Per assicurare un futuro elettrico globale a Smart Daimler ha guardato a Oriente

Entro fine anno si metterà in marcia la joint-venture paritaria tra Daimler e Geely che sposterà in Cina la produzione della prossima generazione di Smart citycar e compatte

I rumor sul futuro della marca Smart susseguitisi nelle scorse settimane sono stati confermati oggi dallo stesso gruppo Daimler: la società tedesca e Geely daranno vita a una comune joint venture con sede in Cina per assicurare la base produttiva del marchio ormai al 100% orientato verso la produzione di citycar elettriche.

Come aveva ipotizzato ieri per primo il Financial Times, ciascuno dei due partner avrà in capo una quota del 50% e la società sarà avviata entro fine 2019, mentre non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli aspetti finanziari.

Dal punto di vista industriale invece, il varo della joint venture comporta che le nuove Smart elettriche saranno costruite in Cina, probabilmente in una nuova struttura produttiva su cui ricadrà il peso dell’intera manifattura del marchio dal 2022.

Se la marca Smart perderà il connotato di “cittadina” della Vecchia Europa, in compenso Daimler sottolinea che la mossa le permetterà di uscire dalla trincea delle auto per uso urbano per svariare nel più ampio (come vendite e crescita) Segmento B.

Fino a quando la Smart con gli occhi a mandorla non si metterà in moto, a partire dall’anno 2022, il brand continuerà a proporre alla clientela veicoli dell’attuale generazione prodotti nei siti abituali di Hambach e di Novo Mesto.

Mentre per la sede slovena dove nasce la Forfour non ci sono stati annunci, per la sede francese dalla quale escono le due porte l’amministratore delegato uscente Dieter Zetsche aveva già annunciato nel maggio 2018 al presidente Emmanuel Macron che sarà la prima fabbrica transalpina dalla quale usciranno veicoli compatti elettrici con la stella a tre punte, il tutto grazie ad un investimento Mercedes-Benz di mezzo miliardo di euro.

Circa un mese fa erano tornate a galla voci sulla crisi Smart, accompagnate da ipotesi sull’allargamento del novero di collaborazioni con un nuovo partner cinese. Daimler ha già i suoi alleati consolidati da molti anni in Cina, ma l’ingresso di Li Shufu, il principale azionista del gruppo globale Geely, nell’azionariato del gruppo tedesco ha reso difficile glissare sulle opportunità di sviluppare un partenariato con chi ha già avuto successo nel rimettere in carreggiata Volvo Cars, oltretutto lasciando agli svedesi ampia facoltà di ribadire il proprio DNA tecnico e perfino etico.

Nel caso di Smart non sembra così scontato che il background debba essere altrettanto rispettato, anche perché di peso specifico sostanzialmente diverso da quello della marca scandinava. Secondo la nota stampa la nuova generazione Smart conterà ancora su un design con radici ben piantate in Mercedes-Benz, mentre i tecnici Geely si occuperanno dello sviluppo, del marketing del marchio, dell’ingegnerizzazione e della produzione vera e propria.

La collaborazione attuale destinata ad esaurirsi sarebbe quindi quella con Renault, frutto di un partenariato tecnologico su veicoli di piccole e piccolissime dimensioni, ma anche del buon rapporto tra Zetsche e l’ex-numero uno Renault Carlos Ghosn, due figure che entro pochi mesi ormai non saranno più operative per nessuna delle molte marche per le quali prendevano decisioni quotidiane.

Se per l’uscente Zetsche l’apprezzamento manifestato per Smart può apparire pro-forma, visto che la casa rivaleggia da anni con Opel per essere sistematicamente in rosso, non così è per il numero uno Geely, che vuole forse ripetere il miracolo che è riuscito a Tavares portando Opel sotto l’ala PSA: far guadagnare soldi a Smart.

Li Shufu ha detto nella nota: “Questo brand ha un appeal unico e un forte valore commerciale. Come partner uguali siamo determinati a promuovere la marca Smart globalmente”. E con questo ha già anche chiarito che Geely non vuole farne un “giocattolo” solo per il mercato domestico.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG