Con City K-ZE, Renault è il primo gruppo occidentale a sfidare i cinesi nelle cittadine elettriche

Il gruppo francese al Salone Auto di Shanghai presenta il mini-SUV urbano City K-ZE, modello elettrico dai prezzi accessibili che in Europa potrebbe avere un futuro col marchio Dacia

Il sesto modello elettrico ad uscire dalle linee di montaggio del gruppo Renault è stato presentato oggi al Salone Auto di Shanghai, non a caso in quella sede: perché si tratterà della prima vettura a zero emissioni con la losanga sul muso commercializzata in Cina.

La nuova City K-ZE è la versione definitiva di un progetto voluto fortemente dal precedente amministratore delegato Carlos Ghosn ed anticipato dal concept K-ZE svelato al Salone di Parigi lo scorso anno. Il modello che entro fine 2019 sarà nelle concessionarie, solo in quelle cinesi inizialmente, ha un aspetto da mini-SUV come prefigurato dalla showcar dello scorso anno, e attinge a piene mani al successo ottenuto in India e Brasile dalla piccola Kwid per proporre in un altro colossale mercato come la Cina una piccola elettrica dai prezzi abbordabili.

Si tratta di un settore potenzialmente decisivo e nel quale il nuovo top manager Thierry Bolloré ha deciso di continuare con le scelte del suo predecessore ora in disgrazia. Una decisione che sembra avere un potenziale significativo, se si pensa che uno dei rivali generalisti tradizionali dei francesi come Volkswagen da poco ha deciso di seguire questo percorso, appoggiandosi alla marca SEAT sotto l’impulso dato a questo filone dal suo leader Luca de Meo, con l’intenzione apparente di realizzare entro pochi anni una “Kwid elettrica ispano-tedesca”.

Ma, tornando all’erede legittima della Kwid, le dimensioni (nasce sulla piattaforma CMF-A, è lunga circa 3,70 metri e con un passo di 2,42) ne fanno una rivale per il battaglione di modelli cinesi a basso costo realizzati sia da case locali di qualche tradizione sia da startup elettriche spesso ben supportate finanziariamente da colossi della tecnologie o di internet e da governi locali e regionali.

Fare come Renault e sfidare questa concorrenza è una scelta molto coraggiosa, specie in un momento nel quale gli incentivi pubblici cinesi sono al tramonto. Specialmente quando si tratta di modelli con autonomie per uso urbano come la City K-ZE, annunciata con 270 chilometri di autonomi NEDC, probabilmente solo 230-240 tradotti in ciclo WLTP.

Ma forse è proprio questo a dare coraggio: senza incentivi a indorare la pillola dell’acquisto il concetto di value-for-money diventa più pesante al momento dell’acquisto, e il prodotto della joint venture eGt New Energy Automotive, condivisa paritariamente da Renault-Nissan e dalla locale Dongfeng potra giocarsi buone chance grazie ad una qualità superiore rispetto alle avversarie coi marchi nazionali, spesso poco riconoscibili anche alla clientela nazionale.

La City K-ZE secondo molti addetti ai lavori, e i colleghi del periodico francese Autoplus iniziano già a scriverlo, avrà un giorno un futuro anche in Europa. E potrebbe passare attraverso il marchio Dacia. Per un modello che considerando gli incentivi potrebbe partire con un prezzo poco sopra i €10.000, sarebbe una scelta poco sorprendente.

Ma sarebbe anche una scelta in cui si chiuderebbe per così dire un cerchio, un cerchio industriale. A rendere possibile il “miracolo” Kwid e ora a far decidere di sfidare i cinesi in casa loro con City K-ZE è stata l’inventiva del manager francese Gérard Détourbet, uno degli uomini dei quali Ghosn si fidava di più.

Détourbet è stato il primo protagonista della rinascita del marchio Dacia come produttore di modelli low cost ma dalle caratteristiche adeguate anche a mercati maturi. Dopo quel successo si è spostato in India per rendere possibile la piccola Kwid, mentre da qualche tempo i vertici Renault lo avevano mandato a Wuhan, nel polo produttivo cinese, per essere certi che la sfida della cittadina elettrica per mercato locale ed un giorno globale nascesse col piede giusto.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Groupe Renault