La strategia dell’Alleanza si rinnova per assicurarne la sopravvivenza

Renault, Nissan e Mitsubishi preparano collaborazioni più strette dalla progettazione alla produzione, ciascuno destinato a ruoli di leader o gregario in base a tecnologie e mercati

Oggi i membri dell’Alleanza franco-giapponese rilanciano il loro travagliato sodalizio mettendo la parola fine a due obiettivi ambiti da Carlos Ghosn, il perseguimento di una fusione tra Renault, Nissan e Mitsubishi e la caccia ai volumi e al primo posto nello scenario globale.

Nella conferenza stampa di stamattina Jean-Dominique Senard, presidente del comitato esecutivo, ha sottolineato invece che l’Alleanza sterzerà con decisione verso traguardi di efficienza e competitività, piuttosto che di volumi. Il piano presentato nel 2017 prevedeva una crescita delle vendite del 40% entro il 2022 fino a 14 milioni di auto, il 30% delle quali elettriche.

Il caso-Ghosn prima e ora la crisi scatenata dalla pandemia hanno spinto con decisione i tre gruppi verso una revisione della strategia basata su tre concetti. Traendo una lezione dal successo della collaborazione franco-giapponese nel campo dei veicoli commerciali, hanno deciso di applicare il concetto leader-follower a veicoli e tecnologie.

In pratica per ogni modello di ciascun marchio si punta a ridurre del 40% gli investimenti necessari (se è il caso anche raggruppandone la produzione) replicando un modello leader con gli altri marchi, i follower.

Un esempio di facile comprensione e di attualità è quello della piattaforma CMF-B che riguarda la nuova Clio. Se qui sarà un modello francese a fare da battistrada, per modelli di fascia superiore saranno quelli Nissan i leader.

La casa di Yokohama sarà inoltre leader dove è protagonista la piattaforma CMF-EV, che riguarderà veicoli elettrici come il prossimo Ariya e “cloni” Renault e Mitsubishi.

Nella guida autonoma ugualmente sarà ugualmente Nissan a fare da traino, mentre in altri settori il leader cambierà: grazie all’esperienza con il sistemi Android applicati all’automotive sarà Renault a insegnare là dove si tratta di auto connesse.

Il terzo pilastro della revisione della strategia dell’Alleanza sarà il principio della regione di riferimento, in realtà intendendo regione nell’accezione globale. Renault diventerà il riferimento per i mercati di Europa, Sud America e Nord Africa, Nissan per Giappone, Cina, Nord America e Medio Oriente, Mitsubishi per Sudest Asia e Oceania.

Tradotta nella realtà delle linee di montaggio, la strategia dell’Alleanza franco-giapponese per un mercato come il Brasile, preso ad esempio, implica che quattro piattaforme attuali usate per produrre sei modelli si trasformeranno nel prossimo futuro in una piattaforma comune (CMF-B) in grado di supportare setti modelli.

Nel 2025 i partner dell’Alleanza si aspettano che il 48% modelli sia già realizzato secondo gli schemi leader/followerappoggiandosi a quattro piattafore, due di origine Renault e due Nissan. La gamma alla stessa data dovrebbe contrarsi di circa il 20%, mentre i costi medi di ricerca, sviluppo dovrebbero attestarsi attorno all’8% dei ricavi.

Le comunicazioni odierne non hanno ancora indicato le singole misure a cui si apprestano i marchi nei prossimi giorni. Secondo la stampa giapponese Nissan prevederà misure di contenimento dei costi con tagli di $2,8 miliardi. Anticipazioni francesi invece ipotizzano tagli all’organico che potrebbero raggiungere le 5.000 unità.

Queste misure e eventuali chiusure e consolidamento di alcuni siti produttivi francesi sono al centro di una trattativa ancora non esaurita con l’esecutivo transalpino, che dovrebbe assicurare aiuti e garanzie a Renault, ma richiedendo in cambio contropartite sui livelli di occupazione.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Groupe Renault