Il prossimo I-Pace eTrophy con le Jaguar? Sarà più interessante della F.E…

Dal primo trofeo Jaguar tutto elettrico si potrà imparare molto sul prodotto di serie alle prese con le condizioni stressanti delle corse in città

Già, perché un nuovo trofeo monomarca con auto stradali dovrebbe rivelarsi mai più interessante del più recente fenomeno dell’automobilismo? Per cominciare, perché la Formula E gode di un credito eccessivamente generoso e di una pubblicità sproporzionata.

Le sua monoposto sono lente, anzi lentissime, tanto che si evita in tutti i modi di dare riferimenti rispetto alle vetture da competizione convenzionali, dribblando le piste abituali ed impedendo che il cronometro faccia confronti impietosi. Nonostante team e piloti, alcuni dei quali molto professionali, le gare su tracciati cittadini così corte ed il ridicolo cambio di vettura in corsa alla fine della carica della batteria sono controproducenti per convincere  gli scettici dei progressi di una tecnologia elettrica verso la maturità.

Senza contare che in Formula E il cuore dell’auto elettrica, la batteria, non prevede alcun confronto tecnico: da quello che dovrebbe essere il faro della tecnologia elettrica non avremo mai alcuna risposta al quesito se sotto lo stress della competizione siano meglio le celle cilindriche, prismatiche o laminate. Non l’abbiamo e non l’avremo perché tutti usano gli stessi materiali, ora forniti da Williams, la prossima generazione da McLaren, Lucid Motors e Sony.

Intendiamoci, per la prediletta creatura di Jean Todt, capo della FIA, le cose potrebbero un giorno migliorare e il contenuto tecnico e sportivo arrivare ad un livello tale da giustificare la sua esistenza. Ma, fino ad allora, chi vuol porsi domande sulle performance di batterie e motori elettrici potrà a partire dalla stagione 2018/2019 studiare quello che succederà nella categoria monomarca inventata da Jaguar: l’I-Pace eTrophy. Sappiate che chi scrive ha simpatia per il modello del giaguaro scelto, e quindi si augura che il trofeo abbia fortuna.

Ma dobbiamo aggiungere che i vertici Jaguar hanno un bel coraggio a mettere in gioco il primo modello elettrico della loro storia proprio là dove i rischi di brutte figure sono molti. Come noto, le auto elettriche sottoposte a prolungati sforzi tendono ad avere problemi di consistenza nel rendimento: in particolare il surriscaldamento delle batterie va accuratamente gestito.

Sullo scatto, sulla performance breve le cose sono invece molto diverse. Lo ha dimostrato la sino-americana Nio (dapprima nota come NextEV) che con la sua hypercar EP9, sviluppata insieme alla britannica RML, ha scritto record sul giro impressionanti sulla pista del Nurburgring ed è andata forte, sul giro secco, in  altre piste su cui ci sono confronti scomodi, come Austin, sede anche di gare F.1.

Lo stesso gusto per le sfide che ha dimostrato Nio ce l’hanno intatto anche in Jaguar Racing (che pure partecipa anche alla Formula E). Ha deciso, come appena annunciato al salone di Francoforte, di offrire un prodotto chiavi in mano a giovani e gentlemen driver che, in venti per gara sembra, potranno presentarsi con casco e tuta pensando solo a correre.

lancio Francoforte Jaguar I-Pace eTrophy
I-PACE eTROPHY sotto il vestito (credito immagine: ufficio stampa internazionale Jaguar Land Rover)

Lo sviluppo dell’auto? Sarà la macchina di serie progettata da Wolfgang Ziebart, il che vuole dire batteria da 90 kWh e due motori elettrici che sviluppano un totale di 400 cavalli e 700 Nm di coppia. Vi risparmiamo la ricerca su Google: sono molti di più di quelli della Formula E, ma ovviamente andrà più piano sul giro per il maggior peso, e sarà curioso vedere quanto riusciranno ad alleggerire la versione stradale i tecnici inglesi.

Ovviamente ci sarà anche un assetto più sportivo, con altezze da terra ridotte, ma le forme disegnate da Ian Callum resteranno quelle. Già così gradite che pare ci siano centinaia di depositi di clienti desiderosi di ritirare la I-Pace stradale anche aspettando mesi. Sì, almeno avrà un’ala posteriore, unico tratto tipico delle competizioni che si fa largo in questo bellissimo SUV sportivo.

Perché rischiare la reputazione di un’auto già sicuramente di successo con un trofeo che può creare momenti di difficoltà? Immaginate un possibile scenario nelle prime gare di rodaggio di mezzi e categoria: se le batterie fossero molto stressate, con uno, due, tre piloti fermi all’ultimo giro senza un watt nelle celle. Non l’ideale per convincere della bontà della tecnologia.

Ma probabilmente è proprio quello che i britannici vogliono: al contrario della Formula E, le cui batterie non sono montate su alcun veicolo elettrico di produzione (e ciò non di meno la loro gestione sia una costante corsa ad ostacoli per ingegneri e piloti) in Jaguar vogliono affrontare e superare con il loro prodotto il test dello stress in condizioni difficili rappresentato dalle gare.

Non è uno scherzo e in Jaguar sicuramente lo sanno. Un leader della tecnologia elettrica come Renault in collaborazione con Renault Sport ha presentato a Ginevra, se ricordate, un prototipo elettrico molto interessante:  Zoe e-Sport Concept. Di cavalli ne ha anche più della Jaguar, 460. Ma i media specializzati francesi sostengono che finora alla prova con la pista non riesca a durare più di una quindicina di minuti. Quale sarà la durata delle gare dell’I-Pace eTrophy?

I punti interrogativi non hanno intimorito l’amministratore delegato Ralf Spieth, che ha dimostrato di aver assorbito al meglio lo spirito della marca e anche quello della clientela Jaguar. Nella nota ha dichiarato: “la mobilità futura non sarà noiosa. I nostri prodotti avranno passione ed emozione oltre ad essere distintivi, desiderabili, e all’altezza come sono sempre stati, ed emergeranno dalla folla”. Si merita che il suo I-Pace eTrophy gli dia ragione.

Jaguar I-Pace eTrophy


credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Jaguar Land Rover