Daimler investe nelle batterie a ricarica ultraveloce di StoreDot

Le avveniristiche nanotecnologie della startup israeliana le permettono di migliorare le proprietà delle batterie con l’impiego di sostanze organiche

Il gruppo Daimler sta investendo nell’elettrificazione con tale determinazione da aver già cominciato a cercare le aree in cui risparmiare per compensare i minori profitti che inizialmente i veicoli elettrici comporteranno rispetto a quelli convenzionali. Per questo ogni problema che ritarda il successo del piano va preso di petto, e un ostacolo oggettivo al uccesso ai mezzi spinti da batterie di trazione è quello della durata della ricarica, ancora penalizzante rispetto al rifornimento abituale coi combustibili fossili.

L’azienda cui fa capo Mercedes-Benz ha quindi investito capitali nella startup StoreDot, già nota per alcuni prototipi di dispositivi di ricarica veloce per smartphone. Da tempo sta lavorando a batterie in grado di assicurare la ricarica completa di un mezzo elettrico in soli cinque minuti.

L’azienda israeliana ha raccolto $60 milioni di capitale che hanno visto interessato anche Samsung, partner già nella ricerca sulle batterie per telefoni, ed il noto (per la proprietà del Chelsea FC) miliardario Roman Abramovitch.

StoreDot ha annunciato che userà questo capitale per sviluppare la sua FlashBattery, un dispositivo che fa perno sulle nanotecnologie per riversare nella batteria 500 o più chilometri di autonomia con una sola ricarica. La tecnologia cui si affida la startup è quella dei nanopunti, microscopiche molecole organiche assemblate in cristalli, che StoreDot usa negli elettrodi, negli elettroliti e nei separatori delle proprie batterie.

I materiali organici sono una sostanziale differenza nella composizione di una batteria rispetto alla concorrenza. Per essere precisi, la startup di Tel Aviv lavora coi peptidi: sostanze che fanno parte della famiglia degli aminoacidi a catena corta. Alle dimensioni delle nano-tecnologie, le proprietà dei materiali intervengono sulle proprietà delle sostanze grazie ad effetti di cui è responsabile la meccanica quantistica.

In particolare, fin dai primi prototipi sperimentati con smartphone, gli elettrodi di nuova generazione delle batterie di StoreDot, che internamente definiscono MFE (multi-function electrode) tendono a comportarsi sia come supercapacitori (che come noto hanno facilità di ricaricare rapidamente) sia come elettrodi tipici delle batterie al litio (che sono lenti a scaricarsi).

L’azienda fondata dal professor Doron Myersdorf nata come uno spinoff dell’università di Tel Aviv non è generosa di altri dettagli sulle proprietà delle sue celle. Una ipotesi che si può fare però, vista le informazioni disponibili è che le celle, oltre alla facilità di ricaricarsi rapidamente, siano più generose in potenza che in densità.

Sarebbe una caratteristica analoga alle batterie oggi prevalentemente impiegate da BYD (le cui batterie al litio non contengono però composti organici ma sopratutto ferro). Il gruppo cinese come noto è soprattutto un costruttore di mezzi commerciali e di autobus, veicoli in cui la potenza è più utile che la densità. Sarà un caso, ma ad avere investito per conto di Daimler in StoreDot è stata proprio la sua divisione dei veicoli commerciali.

Sulle batterie di migliaia di autobus o camion da usare a corto raggio che Mercedes-Benz costruirà nei prossimi lustri una disponibilità immediata di energia sarebbe più importante della densità, anche perché gli impieghi di autobus di linea o di camion dei corrieri sarebbero facilmente conciliabili con stazioni di ricarica veloce. Una ipotesi che attende conferma dai primi test pubblici delle FlashBattery, che attendiamo con grande interesse.


Credito foto di apertura: sito internet StoreDot