Per l’ibrido plug-in Classe C autonomia da 100 chilometri

Mercedes-Benz non corre rischi col suo best seller sempre più ispirato al lusso della Classe S; ora tre volumi e wagon anche più sostenibili grazie a una batterie da citycar

Un altro cambio di generazione per la Classe C, il pezzo forte Mercedes-Benz che da metà Anni ’90 aveva preso il posto dell’altrettanto fortunata serie 190. Il restyling di una generazione nata nel 2014 conserva l’aria da Classe S in piccolo, si fa per dire: in piccolo s’intende per chi non ha un garage in grado di accogliere adeguatamente una berlina o una wagon lunga 4,75 metri.

Dopo oltre due milioni e mezzo di esemplari a Stoccarda non hanno voluto correre rischi di deludere la clientela che ne ha apprezzato forme e interni, per cui il design del modello appena presentato è ben riconoscibile, anche se ci sono dei ritocchi, come i fari che si allungano, la calandra più esagonale (che nella versione AMG è più accentuata).

Le fiancate sono sottolineate da due fluidi tratti, salito ancora più su il più alto dei due che si stempera in una vista posteriore che è lo spazio dove più sono cambiate le linee, con fari orizzontali che si allungano ora verso il porta-terga come sulla Classe S.

Ancora più ispirato al segmento maggiore il cruscotto: la console centrale è quasi monopolizzata da un grande schermo centrale da 9,5″ che salgono a 11,9″ sugli allestimenti più generosi. L’ormai nota interfaccia MBUX è presentata in una nuova versione, con un assistente vocale ora ancora più intuitivo e che non ha necessariamente bisogno di un’introduzione con quel richiamo “Ehi, Mercedes” che in qualche caso è stato occasione di discussione per i neofiti quanto il “mind the gap” che scoprono i turisti al loro primo viaggio a Londra.

La ricca dotazione ADAS è accompagnabile in opzione da sistemi in grado di collegarsi a impianti domotici, per traportare nel salotto a quattro ruote controlli un tempo riservati al salotto di casa. Il software di bordo sarà aggiornabile via etere.

La nuova Classe C uscirà subito con l’integrazione della tecnologia mild hybrid 48V ad accompagnare i motori convenzionali, mentre non richiederà una lunga attesa l’opzione sempre più popolare, specie in Germania, dell’ibrido plug-in che si annuncia abbinabile ai quattro cilindri benzina a partire dal turbo da un litro e mezzo e 204 cavalli (147 kW), che andrà a braccetto con un motore elettrico da 129 cavalli (ovvero 95 kW).

Se avete già fatto il conto, sì, si tratta di un totale di 313 cavalli con una coppia massima di 550 Nm. La batteria montata sulla Classe C ibrida plug-in avrà una capacità di 25,4 kWh: le 96 celle (che non sacrificano il bagaliaio) assicureranno più capacità di quanta disponga una citycar al 100% elettrica come ad esempio la nuova Renault Twingo ZE, il che renderà possibile una autonomia in modalità solo elettrica fino a 100 chilometri misurati in ciclo WLTP.

Non si tratta del record assoluto per una tre volumi in assetto ibrido plug-in, che resta in mano alla sportiva Polestar 1, ma la Classe C consentirà comunque a più di un cliente di utilizzare il motore convenzionale soltanto per lunghi viaggi.

Non è la sola sorpresa di una nuova versione del best seller dalla stella a tre punte, che ha anche migliorato la telaistica e reso più agile la sterzata grazie alle quattro ruote direttrici, non una brutta idea per un veicolo di dimensioni non irrisorie, sebbene ben lontane da quelle del faro della gamma tedesca Classe S.

Mercedes-Benz C-Class, 2021, selenite grey magno, siena brown/black leather. Interior
Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG