La “santa alleanza” del trasporto merci diventa green

I gruppi europei dei veicoli commerciali anticipano di dieci anni al 2040 la fine della tecnologia convenzionale, e spingono istituzioni e regolatori perché supportino la transizione

Anche i veicoli commerciali accelerano sulle emissioni. Stamattina Peter Campbell riferisce sul Financial Times che una alleanza che comprende Daimler, Traton, Daf, Volvo, IVECO e Ford ha accettato di aderire all’impegno di eliminare entro il 2040 dalla propria gamma i motori a combustione interna tradizionali per concentrarsi su idrogeno, batterie di trazione, combustibili green.

Al quotidiano finanziario Henrik Henriksson, amministratore delegato di Scania, ha detto che il settore prevede di investire nei prossimi anni una cifra compresa tra i €50 e i €100 miliardi per arrivare all’obiettivo prefissato.

Henriksson, che quest’anno guida l’associazione di settore ACEA per i veicoli commerciali, ha detto che la loro organizzazione è in contatto col Potsdam Institute for Climate Impact Research per identificare le migliori pratiche e tecnologie connesse alla transizione.

In sintonia con il nuovo e più aggressivo impegno, i leader dell’industria del trasporto merci si attendono e sollecitano al regolatore e alle istituzioni più impegno su una infrastruttura di ricarica necessaria alla tecnologia green.

Sebbene la presenza dell’infrastruttura sia meno rarefatta per i veicoli passeggeri, quella per i commerciali è ancora di là da venire, specie se dovesse come pare probabile essere consistente la quota di camion spinti dall’idrogeno.

L’impegno assunto dai grandi gruppi dei veicoli commerciali arriva mentre a Bruxelles è partito l’aggiornamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030. Nel suo EU’s Sustainable and Smart Mobility Package pubblicato il 9 dicembre scorso, la Commissione Europa ha indicato di puntare al taglio del 50% rispetto al 1990, proponendosi anche un obiettivo di 30 milioni di auto a zero emissioni sulle strade europee.

La presa di posizione di chi è attivo nel trasporto merci non si impegna su una tecnologia green piuttosto che su un’altra come ha confermato Henriksson: “non ci sarà una tecnologia dominante, ci saranno tecnologie parallele nel corso del tempo. Arriveranno a ritmi diversi, ma se stiamo seduti ad aspettare che emerga la tecnologia perfetta nel frattempo il pianeta brucerà”.

Il gruppo che aderisce al piano si aspetta anche che l’Unione Europea proceda verso disincentivi alle tecnologie tradizionali basate sui carburanti fossili, che beneficiano ancora di numerosi sussidi e sgravi.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG