Il matrimonio tra batteria e crossover finalmente si celebra: presentato il Nissan Ariya

Il Salone Auto di Tokyo ospita il debutto del crossover elettrico Ariya, erede del concept IMx e molto vicino al modello di produzione, ha già la cifra del nuovo design della marca giapponese

Era solo questione di tempo. Per cosa? Perché si combinassero i due tratti caratteristici e distintivi recenti della marca Nissan: la presenza nello spazio delle auto elettriche e quella nel settore dei crossover di medie dimensioni. Al Salone di Tokyo stanotte è stato presentato ufficialmente il concept che unisce entrambi gli aspetti.

L’Ariya, caso mai, potrebbe indurre a chiedersi perché Nissan dopo aver fatto da pioniere e con successo sia tra le auto elettriche prodotte in massa sia tra i crossover ci abbia messo tanto ad arrivare alla giornata di oggi, mettendo un bel pacco di moduli elettrici nel pianale di un SUV adatto alle città.

Forse, viene da dire, perché non si fa in poche settimane una svolta nel design. In effetti a Tokyo Nissan sottolinea con grande convinzione che il concept Ariya rappresenta il nuovo percorso del proprio design, definito “futurismo giapponese senza tempo”. Un concetto di design che mette una accanto all’altro l’estetica minimalista tipica della tradizione giapponese con l’utilizzo della piattaforma dei veicoli elettrici di Nissan.

La prima occhiata può ingannare per il buon equilibrio delle proporzioni: se si cercano le dimensioni nella scheda tecnica si nota che malgrado appaia simile a un Qashqai in effetti con una lunghezza di 4.600 mm è appena 90 millimetri più corto dell’X-Trail, mentre in larghezza lo supera, arrivando a .1920 contro i 1.830 dell’altro modello.

L’aria di famiglia non deriva solo da particolari già spuntati con gradimento della clientela e degli addetti ai lavori su altri modelli ma anche dall’IMx Concept che era stato presentato nella precedente edizione del Salone di Tokyo, ma con più tratti di avanguardia e più spigolosità rispetto all’Ariya.

Rispetto a quel modello, e con qualche spunto contiguo al concept ibrido del Salone di Ginevra IMq, siamo arrivati ormai molto vicini a quello che sarà la versione definitiva. Si capisce da molti segnali, tra i quali le dimensioni degli specchietti, dei cerchi (da 21″) che sull’Ariya sono in grado di affrontare senza paura qualunque marciapiede e la denominazione stessa del veicolo. Quando Nissan presenta un concept negli ultimi tempi usa denominazioni a tre lettere e non nomi veri e propri, per quanto brevi come questo.

Come veicolo elettrico il crossover Nissan non ha bisogno di una griglia, sostituita da uno scudo di plastica che nasconde un buon numero di sensori. Quello che non c’era sul predecessore IMx era la presenza di inserti col rame nei cerchi e a sottolineare il profilo del tetto. Il responsabile del design Alfonso Albaisa ha spiegato alla stampa presente in Giappone che questo non sarà un vezzo da prototipo.

Piuttosto le case auto stanno cercando di comunicare anche esteticamente presenza e ruolo fondamentale dei sistemi elettrici nei loro nuovi modelli. Audi lo aveva fatto facendo apparire qui e là lampi di colore arancione, segni distintivi degli impianti elettrici ad alto voltaggio.

Nissan si serve invece del colore del rame: la fondamentale materia prima presente negli impianti elettrici, negli avvolgimenti dei motori elettrici, negli inverter. Meno vistoso dell’arancione, ma altrettanto in tema, non c’è che dire.

Quello che Nissan ha deciso di rivelare con questo particolare del design, la casa giapponese ha invece deciso di tenerlo per sé per quanto riguarda altri dettagli della scheda tecnica. Come è ormai prassi, questi numeri che suscitano la curiosità degli addetti ai lavori e soprattutto della potenziale clientela sono ormai centellinati tra Saloni e eventi speciali.

Almeno Nissan ha voluto confermare che, come sulla attuale Leaf, ci saranno varie capacità di batteria disponibili e che il modello che andrà in produzione sarà sia in versione mono che bi-motore, facendo in questo secondo caso del modello un crossover a trazione integrale di fatto. Il sistema di gestione della coppia Atessa E-TS si annuncia promettente, visto che trarrà lezioni addirittura dallo sviluppo della super-sportiva  GT-R.

Gli interni della Ariya si conformano alla cifra minimalista del filone giapponese, integrato dalle possibilità della tecnologia che, aboliti bottoni e pulsanti, inserisce le funzioni in ampie superfici che si comandano col tocco. Gli schermi da 12,3″ nascondono indicatori e pagine dell’infotainment a vettura spenta. L’abitacolo si caratterizza anche per le finiture in legno, alluminio satinato ed eco-pelle: materiali che attirano peraltro meno l’attenzione di quanto non avvenga sul riuscitissimo concept IMq, anch’esso negli stand di Tokyo al parallelo Future Expo.

Nell’Ariya oltre ai materiali a sarà anche l’immateriale, il software, a essere protagonista. Quello del ProPilot 2.0, il sistema di assistenza alla guida già messo in strada sul mercato giapponese con la nuova Skyline, che consente al veicolo di viaggiare in aree autostradali o di tangenziali giudiziosamente geo-fenced con le mani staccate dal volante.

Ovviamente con mappe dettagliatissime e sensori sempre in guardia a rendere sicura l’operatività della guida. Per il sistema di parcheggio da remoto invece il cliente, o meglio il cliente del modello che deriverà dal concept di crossover elettrico esibito a Tokyo, non avrà bisogno di mappe ma solo di avviare dallo smartphone l’operazione, anche stando accanto alla vettura. Peraltro sarà bene ricordare che, anche se di fatto a parcheggiare saranno chip e sensori, la responsabilità resterà in capo a chi ha il volante, anzi lo smartphone, in mano.

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Credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Motor Italia