi col principale socio in affari, sembra essere un piano che intende generare futura redditività per un gruppo che dalla crisi sanitaria ha incassato un colpo rilevante. Nei primi nove mesi le immatricolazioni sono state del 18% inferiori allo stesso periodo 2019, con un calo dei ricavi del 24,6%.

Le intenzioni di SAIC si orientano verso una delle soluzioni preferite dal marketing cinese: creare dal nulla brand sempre nuovi. Il nome in codice del progetto di elettrica premium sarebbe secondo la stampa specializzata “L”, che si trasformerebbe in una marca indipendente.

Che al “progetto L” sia attribuita grande importanza, lo rivela il fatto che si ritiene che alla guida ci sarà lo stesso Chen Hong che è oggi chairman di SAIC Motor. La ricerca di spazi premium da parte delle marche cinesi è un punto critico della caccia a un successo più supportato da margini elevati.

La rivale BAIC ha creato il marchio Arcfox, mentre Great Wall cerca spazio con il brand Wey. Da maggio SAIC stessa sta iniziando un processo simile con una delle sue case: Roewe, che ha presentato il progetto di una gamma più raffinata e di tecnologia più sofisticata, caratterizzata dal logo “R”.

Sulla gamma “R” la divisione di SAIC riverserà anche nuovi progetti come batterie a durata più elevata ed aggiornabili, il che fa pensare a pacchi che lascino l’opportunità di aggiungere moduli nel corso della vita del veicolo.

Il primo modello presentato col logo “R” è stata, ad agosto, la berlina media ER6, per cui è stata annunciata una autonomia di 620 chilometri in base al generoso standard NEDC.

Batterie a maggiore autonomia aggiornabili e forse un giorno anche a sostituzione rapida, connettività 5G di ultima generazione, interfacce con largo ricorso ad assistenti personali guidati dall’intelligenza artificiale. Senza scordare l’impegno SAIC Motor nel settore fuel cell, dove è uno dei leader nazionali.

Come si vede, sembra che l’approccio di SAIC Motor per il progetto “L” abbia imparato la lezione di quella Tesla con la quale si disputerà il derby di Shanghai: premium non è solo la selleria o la precisione di montaggio dei lamierati, ma sempre più spesso tecnologia.

Credito foto di apertura: ufficio stampa SAIC Motor