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Renault punta a volare alto, col nuovo Rafale

A caccia del successo nel Segmento D: questo è l’obiettivo del primo modello firmato da Gilles Vidal, con un forte DNA ibrido e che per la versione più performante sceglie la trazione integrale in assetto PHEV

Approfittando del ritorno del Salone aerospaziale del Bourget dopo il periodo di fermo collegato alla pandemia, Renault lancia un nuovo modello che si chiama come un aereo da caccia entrando nel regno del velivolo contemporaneo dell’Armée de l’Air, con quella che è una bella dimostrazione di fiducia nel suo futuro.

E un richiamo al passato, visto che nella storia Renault ci sono i record del Caudron Renault Rafale che, nel 1934, raggiunse i 445 km/h molto prima che nascesse l’attuale jet Dassault. In effetti, a parte quella macchina costruita per andare a inseguire record, non è una novità assoluta chiamare un’auto come un aereo da caccia: siccome chi scrive appartiene al gruppo dei boomer, era difficile non ricordarsi della Spitfire costruita dalla sfortunata marca Triumph, che era commercializzata molti, molti anni fa.

Sarà molto più ambizioso di quanto non fosse quel modello britannico visto che la casa diretta da Luca de Meo sottolinea che dopo essersi riposizionata nel Segmento C grazie al rilancio dei modelli Arkana, Megane E-Tech Electric ed Austral, adesso col Rafale (che sarà prodotto in Spagna come i suoi predecessori a partire dalla primavera del 2024) si può puntare a quella del Segmento D.

Rafale sarà il primo veicolo di serie interamente progettato secondo il nuovo linguaggio stilistico introdotto con l’arrivo di Gilles Vidal a capo del design Renault, proveniente dalla rivale diretta Peugeot. Pertanto apre una nuova era del Design Renault e sarebbe come scontato difficile non fare confronti tra precedenti modelli firmati da Vidal e questo Rafal: le testate specializzate transalpine addirittura fanno confronti all’americana con le immagini dei vari dettagli del prima e dopo

In effetti sembra trasportare di botto il marchio della Losanga in un gruppo di veicoli che parlano già un linguaggio stilistico globale, molto influenzato (che piaccia o no) anche dall’irrompere della cifra vista nelle case coreane e anche nelle Toyota, a partire dall’emersione del centro stile californiano e di quello di Sophia-Antipolis che hanno saputo togliere dall’elenco di “modelli noiosi” alcuni best seller della casa giapponese.

Il Rafale sebbene principalmente ibrido come DNA tecnico iniziale, presenta un eccellente studio della calandra che potrebbe fare al caso di una elettrica pura, visto che il raffreddamento non dipende dalla griglia ma da prese nella parte inferiore del muso. (credito foto: ufficio stampa Renault Italia)

L’équipe di Vidal si è scatenato con una esercitazione di ricerca nella griglia, composta da diamanti sfaccettati la cui dimensione varia in base alla loro posizione, più piccoli vicino al logo centrale. Come in altri modelli contemporanei si trasforma in modo sostanziale in un’area identitaria del veicolo: sarà blu per le versioni Esprit Alpine, grigia per le altre finiture.

Renault Rafale si basa sulla piattaforma CMF-CD dell’Alleanza Renault-Nissan ed è dotata di un motore E-Tech ibrido completo da 200 CV. Un 3 cilindri benzina 1.2 turbo di 130 CV / 205 Nm, e due motori elettrici. Una rete principale di 50 kW / 205 Nm, una secondaria di 25 kW per l’avviamento del motore a combustione essenzialmente.

Renault ha anche annunciato la preparazione di una versione E-Tech 4×4 ad alte prestazioni PHEV con 300 CV. L’aggiunta di un motore elettrico sull’asse posteriore trasformerà quindi il SUV coupé in trazione integrale. La trazione integrale direzionale con 4CONTROL Advanced consentirà 35° alle ruote anteriori e 5° alle ruote posteriori. Abbastanza per raggiungere il raggio di sterzata di una Clio, ovvero 10,4 metri. L’ottimizzazione del telaio include carreggiate più larghe di 20 mm e un passo di 2,74 m.

Se la versione 4×4 della Renault Rafale sarà ibrida plug-in, Renault non dice ancora nulla della sua batteria. Tuttavia, il marchio afferma che “prevede di ottenere i 1.100 km di autonomia combinata grazie a una grande batteria”. Nel frattempo, il modello full hybrid E-Tech ospita una batteria da 2 kWh / 400 V. In attesa di omologazione la casa si aspetta valori di 4,7 l/100 km e 105 g di CO2/km.

Per quanto riguarda il bagagliaio, Rafale beneficia di un portellone automatico (almeno sulla versione Esprit Alpine) comodo vista la soglia di carico elevata, in un modello con un posteriore molto spigoloso, ma pratico per il design “cubico” e con una capacità di 530 litri. (credito foto: ufficio stampa Renault Italia)
Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia