Tra Toyota e Olimpiadi di Tokyo inizia un matrimonio a zero emissioni

Toyota non si tirerà indietro su nessuna tecnologia innovativa: fuel cell, autonomia o connettività, saranno in trenta milioni ai Giochi del 2020 a scoprirle

Toyota, sì proprio quella Toyota, non scherzava e non voleva farsi facile pubblicità quando li aveva presentati all’ultimo CES di Las Vegas: i veicoli autonomi a cui daranno vita gli e-Palette giapponesi non erano né rendering né dei ballon d’essai, ma l’anticipazione di quello che potrebbe diventare il simbolo del “matrimonio” tra Toyota e le Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Quei sorprendenti veicoli che paiono presi a prestito dalle cabinovie alpine, ma con le ruotine e senza pilota (figuriamoci quindi se avranno sterzo e pedali) opereranno nel 2020 dentro al villaggio olimpico, ha confermato ufficialmente questa mattina il maggiore gruppo nipponico dell’auto.

La libertà di movimento è il significato più immediato della mobilità, sembra tenere a sottolineare più di ogni altra cosa la densa nota Toyota: movimento delle persone, specialmente quelle che a muoversi hanno difficoltà per problemi di salute o di… data sulla carta d’identità.

Così l’azienda preme per arrivare in orario al traguardo finale dello sviluppo di nuovi veicoli a zero emissioni, sicuri, in grado di rispondere alle esigenze di movimento della folla che riempirà la capitale giapponese fra due anni.

Saranno oltre 3.000 i veicoli necessari all’evento a cui sta lavorando Toyota e le Olimpiadi di Tokyo saranno l’occasione per riportare i riflettori sulla Mirai e sul Sora, rispettivamente la prima auto ed il primo autobus in grado di rendere una presenza concreta la tecnologia fuel cell e l’idrogeno come carburante per alimentarli per il pubblico composito e per gli addetti ai lavori.

Per la casa diretta da Akio Toyoda un altro punto essenziale sarà la connettività, che grazie alla contemporanea diffusione delle nuove reti 5G darà ai veicoli della flotta uno strumento per rendere i dati trasmessi in tempo reale un canale per trasformare i dati che viaggiano da e per i veicoli nel principale ingrediente della ricetta ideale per gestire i flussi di traffico.

Le soluzioni offerte da intelligenza artificiale ed apprendimento automatico saranno strumenti quotidiani per rendere vivibile un’area che vedrà insieme per alcune settimane fianco a fianco trenta milioni di persone tra residenti, atleti e turisti.

Strumenti che i visitatori nel 2020 troveranno nei veicoli impegnati nei test che si svolgeranno in due zone di Tokyo con veicoli in grado di raggiungere il livello 4 SAE della guida autonoma, così come nel Toyota Concept-i, una nuova generazione di auto che riconosce emozioni e preferenze dei guidatori ed in grado di interagire nella conversazione usando l’intelligenza artificiale.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Italia