L’offerta di cargo bike cresce a vista d’occhio: ora le vuole la Grande Mela

Dall’EICMA di Milano a Manhattan è tutto un gran fermento attorno a scooter elettrici e biciclette a pedalata assistita pronti ad entrare nel carosello delle consegne di merci metropolitane

Girovagando nei padiglioni dell’ultima edizione dell’EICMA era impossibile non accorgersene. Sia che gli stand fossero quelli di case europee come Aksoll, Peugeot o Govecs, sia di marchi asiatici come Kymco, Niu, Ecooter o Yadea, non si poteva non notare la prodigalità dell’offerta di due ruote elettriche presentate in versione cargo.

Quasi a dimostrare che non occorre sempre guardare oltre Atlantico, magari alla Grande Mela, per capire in anticipo le tendenze in tanti settori, mobilità inclusa. Peraltro le notizie recenti che arrivano proprio da New York confermano che questa ondata di interesse continua a crescere.

Nelle strade della metropoli il Gotha della logistica, ovvero Amazon, UPS e DHL prenderà parte a un progetto pilota che prevede la partecipazione di circa 100 veicoli finalizzato a ridurre la congestione che avvolge Manhattan, specialmente a sud della sessantesima strada. Il Department of Transportation municipale intende capire la praticità e i risvolti per la sicurezza di un incremento del traffico commerciale delle cargo bike.

Così dopo Uber, Lyft, Ford, Volkswagen (via SEAT) che si stanno affacciando nei servizi a due ruote, anche le aziende mainstream della logistica sempre più si interessano ai veicoli agili e leggeri, facendo diventare sempre meno di nicchia la micro-mobilità. In attesa di un futuro di droni e con l’obiettivo assai poco nascosto di togliere una parte delle consegne ad auto e furgoni per metterli in mano alle due ruote.

Il Commercial Cargo Bike Pilot Program si è messo in movimento mercoledì scorso, e che sia stata scelta per l’occasione l’area a sud della 60th Street ha a che fare col fatto che si tratta dell’area candidata a una congestion charge che potrebbe scattare dal 2021, secondo una proposta che porterebbe per i furgoni delle consegne a un ticket fino a $25 nelle ore di punta. Se così dovesse essere, avere un furgone elettrico e a zero emissioni locali potrebbe non risparmiare l’esborso a chi consegna merci.

Il DOT di New York City, convinto del lato green dell’alternativa, intende guardare con attenzione anche l’aspetto della sicurezza nel mettere in strada più due ruote a pedalata assistita o elettriche. Negli ultimi tempi la metropoli ha assistito purtroppo a una impennata di incidenti stradali fatali che avevano come vittime ciclisti.

Ridurre la congestione al prezzo di moltiplicare gli incidenti al personale impegnato nelle consegne non è certo l’obiettivo del tentativo di contenere l’esplosione della popolarità delle consegne di pacchi, col 45% dei residenti di NYC che ricevono almeno un collo a settimana.

Le cargo bike saranno autorizzate anche a parcheggiare su alcuni marciapiedi, anche se è previsto che al contrario dei monopattini elettrici debbano stare presso le sedi, la notte. Quella di due ruote per le consegne merci è una possibile alternativa come rimedio ad uno dei due fattori che assediano ormai molte metropoli: ride hailing e consegne dei pacchi.

Non si è fatta finora strada una soluzione alternativa al crescere dei viaggi dei taxi privati, i cui effetti sono stati confermati da molti studi, da quello pubblicato dall’esperto Bruce Shaller fino al Mobility Report del DOT presentato in estate che sostiene che tra 2013 e 2017 siano cres cresciuti dell’81%.

Per le consegne merci, anche se sono da accertare gli effetti sugli incidenti al crescere della presenza di due ruote nel traffico, la soluzione delle cargo bike a pedalata assistita o basate su agili scooter appare una opportunità alternativa con un valore potenziale per ridurre la congestione. Il ciclomotore elettrico con un grande bauletto sulla ruota posteriore insomma non sembra limitato a dover vivere un momento di gloria solo affidandosi alla rapidità della consegna della pizza appena sfornata.


Credito foto di apertura: AUTO21