Aurora aguzza la vista dei LiDAR per essere più competitiva coi sistemi per veicoli commerciali

Chris Urmson e Sterling Anderson stanno mettendo in campo i LiDAR della startup Blackmore, che vedono più lontano e più a fondo, ideali per controllare in sicurezza i grandi camion

Il recente annuncio di Hyundai sulla collaborazione con Aptiv nello sviluppare sistemi a elevata automazione per veicoli passeggeri, era apparso in buona sostanza il segnale della chiusura delle porte di partenariati coi maggiori gruppi auto per Aurora, la startup della guida autonoma creata dalle due “star” del settore Chris Urmson e Sterling Anderson.

Ma col passare del tempo appare sempre più chiaro che per la startup quello dei veicoli passeggeri se non un campo di scarso interesse è peraltro marginale e non per accidente ma a ragion veduta. In un recente post sul proprio blog aziendale lo staff della startup ha fatto il punto sul suo  crescente interesse per il settore dei veicoli commerciali.

Un quadro che non necessariamente sembra avere a che fare col fatto che della stessa startup detenga una quota del capitale anche Amazon, che magari potrebbe essere interessata direttamente a prodotti da poter usare nella propria logistica per renderla ancora più efficiente.

In effetti la startup ci tiene a sottolineare che ha iniziato a sviluppare il suo sistema, l’Aurora Driver, perché fosse in grado fin dagli esordi di pilotare veicoli di tutte le dimensioni e misure. La flessibilità, dalla citycar al camion a rimorchio, comportava puntare a mercati potenziali con aspetti tanto diversi quanto i taxi privati alla Uber lo sono dai servizi di logistica di Amazon.

La flessibilità, sottolinea ancora Aurora, è anche una complessità a livello progettuale: per la difficoltà di integrare hardware e software in campi e terreni tanto diversi quanto quelli che affronta una kei-car in un congestionato centro urbano giapponese o un camion multi-assi su una autostrada americana con attraversamenti a raso (che là sono permessi).

Aurora ha deciso di prendere di petto il problema per arrivare a migliori performance ma con minori costi perché distribuiti su molti più settori, e molti più clienti. All’inizio lo sviluppo è stato a basse velocità e in contesti urbani, in panorami che erano fatti su misura per proporre situazioni difficili da superare in dosi abbondanti in proporzione al chilometraggio percorso.

Poi Aurora ha allargato la ricerca a contesti più articolati ed alla guida a velocità autostradali. Il progressivo raffreddarsi della collaborazione inizialmente stretta coi gruppi Volkswagen e Hyundai, che avrebbe comportato lo sviluppo di sistemi particolarmente rivolti ai veicoli passeggeri, ha probabilmente incitato la startup ad accelerare lo sviluppo del proprio lavoro sui veicoli commerciali.

Le dimensioni e caratteristiche di questi mezzi hanno più aspetti per chi progetta software e lo integra con l’apparato di sensori e computer. La guida autostradale è un compito semplice, ma le sfide degli imprevisti diventano più complicate con mezzi di massa e dimensioni ragguardevoli che ad alte velocità richiedono di alzare l’asticella dei parametri di sicurezza. E qui la soluzione principale è anticipare la rilevazione ed identificazione del potenziale problema, con sistemi che abbiano la capacità di vedere meglio e prima.

Questo spiega perché Aurora abbia deciso di acquisire un’altra startup come Blackmore, specializzata nei LiDAR FMCW. Affiancati ai radar e alle camere di bordo, questi sensori laser hanno sensibilità al singolo fotone di luce, meno esposizione a cattive condizioni ambientali, identificazione simultanea di posizione e velocità degli oggetti.

L’Aurora Driver in sintesi sarà in grado di vedere più rapidamente e a distanze più grandi come richiede una tecnologia per pilotare in sicurezza veicoli commerciali. Da poche ore Aurora ha pubblicato su YouTube il video, che qui sopra riproduciamo, che rivela come i sistemi di bordo di un veicolo commerciale pesante “vedano” l’immissione su una trafficata highway della California.

Le criticità delle dimensioni e massa di questi mezzi da risolvere nell’ambito della guida autonoma avanzata sono anche un valore per veicoli passeggeri come i pick-up e i SUV, il che suggerisce cosa abbia visto FCA nell’opportunità di collaborare con Aurora proprio per sviluppare sistemi adeguati a quelle classi di veicoli, che sono il principale motore di profitti del gruppo italo-americano.


Credito foto di apertura: blog aziendale Aurora