AUTOMAZIONE

Il SUV di imminente lancio Volvo EX90 nasce elettrico e nasce col LiDAR

La casa svedese, che vuol riprendersi il primato globale sulla sicurezza, ne è certa: non si può prescindere dai sensori laser, che possono contribuire a ridurre fino al 20% incidenti gravi o mortali

Mantenere gli accenti e i connotati di azienda all’avanguardia nella sicurezza richiede entrare e recepire novità che non erano familiari all’automotive del XX° secolo. Per Volvo, che il prossimo 9 novembre presenterà il SUV EX90 che vuol rappresentare il nuovo punto di riferimento globale della sicurezza automobilistica, andare a rinnovare il cuore dell’attività aziendale comporta ancora una volta definire nuovi standard e introdurre nuove tecnologie per salvare vite, come ha sottolineato il nuovo amministratore delegato Jim Rowan, in questo video.

L’eredità che verrà incanalata verso la Volvo EX90 punta a far sì che i suoi standard di sicurezza debbano essere superiori a quelli di tutte le Volvo precedenti, sulla strada di una innovazione il cui traguardo è che gli incidenti automobilistici non si verifichino più e che l’azienda svedese sia completamente carbon-free.

La Volvo EX90 si vuole rivelare auto progettata per capire gli esseri umani e l’ambiente che la circonda, per garantire sicurezza a chi sarà a bordo e agli altri utenti della strada. Sarà inoltre in grado di diventare più intelligente e più sicura nel tempo, grazie alla capacità di apprendere nuovi dati e di ricevere aggiornamenti.

Secondo gli esperti scandinavi lo sviluppo della più recente tecnologia di sicurezza si basa su una profonda comprensione del comportamento umano che trova fondamento in decenni di ricerca in materia di sicurezza condotta da noi e da altri. La distrazione e la stanchezza fanno parte della vita e che viaggiano con noi. Il sistema avvertirà con segnali di crescente insistenza, se necessario. E in casi di emergenza sulla EX90 è previsto di arrestare la marcia in sicurezza e chiamare i soccorsi.

La Volvo EX90 sarà dotata di uno scudo di sicurezza invisibile che integra la nostra più recente tecnologia di rilevamento, grazie alla quale l’auto è in grado di comprendere lo stato d’animo di chi la guida e il contesto circostante. Il veicolo sarà dotato di sensori all’avanguardia tra cui telecamere, radar e LiDAR, tutti gestiti dalla piattaforma informatica e dal software di base che interagiscono per creare una visione della realtà circostante a 360 gradi e in tempo reale.

Il nocciolo duro d i una sicurezza all’avanguardia per Volvo è nel sistema LiDAR integrato nel tetto, frutto della collaborazione con Luminar: ponendosi all’estremo opposto di Tesla che punta tutto sulla computer vision (perché Elon Musk ha sempre creduto che anche in un mondo sintetico si possa guidare come gli umani fanno normalmente, cioè coi soli occhi), gli svedesi credono nei sensori laser che sono in grado di rilevare la strada davanti e attorno all’auto, sia di giorno che di notte, anche a velocità autostradali.

Il sistema è in grado di vedere oggetti di piccole dimensioni a centinaia di metri di distanza e grazie a questi dati ed informazioni può intervenire quando il guidatore non sarebbe in grado: prendendo contromisure e agendo ad esempio riducendo la velocità oppure applicando angoli di sterzata appropriati per evitare ostacoli o pericoli. Ad esempio rilevando la presenza di pedoni fino a 250 metri di distanza, oppure di oggetti di colore scuro (come una gomma o i suoi detriti) su una strada dal fondo nero a 120 metri dal veicolo.

Il LiDAR, abbinato a telecamere che monitorano i livelli di attenzione e stanchezza di chi siederà al volante, secondo gli studi degli scienziati Volvo può contribuire a ridurre fino al 20% gli incidenti gravi o mortali. Questo perché grazie all’apprendimento di flotta man mano che le auto circolano e i software imparano dai dati generati dall’utilizzo quotidiano.

Secondo le stime Volvo, grazie ad auto “native LiDAR” sarà possibile migliorare fino a un massimo del 9% la capacità di evitare gli incidenti, il che permetterebbe di scongiurare milioni di incidenti nel corso del tempo. Si tratterebbe di un grande passo avanti per la sicurezza e per l’umanità. Se sia un traguardo percorribile o meno è naturalmente da verificare nel giro di un lustro o un decennio.

Peraltro ormai sappiamo che l’approccio alla sicurezza basato sulla sola computer vision (come ad esempio quello montato sulle Tesla Model Y) ha già ottenuto risultati importanti e sia stato riconosciuto dal consorzio Euro NCAP come molto efficiente nel supportare l’assistenza alla guida. Perciò si può ben essere ottimisti su quello che sarà in grado di ottenere un sistema con più fonti di informazioni sul traffico e l’ambiente e dotato di ridondanze in grado di sopperire a eventuali “vuoti”.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volvo Car Italia