Le giornate del doppio sorpasso del gruppo SK

SK Materials lancia una joint venture per porsi all’avanguardia negli anodi in silicio, mentre la “cugina” SK Innovation diventa il secondo produttore coreano di batterie, davanti alla rivale Samsung SDI

La SK Materials, parte del gruppo coreano SK che produce batterie per veicoli elettrici attraverso la controllata SK Innovation, ha appena trovato un accordo con l’americana Group14 Technologies per aprire un sito produttivo nel paese sul Pacifico che a Sangju produrrà materiali per anodi a base silicio. L’investimento dei due partner è dell’entità di 850 miliardi di won, attualmente corrispondenti a oltre $725 milioni.

La titolarità della società, che sarà chiamata SK Materials Group14 è al 75% dei coreani e per il restante degli americani. L’avvio dei lavori, è stato confermato oggi dai partner, è previsto ad ottobre e solo realizzare il sito produttivo coprirà oltre 550 miliardi di won dell’investimento complessivo. Finora i produttori coreani di celle utilizzavano negli elettrodi negativi in grafite solo una piccola percentuale di silicio, per i noti problemi di dilatazione cui tende questo materiale durante i cicli di vita attiva.

Ma Group14 Technologies dispone di un particolare materiale anodico brevettato chiamato SCC55TM che risponde alla necessità di aumentare la capacità dell’elettrodo senza gli inconvenienti abituali del silicio.

L’azienda descrive il prodotto come una sorta di carbonio spugnoso in cui le particelle di silicio possono essere ospitate all’interno dei pori in carbonio, il che le aiuterebbe a mantenere una dimensione meno ingombrante rispetto ad anodi in silicio a cui sta lavorando la concorrenza.

Gli americani hanno ad agosto stretto un altro accordo per produrre anodi al silicio, con la slovacca InoBat. L’attività di SK Materials mirante a creare uno spazio all’innovazione nel gruppo sembra destinata a influire favorevolmente sulla futura tecnologia della “cugina” SK Innovation.

A dispetto della sconfitta nella battaglia legale con la rivale LG Energy Solution e alla relativa compensazione economica, SK Innovation continua con le misure atte a supportare la sua espansione: nelle scorse giornate ha allungato dal 2024 al 2026 il contratto di fornitura esistente per i materiali destinati ai catodi (gli elettrodi positivi) con la società specializzata EcoPro, fondamentale nel supportare il lavoro del produttore di celle nel settore high-nickel.

Le celle che SK Innovation andrà a fornire a Ford Motor Co. con la nuova joint venture che equipaggerà la nuova generazione elettrica di pickup F-150 Lightning in effetti punta proprio su chimica NCM9, in cui riguardo ai materiali del catodo i cui precursori sono forniti da EcoPro il nichel conta per il 90% della composizione e cobalto e manganese insieme per il rimanente 10%, una impostazione che tende a premiare la densità di energia della cella e quindi qualità come la capacità di supportare grande autonomia.

Nei giorni scorsi il recentissimo periodo favorevole delle attività del gruppo SK si era anche rispecchiata nelle analisi della autorevole società di consulenza SNE Research che stilando le quote di mercato dei primi sette mesi delle forniture di celle per veicoli elettrici (nella quale la cinese CATL è sempre leader con il 30% del mercato), ha indicato che SK Innovation sia per la prima volta riuscita a superare per capacità un’altra rivale coreana: Samsung SDI.

La quota di SK Innovation è salita dal 5,2% al 5,4% sulla scia della fornitura a Kia Niro, Ioniq 5, e Hyundai Kona. Samsung SDI è scesa dal 5,2% al 5,1% malgrado fornisca modelli con richiesta stabile come Fiat 500 elettrica o Audi E-Tron. La prima coreana in un mercato globale da 137,1 GWh di capacità nei primi sette mesi del 2021 rimane LG Energy Solution con una quota del 24,2%, relativa però ad un periodo in cui non era ancora partito il richiamo totale di General Motors sulle sfortunate Bolt.

Così SK Innovation continua ad aumentare i progetti di manifattura di celle: investirà un miliardo di dollari nella quarta fabbrica di batterie cinese che andrà a far compagnia a quelle di Changzhou (oggi da 7 GWh di capacità), a Yancheng (10 GWh) e Huizhou (10 GWh).

Anche il quarto sito è previsto a Yancheng ma, al contrario di quello attuale e degli altri, non prevederà una joint venture con un socio cinese ma sarà una operazione controllata direttamente al 100%, come è possibile in Cina solo da pochissimo tempo, una facoltà di cui tra i primi si è avvalsa Tesla per la Gigafactory di Lingang.

Credito foto di apertura: ufficio stampa SK Innovation