I robo-taxi di Waymo si avvicinano e terranno molto occupate le linee di FCA

La società americana che sviluppa il progetto Google nella guida autonoma ordinerà una flotta di migliaia di minivan ibridi Chrysler Pacifica

L’annuncio di stanotte con cui Waymo ha rivelato che aggiungerà migliaia di minivan Chrysler Pacifica ibride alla flotta di 600 attualmente in servizio ci fornisce almeno due certezze. La prima è che FCA e la società del gruppo Alphabet che ha ereditato il progetto della Google-car lavorano bene insieme.

Da quando (era il maggio 2016) l’azienda italo-americana è diventata un fornitore di Waymo, le simpatiche Google-car ed i SUV Lexus RX sono spariti dalla flotta. Una flotta che sta sviluppando i sistemi per la guida autonoma per trasformarli da raffinatezza tecnologica in pilastro essenziale di un servizio di robo-taxi Chrysler Pacifica privi di autista il cui dispiegamento è già iniziato in Arizona.

Prodotti in Canada, i minivan ibridi vengono modificati in una sede del Michigan da una piccola task force mista Waymo-FCA che provvede a montare il pacchetto di… “optional del 21° secolo”: sensori laser, radar, telecamere. A questi si aggiungono i computer necessari per far girare il software sviluppato nella Silicon Valley.

Per un servizio di robo-taxi come quello che Waymo ha in mente non guasta affatto che le Pacifica, specialmente rispetto alla Google-car che dentro al suo involucro a forma di “Buondì Motta” aveva relativamente poco spazio, abbiano la possibilità di ospitare fino ad otto persone. Tutti passeggeri, visto che l’autista, a cominciare da quelli dei veicoli in servizio nella città di Chandler, stanno iniziando a scomparire.

La seconda cosa che l’annuncio Waymo-FCA ci rivela è che l’azienda di Mountain View conferma di essere la maglia rosa nella lunga corsa al dispiegamento di robo-taxi su larga scala. Chi sembra essere altrettanto avanti, come la startup Voyage, non lavora su una scala altrettanto grande di Waymo.

Chi invece lavora per i grandi numeri come Uber, che ha siglato un accordo con Volvo per acquistare 24.000 SUV da destinare globalmente al servizio di robo-taxi, inizierà a ricevere i veicoli solo nel 2019.

Secondo l’annuncio di poche ore fa le prime consegne delle prossime Pacifica sono previste per la fine del 2018, quindi il vantaggio di Waymo sembra destinato ad essere confermato per i prossimi mesi.

Quello che non è ancora confermato è lo spazio entro il quale i servizi di robo-taxi potranno essere offerti. Qui le sfide, oltre a quelle di accoglienza del pubblico (gli americani hanno meno timore dei veicoli autonomi di un anno fa secondo un sondaggio della compagnia di assicurazione AAA ma ancora in maggioranza non si fidano) sono quelle legali e normative.

Se in Arizona le autorità locali hanno sfruttato in pieno la legislazione dello stato che spianava la strada ai test delle auto a guida autonoma e dei servizi di robo-taxi, lo stesso non vale in tutti gli altri 49 stati americani. In molti esistono legislazioni che non consentono la circolazione senza un autista a bordo, oppure che le auto siano prive di sterzo e pedali.

Il motivo per cui Waymo e FCA sono stati vaghi sulle cifre delle consegne e sull’importo totale dell’accordo (il più economico dei minivan Pacifica in America si acquista a partire da circa $40.000) probabilmente è che il numero non dipende solo dai loro piani ed intenzioni.

La quantità di robo-taxi Chrysler Pacifica schierati dipenderà molto dall’evoluzione delle normative sia a livello federale (l’attuale esecutivo sembra molto favorevole allo sviluppo delle auto autonome) sia a livello di singoli stati, che potrebbero non essere rapidi nell’adeguarsi alle misure prese a Washington.


Credito foto di apertura: Waymo via medium.com