Luce verde alla star mancata di Ginevra: Polestar Precept

Dopo la sportiva Polestar 1 e il crossover 2 la marca sportiva affiliata a Volvo produrrà nelle proprie fabbriche cinesi anche la sua ammiraglia sostenibile: tra 3 anni?

Svelata virtualmente a inizio anno per l’impossibilità di attirare gli spettatori e gli addetti ai lavori a un Salone Auto di Ginevra cancellato all’ultimo momento, per la Polestar Precept Concept è stato ora confermato dalla marca svedese che allo studio seguirà un futuro in produzione.

In queste giornate procede verso il suo primo bagno di folla al Salone Auto di Pechino e questo ha fornito alla casa che appartiene al gruppo cinese Geely l’occasione di confermare l’arrivo di una versione di serie, senza peraltro indicare con precisione una data. Ai colleghi della testata Autocar gli indizi raccolti alla rassegna cinese hanno fatto considerare probabile una attesa di tre anni.

Il numero uno della divisione sportiva ed elettrica spin-off Volvo Thomas Ingenlath durante una conferenza stampa ha spiegato che l’accoglienza di media e potenziali clienti al lancio del concept sono stati tali da convincere che saranno tanti a volerlo vedere in strada.

E quindi alle Polestar 1 (la sportiva ibrida ricaricabile) e al crossover 2 si affiancherà un terzo modello, la berlina Polestar Precept che incarnerà lo spirito di “ammiraglia elettrica” della marca.

Una ammiraglia che tale sarà di certo visto il passo lungo da 3,1 metri, più di quello di una Bentley Flying Spur e più di una Tesla Model S, che permetterà senza difficoltà di accogliere una batteria molto generosa e tale da supportare una autonomia competitiva rispetto alle maggiori rivali del segmento del luxury.

Un lusso che tuttavia sarà sostenibile. Polestar è una delle case che più hanno deciso di esporsi attivamente sui numeri delle emissioni a lungo termine, quelle del ciclo di vita completo delle vetture, per creare un credibile confronto con le vetture convenzionali che riguardi tutta la filiera, dalle materie prime alla produzione fino al riciclo finale.

Pertanto possiamo essere certi che alcune soluzioni degli interni viste sul concept saranno conservate e magari ampliate nella versione di produzione. Come i pannelli degli interni e degli schienali che offrono un risparmio fino al 50% in peso e provengono da un fornitore che lavora con fibra di lino e balsa, mentre i tappetini sono realizzati in plastica ottenuta riciclando reti da pesca, per una riduzione della presenza di plastica dell’88% in termini di peso.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Polestar