Quelle Jeep Renegade con la presa che dovranno dare la carica a Melfi

Con venti modelli ibridi e quattro elettrici al 100% previsti per la marca Jeep entro il 2022, FCA inizia ad aggiornare lo stabilimento lucano che sfornerà la versione Renegade ibrida plug-in

Una nota stampa di Fiat Chrysler Automobiles conferma l’inizio dell’attività nello stabilimento di Melfi per far posto alle versioni ibride plug-in della Jeep Renegade, il primo modello da grandi numeri che il gruppo italo-americano produrrà nella Vecchia Europa.

La scaletta degli ingegneri e tecnici FCA prevede che già nel 2019 inizi la fase di pre-produzione, alla quale seguirà l’effettivo lancio sui mercati nel corso del 2020. Come previsto dai piani a medio termine esposti a Balocco dall’ex-numero uno Sergio Marchionne, l’inizio della transizione della gamma del gruppo del Lingotto (e di Auburn Hills) verso l’elettrificazione.

L’esordio della nuova motorizzazione e delle batterie di trazione di piccolo formato sulla Jeep Renegade ibrida plug-in, più attenta sia all’ambiente sia ai valori di emissioni che entreranno in vigore nell’Unione Europea dal 2020, costerà a FCA circa €200 milioni: un investimento col quale aggiornare sia le linee di montaggio sia la formazione dei dipendenti lucani.

La Renegade ibrida plug-in terrà quindi a battesimo lo sforzo di transizione all’elettrico che prevede (per l’iconico marchio che in Italia siamo nonostante tutto ancora abituati ad associare ai G.I. sbarcati in Sicilia e ad Anzio) venti modelli ibridi e quattro elettrici al 100%, senza contare ovviamente i modelli elettrificati degli altri marchi italiani.

Pietro Gorlier, succeduto ad Alfredo Altavilla a capo della regione EMEA che comprende anche l’Italia, ha dichiarato nella nota: “le oltre 742.000 Renegade prodotte in Italia dal lancio ad oggi fanno dello stabilimento di Melfi il posto ideale e della Renegade il prodotto perfetto per il lancio della versione PHEV che rafforzerà ulteriormente l’offerta di questo veicolo che ha già riscosso un grandissimo successo”.

Si tratta dell’inizio di un percorso che secondo FCA nella regione che ci comprende dovrebbe portare di qui al 2022 ad una distribuzione nelle vendite delle tecnologie (relative agli obiettivi di emissioni) così suddivise: un 20% di veicoli elettrici tra BEV e PHEV, un 40% di mild hybrid e un 40% convenzionale. FCA avrà come prime auto native elettriche proposte al pubblico non una Jeep ma una Fiat 500 ed una Maserati.

La Renegade PHEV punta invece senza mezzi termini a seguire il favore incontrato fin qui dalla Chrysler Pacifica ibrida plug-in, le cui qualità ne fanno da tempo il workhorse dell’esigente Google per lo sviluppo della tecnologia autonoma della consociata Waymo, attesa presto al lancio del servizio di robotaxi aperto al pubblico.


Credito foto di apertura: ufficio stampa FCA US