Michelin e Faurecia adesso sono partner nella joint-venture Symbio per eccellere nell’idrogeno

La startup della Savoia che ha già messo i suoi sistemi fuel cell su centinaia di furgoni Renault Kangoo ha molte ambizioni ed ora punta ad affermarsi anche coi serbatoi ad alta pressione

Ci sono due dei tre grandi protagonisti francesi (l’altro è Valeo) della fornitura auto Tier1 nella appena rimaneggiata joint-venture Symbio. Nata attorno ad una società transalpina creata nel 2010, Michelin e Faurecia (controllata dal gruppo PSA) in Symbio metteranno in comune le proprie competenze che riguardano la tecnologia nel settore dell’idrogeno.

Insieme i due soci paritari ambiscono a creare e commercializzare sistemi e componenti fuel cell utilizzabili per veicoli leggeri e commerciali. In particolare Faurecia ha già sviluppato insieme ai partner CEA e Stelia Aerospace Composite serbatoi destinati a contenere il carburante delle pile a combustibile, idrogeno sottoposto ad alta pressione.

Da parte sua Symbio, che finora aveva Michelin come socio di controllo, in Savoia ha sviluppato la tecnologia di range extender fuel cell che equipaggia oggi oltre 250 Renault Kangoo ZE REH2. L’azienda diretta da Fabio Ferrari ha inoltre sviluppato moduli fuel cell per usi in veicoli commerciali di varie dimensioni e sta anche proponendoli ad altri settori dei trasporti.

Il favore della Francia verso l’impulso all’idrogeno è stato particolarmente visibile col ministro ambientalista Nicolas Hulot, ma non è sfumata dopo le sue dimissioni. Restano gli ostacoli relativi ai costi e alle infrastrutture, ma in particolare le regioni in cui operano Michelin e Symbio fanno parte di una “valle a zero emissioni” che si vuole estesa dall’Alvernia alle Alpi.

Un’area che non è da sola nel dar fiducia alla tecnologia che ha per pilastro l’idrogeno: il MOTIE coreano, ministero del Commercio, Industria ed Energia, ha confermato che tredici società della penisola sul Pacifico si sono consorziare in HyNet per spingere sull’acceleratore della costruzione di infrastrutture di rifornimento del gas che alimenta la maggior parte delle pile a combustibile.

L’investimento dei partner in HyNet equivale a circa $119 milioni e punta a costruire 100 stazioni di rifornimento i idrogeno, ovvero un terzo dell’obiettivo che il governo della Corea del Sud si è posto entro la fine del 2022. La previsione è che occorrano investimenti iniziali di 1,5 miliardi di won (ovvero circa $1,3 milioni) per ogni postazione di ricarica di idrogeno. Korea Gas è il maggiore degli azionisti di HyNet, seguita da Hyundai. A novembre del 2018 sono già iniziati i primi test che riguardano 30 autobus alimentati ad idrogeno in cinque città del paese sul Pacifico, ugualmente previsti nell’ambito del programma del consorzio.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Hyundai Italia