I «pickup» elettrici hanno valicato il Rubicone

I lanci di questo periodo segnalano che se non c’è sfida tra truck elettrici e citycar, tra loro c’è grande distanza: perché “batteria” non significa automaticamente sostenibile

Quanto è largo, l’Atlantico. Non abbastanza, probabilmente, per l’opinione dell’attuale inquilino della Casa Bianca, che magari amerebbe più spazio vitale anche sul lato del Pacifico. Ma qui rifletteremo sulla distanza che appare così evidente in queste ore sull’approccio di diversi gruppi auto europei e nordamericani nell’auto elettrica, stimolati dalle presentazioni recenti.

Poche ore fa Fiat ha presentato la truppa elettrica con cui vuole rilanciare il mito 500. Le citycar torinesi non potrebbero seguire un percorso industriale e commerciale più diverso da quello General Motors che l’aveva preceduta riportando in vita, di tutti i marchi, Hummer, che caratterizzerà una gamma al 100% elettrica della divisione GMC.

Pochi giorni prima l’ex-FCA Luca De Meo aveva presentato come fondamentale per Renault la piccola Dacia Spring nata in Cina sulla base del progetto K-ZE, a sua volta alleata e concorrente della Twingo. Fiat e Renault sono un simbolo di casa generalista quanto lo è il gruppo americano diretto da Mary Barra, ma non potevano arrivare a conclusioni più distanti.

Prendiamo i prezzi che accompagnano il prodotto, e quindi parlano del pubblico a cui ci si vuole rivolgere. General Motors con l’Hummer EV partirà da $112.595 per l’Edition 1 in vendita da fine 2021. Il modello entry-level partirà da $79.995 ma non sarà acquistabile fino al 2024.

Tra Big3 di Detroit e rivali, l’unica anticipazione di un pickup sotto ai $50.000 di cui abbiamo traccia finora è quella di un Cybertruck che Tesla colloca a $39.900. Ma, prima di applaudire, ricordiamo che della Model 3 a basso prezzo ($35.000) annunciata nel 2016 ancora non ci sono tracce all’orizzonte.

Viceversa Fiat, criticata, anzi criticatissima per i prezzi da boutique della 500 La Prima nei giorni del lancio alla Triennale di Milano, con le versioni Action ma anche con quelle medie come l’allestimento Passion sgombera il terreno da potenziali critiche di elitarismo della sua gamma elettrica.

La 500 Action partirà da €26.150 chiavi in mano che diventeranno però con gli incentivi italiani €19.900 oppure €15.900 in caso di rottamazione. La Passion berlina partirà da €29.900 che saliranno a €31.900 nel caso della 3+1. Con gli incentivi e rottamazione la berlina costerà al cliente €19.900, €21.900, a titolo di confronto come una Mini, e meno di una Clubman o Countryman convenzionale.

Se si guarda in casa del gruppo diretto da De Meo, troviamo una Twingo Zen che in Italia costa chiavi in mano €22.450, tagliati fino a €10.000 se c’è rottamazione. Della Dacia Spring elettrica si conoscono finora solo i prezzi ungheresi: partiranno da €17.812 e, ritoccandoli di un paio di migliaia di euro, è facile immaginare che il prezzo italiano incentivi e rottamazione inclusa supererà di poco i €10.000.

I generalisti europei, grazie a FCA e Renault, hanno quindi avviato la loro marcia verso l’auto elettrica affordable, alla portata di tutti. E in questo ambito non abbiamo ancora visto all’opera tra i grandi gruppi Volkswagen che, al contrario di Toyota rimasta ancorata all’ibrido convenzionale, nelle intenzioni di Ralf Brandstätter a quel traguardo con la “famiglia ID” ci vuole arrivare, nel 2023.

Ma l’auto elettrica alla portata di tutti è anche un’auto elettrica che ha un assetto tecnico basato su dimensioni urbane o peri-urbane, con quello che questo comporta per il cuore di queste auto: la batteria.

A dare il via alla una corsa dei produttori di pickup elettrici americani è stata, al Salone Auto di Los Angeles 2018, la piccola Rivian, che per il suo R1T ha preannunciato opzioni da 105 a 180 kWh di capacità, con priorità opposte a quelle di chi progetta citycar: massima autonomia raggiungibile.

Da allora ogni nuovo rivale con un modello da lanciare si è tenuto al di sopra dei 100 kWh e anche per chi non ha svelato ancora la scheda tecnica, come Tesla per il Cybertruck o la stessa GMC per l’Hummer, ci sono pochi dubbi che la taglia dei pacchi sia impressionante ed il loro peso valga fino a cinque, sei volte quello della batteria della piccola Twingo (165 chili).

In poche parole, l’approccio all’auto elettrica che vediamo in Nord America non sembra quello di una transizione, magari complessa e perfino contraddittoria: sembra piuttosto una sostituzione. Alla clientela abituale e tradizionale sia le Big 3, sia Tesla e le nuove arrivate che ne seguono la scia sembrano voler strizzare l’occhio, come per dire: “non è cambiato niente. Continuate a guidare i vostri truck come facevate prima”.

Nel migliore dei casi questa potrebbe essere una tattica per guadagnare tempo prezioso, che potrebbe avere una spiegazione in piccola parte razionale: il cuore dei veicoli elettrici è anche il loro componente più costoso.

I prezzi delle celle per batterie in costante calo, accanto alla continua crescita delle performance comportano che rinviare l’ingresso sul mercato delle versioni entry-level di Hummer EV o di Cybertruck significa aspettare di proporle ad una clientela più vasta quando saranno meno costose, sia per i progressi tecnologici, sia per la scala industriale.

E tuttavia questo vantaggio che si può allargare alle batterie di tutti i modelli non sembra abbastanza da giustificare veicoli passeggeri con batterie smisurate con capacità di 100 ed oltre kWh.

Se li si esamina dal punto di vista del ciclo totale di emissioni nel corso dell’intera vita, incluso produzione delle materie prime e riuso finale dei materiali alla demolizione, mezzi con taglie extra-large come pare avere l’Hummer EV (secondo Car and Driver circa 200 kWh) si trovano ad inseguire la sostenibilità quasi come un veicolo termico.

Performance e autonomia non sono quello che sembra mancare ai nuovi mezzi a cui le case americane stanno lavorando. Ma la generosità nella disponibilità di cavalli o di coppia oppure lunga autonomia a ben guardare non è mai stato quello che mancava all’auto (o al truck) convenzionale. Quello che sembra invece volerci rivelare in questo periodo il confronto con le nuove citycar elettriche, pickup e grandi SUV sostenibili stanno molto stretti nella stessa frase.

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