Ibride, plug-in: il difficile equilibrio tra prezzi abbordabili e target sulle emissioni

Il Salone Auto di Ginevra straripava di modelli elettrici ma, a sorpresa, Renault e i marchi premium tedeschi hanno indicato che la strada verso l’elettrificazione non ha una corsia sola

Per molta stampa specializzata è stata irresistibile al Salone dell’Auto di Ginevra la tentazione di contrapporre le due novità francesi Peugeot 208 e Renault Clio quanto al rispettivo impegno tecnologico in direzione dell’elettrificazione.

Ovvero una sub-compatta come la 208, declinata anche come elettrica al 100%, a confronto con la quinta generazione Clio, nella quale il marchio dell’Alleanza franco-giapponese, in attesa del lancio della seconda generazione Zoe, ha deciso di mettere a bilancio l’ibrido convenzionale.

Abbiamo già scritto della 208, mentre per quanto riguarda Clio dobbiamo sottolineare come il nuovo powertrain, che sarà disponibile dal 2020 ed è stato battezzato E-Tech, abbinerà un motore benzina 1,6 litri ad un motore elettrico integrato in un cambio automatico sette marce a doppia frizione.

Una batteria della capacità di 1,2 kWh sarà in grado di supportare il motore e, secondo Renault, il sistema E-Tech sarà abbastanza efficiente da completare in modalità elettrica l’80% dei tragitti urbani, con risparmi di carburante fino al 40%.

La scelta Renault e Peugeot si riverberano ovviamente nei prezzi della rispettiva offerta elettrificata. I listini della e-208 saranno noti solo a giugno (si vocifera a partire da €31.000) e quelli dalla Clio E-Tech solo nel 2020, ma sembra partiranno da circa €21.000.

I prezzi e quanto un modello sia abbordabile si rispecchiano nei volumi e questi nelle composizioni delle flotte, ed è particolarmente curioso sforzarsi di immaginare come il gradimento possa finire per tratteggiare anche il panorama delle emissioni di ciascuna marca.

L’amministratore delegato del gruppo Volkswagen Herbert Diess ha detto nei giorni scorsi che si aspetta di dover vendere nel 2020 200.000 auto elettrificate coi vari marchi per arrivare alla soglia di 95 grammi di CO2 per km che consentirà di non subire sanzioni per l’eccesso di gas clima alteranti prodotti (nel 2018 la media della flotta era di 123 g/km).

A Ginevra tutti i marchi di Diess avevano portato concept elettrici, ma se si guarda a modelli in grado di passare presto in produzione salta agli occhi la folta gamma ibrida plug-in Audi, che continua a crescere (anche se queste versioni non si chiameranno più E-tron, terminologia riservata alle pure elettriche) con le nuove versioni Q5, A6, A7 Sportback e A8 tutte con autonomia solo elettrica superiore ai 40 chilometri.

Da parte sua Renault è già uno dei marchi tradizionalmente sinonimo di mobilità elettrica in Europa, grazie a Zoe. Ma per mantenere un equilibrio tra prezzi, volumi ed emissioni, con la presentazione della quinta generazione Clio sembra voler sottolineare che, fino a quando nuove tecnologie delle batterie non lo consentiranno, per il fattore prezzo anche veicoli a basse emissioni con piccole batterie invece che le sole elettriche pure possano ancora (per qualche anno) servire.

Più auto a basse emissioni dal prezzo accessibile potrebbero dare una mano ai bilanci della CO2 di auto a zero emissioni purtroppo ancora costose, malgrado gli incentivi? La risposta non è immediata, ma alcune case auto come si vede sembrano pensarlo.

Così si riapre la finestra di opportunità per ibride ed ibride ricaricabili. A sorpresa per le seconde, dopo che le disavventure della complicata transizione all’omologazione WLTP nell’autunno 2018 sembravano destinate a farle finire nel dimenticatoio, almeno in Europa.

Invece i due marchi premium tedeschi Audi e BMW a Ginevra hanno portato intere bisarche di modelli ibridi plug-in. Cosa abbiano in mente lo suggerisce non una evidenza statistica ma una evidenza anedottica: nel primo mercato auto continentale, la Germania, nei primi due mesi del 2019 Mitsubishi grazie alla quota crescente di modelli PHEV venduti (12%) è riuscita a tagliare la media delle emissioni della sua flotta a 129 g/km con criterio WLTP, più stringente del NEDC col quale si faranno i calcoli delle sanzioni per le emissioni dal 2021.

Si tratta dello stesso valore che è stato raggiunto nei primi due mesi 2019 dalla flotta Toyota, abituale regina delle ibride in Europa e, secondo i dati della società di consulenza Jato Dynamics, miglior flotta quanto ad emissioni di CO2: 99,9 g/km con criterio NEDC. Per una casa come Renault o Peugeot, il fattore prezzo e quello emissioni si riveleranno strettamente correlati.

Peugeot e Citroen sono alle spalle di Toyota quanto a flotte virtuose per emissioni (107,7 e 107,9 g/km rispettivamente), ma puntare soprattutto su modelli elettrici vuol dire aggirarsi in un terreno complesso. Secondo i dati Jato nel 2018 nelle sub-compatte full electric la differenza di prezzo con le auto convenzionali era del 51%, mentre scendeva al 34% nelle compatte.

Renault era al quarto posto della graduatoria delle emissioni di CO2 con una flotta che nel 2018 aveva una media di 108,1 g/km: la casa della losanga pare ritenere che la seconda generazione Zoe abbia un potenziale abbastanza elevato da permettere a buoni volumi di Clio ibride di limare ulteriormente i valori di emissioni complessivi senza dover proporre immediatamente altri modelli al 100% elettrici.

Curiosamente però a Ginevra Renault (e nemmeno Audi, o Jeep che pure ha presentato le sue due prime ibride plug-in) non aveva pronti i dati sulle emissioni del suo nuovo modello ibrido, che sarebbero stati attesi con curiosità anche in Italia in questi mesi di incentivi. Li ha invece pubblicati BMW e si trovano negli stand ancora aperti del Salone svizzero, sia pure indicandoli come provvisori.

Quella del Salone è in effetti stata una prima mondiale per la BMW X3 xDrive30e, che sarà pronta per le concessionarie a fine 2019. Tra motore quattro cilindri benzina ed elettrico sprigionerà 185 kW (252 cavalli), misurandosi con l’accelerazione 0-100 km/h in 6,5 secondi ma limitando le emissioni a 56 g CO2/km e affrontando in modalità elettrica un’autonomia di 50 chilometri.

Da fine estate sarà pronta la seconda generazione X5, SUV da 394 cavalli e 80 chilometri di rispettabile autonomia elettrica. La precederanno nelle concessionarie (a luglio) la 225xe Active Tourer e la 330e Sedan. Quest’ultima spinta dal motore quattro cilindri da 252 cavalli che non impedirà al motore elettrico di lavorare fino a 60 km, il 50% più del precedente, solo 4 km meno della 530e Sedan che a sua volta uscirà in nuova edizione a luglio. Tutti questi modelli hanno valori di emissioni entro i 50 g/km.

Plug-in abbordabile o lussuosa? Le risposte divergenti di Renault, Audi e BMW
La flotta ibrida ricaricabile BMW allestita per la presenza al Salone Auto di Ginevra 2019 (credito foto: ufficio stampa Group BMW)

Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia