Al salone di Ginevra la sorpresa Renault ha 340kW di grinta

All’elettrica Zoe i francesi affiancano con la e-Sport Concept una “sorella” che stupisce: non la vedremo in autostrada ma in pista?

Oggi il soggetto è la passione“, ha detto durante la conferenza stampa Renault al salone di Ginevra Gilles Normand, il numero uno della divisione dei veicoli elettrici in seno alla casa della losanga. E la passione per la velocità e la performance era davvero l’ingrediente necessario per trasformare in realtà la promessa di una sorpresa che Renault aveva anticipato per la rassegna sul lago Lemano.

A cinque anni dal lancio della tranquilla (specie con la prima batteria) Zoe, oggi scopriamo che da quella “cittadina” a batteria nasce Zoe e-Sport Concept. Una versione agli steroidi della Zoe. In questo prototipo si sono travasate le esperienze del reparto Renault Sport e il savoir faire acquisito dominando la Formule E, il campionato per monoposto elettriche. Quattro ruote motrici sono spinte da due motori elettrici che sviluppano 460 cavalli.

Il peso? Solo 1.400 kg, con le batterie che contano per 450. Il telaio della Zoe e-Sport Concept nasce su un telaio tipicamente sportivo in acciaio tubolare, realizzato da un atelier specializzato nelle competizioni: la TORK Engineering. In Renault Sport nel recente passato se ne sono serviti per i bolidi impegnati nel Trophée Andros, popolare campionato invernale francese disputato su piste ghiacciate. La ciclistica include sospensioni a doppi triangoli e ammortizzatori regolabili Ohlins.

I cavalli che spingono la e-Sport fino a 210 km/h (velocità autolimitata) e la coppia totale di 640 Nm consentono di passare da 0 a 100 km/h in 3″2. E qui si apre una serie di interrogativi. Nel caso della propulsione elettrica lo 0-100 oppure lo 0-60, ne siamo convinti, non è dove restare a bocca aperta. Perciò, di regola, non ci lasciamo abbagliare dai record o presunti tali che piacciono invece a Tesla, FaradayFuture, Lucid e consorelle.

Ma nel caso di un veicolo come la Zoe e-Sport Concept le cose cambiano, e le cifre delle performance contano, eccome. Che proprio un mezzo come questo non sappia impensierire una Tesla in Ludicrous Mode può significare due cose. Una non buona: se nonostante la carrozzeria in carbonio per contenere il peso questa Zoe “palestrata” non regge il confronto, allora si tratta di un esercizio, di un divertissement, che verrà archiviato a fronte di temi assai più importanti per la mobilità elettrica, come l’autonomia.

Ma possiamo invece trarre dai numeri sullo 0-100 un’indicazione positiva: nel caso i tecnici transalpini avessero invece ragionato come (si dice) quelli Porsche alle prese con la Mission-E. Ovvero: l’accelerazione al semaforo è un fuoco di paglia, quello che occorre è disporre di tanta potenza e tanta accelerazione quando richiesta e per il numero di volte in cui è richiesta. E quindi, se alcuni commenti a caldo ipotizzano che la e-Sport Concept sulle strade non la vedremo mai, non ci sentiremmo di escludere una sorpresa ancora più grande.

Con un futuro per la e-Sport Concept non in città o in autostrada, ma in pista. Infatti Renault fin dai tempi della R8 Gordini ha insegnato al mondo come funzionano i trofei di marca, curando campionati di successo per giovani, gentlemen e clienti vari in cui alla R8 sono seguite la R5 e poi oltre fino alle Clio e Megane. Oggi non esiste uno scenario che saprebbe dare più convincente conferma delle doti tecnologiche di un’auto elettrica di una vera pista.

Qualcosa che alla Formula E, non solo per la scarsa durata delle batterie, oggi riesce solo in minima parte. Dimostrare al pubblico che le batterie e i motori elettrici montati su una vettura di produzione sono in grado di reggere alle sollecitazioni di un’ora di gara sarebbe una pubblicità estremamente convincente anche per i più scettici. E se davvero Renault avesse questo in mente, un altro muro della diffidenza verso l’auto elettrica sarebbe destinato a crollare.


Credito foto di apertura: Arnaud Taquet via sito stampa internazionale Renault