I giapponesi si sono innamorati delle accuratissime mappe 3D del Super Cruise General Motors

Dynamic Map Platform per $181 milioni ha acquisito Ushr, startup delle mappe che ha tracciato autostrade e superstrade americane per mettere al volante delle Cadillac CT6 i Super Cruise

Si sta delineando come un confronto tra colossi quello globale in atto nel settore delle mappe tridimensionali, sempre più importanti e preziose per i veicoli che puntano a lasciare sempre meno incombenze ai guidatori in carne ed ossa delegandoli a sistemi e chip.

Il Nikkei ha dato in anteprima anche nell’edizione inglese la notizia che la nipponica Dynamic Map Platform ha acquisito l’americana Ushr. Si tratta di due brand poco conosciuti al di fuori di ristretti circoli di addetti ai lavori, ma non per questo meno determinanti.

Quello giapponese è un consorzio che comprende Toyota Motor Co., Honda Motor e Nissan Motor, in coabitazione societaria con la società specializzata in mappe Zenrin ed il fondo INCJ. Se suona come un assetto familiare, forse è perché ricorda Here Technologies, la società nata da una costola di Nokia a cui i maggiori marchi dell’auto tedesca si stanno affidando per sviluppare non solo mappe ma anche i big data applicati al traffico ed a sempre più debordanti progetti sulla mobilità.

L’azienda di Detroit acquisita per $181 milioni probabilmente è ancora meno familiare al pubblico. Magari, invece, è più conosciuto un dispositivo per il quale ha rappresentato un pilastro: il sistema di guida semi-autonoma di Livello SAE 2 Cadillac Super Cruise. Un sistema di Livello SAE 2, che consente al guidatore di una berlina CT6 di togliere davvero le mani dal volante, ma che è rigidamente geo-fenced.

Ovvero limitato nello spazio geografico alle strade ed autostrade del Nord America. Tutti quei tratti sui quali Ushr ha effettuato accuratissime mappe basate su sensori laser e precise fino a dettagli di pochi centimetri grazie alle doti dei costosi LiDAR. Le mappe tridimensionali sono continuamente aggiornate ed evolute come integrazione coi sistemi General Motors, che prevede di aprire l’accesso a questo servizio anche per altri modelli oltre alla Cadillac CT6.

Con l’ingresso in Ushr i costruttori giapponesi ora avranno accesso a dettagli estremamente precisi necessari per mettere in commerci sistemi di supporto avanzato alla guida. Nissan potrà ad esempio più rapidamente sviluppare la prossima generazione di ProPilot calibrandola sulle necessità delle arterie vitali del traffico nordamericano, lo stesso potrà fare Honda, oppure Toyota.

In quest’ultimo caso, la presenza del primo gruppo giapponese, lascia aperte domande sul futuro a medio termine del consorzio. Non perché non ci siano all’orizzonte buone opportunità, ma per la spinta che Toyota sta imprimendo verso l’impiego di software open source dove ce ne sia l’opportunità.

Un esempio è il supporto dove si tratta di sistemi operativi al consorzio open source Automotive Grade Linux. Un’altra sfera che Toyota potrebbe spingere per indirizzare verso questo approccio potrebbe essere proprio quello delle mappe. E, come nel caso del sistema operativo, sarebbe una mossa per sbarrare la strada a Here, alla cinese Baidu ma soprattutto a Google/Alphabet/Waymo.

Non è una certezza ma un’ipotesi che si basa su una parte del lavoro iniziato in Giappone da TRI-AD, una società concentrata sugli aspetti collegati alla guida autonoma lanciata dal Toyota Research Institute assieme ai big Tier1 della fornitura automotive Denso ed Aisin.

Esiste già un progetto TRI-AD chiamato Autonomous Mapping Platform, per il quale le mappe tridimensionali americane di Ushr dovrebbero rivelarsi preziose. Il passo all’open source non sarebbe una scelta fuori dalla logica partendo dal dato di fatto che Dynamic Map Platform nasce come consorzio per efficientare e rendere conveniente la condivisione su un settore.

Ushr continuerà a lavorare sulle autostrade e superstrade americane per perfezionare il supporto al Super Cruise, un sistema che (non solo grazie alle mappe) ha convinto molti esperti, inclusi test-driver ostici da convincere come Alex Roy di The Drive e Sam Abuelsamid di Forbes, come soluzione semi-autonoma migliore della propria categoria.

Ora il lavoro di mappatura tridimensionale investirà anche il Giappone. L’intenzione del consorzio è di offrire l’accesso ai risultati anche ad altre marche, come potrebbero essere le piccole nipponiche Suzuki o Subaru. In Giappone hanno tentato di mettere piede Baidu ed Alibaba Group Holding, nell’ottica di spingere la propria tecnologia sulla guida autonoma. Al rafforzarsi di un colosso cinese nelle mappe sull’Arcipelago del Pacifico, un consorzio in grado di raccogliere dati sempre più accurati ed aggiornati sembra un modo efficiente e redditizio di sbarrare la strada.


credito foto di apertura: ufficio stampa Cadillac