Porsche avvia la pre-produzione Taycan nel rinnovato impianto di Zuffenhausen

Per costruire 20.000 auto elettriche l’anno, per cominciare, Porsche rinnova una sede storica puntando sulla flessibilità e su processi di automazione già presenti nell’aerospaziale

Porsche nel primo anno (2020) intero di produzione del suo primo modello nativo elettrico, la nuova Taycan da 600 cavalli, prevede di far uscire dalle linee di montaggio 20.000 vetture. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt una quota che in caso di travolgente domanda potrebbe essere portata a sfiorare le 30.000 unità (poco meno delle intramontabili 911 prodotte lo scorso anno).

Ecco che di fronte alla determinazione con la quale la casa del Cavallino Rampante tedesco sta spingendo sul futuro della sua auto con la presa, la nota stampa uscita oggi sui piani che supporteranno la struttura produttiva diventa molto interessante. Gli obiettivi smart, verdi e flessibili ruotano attorno non a nuovi impianti ma ad una radicale rivoluzione a cui è stato sottoposto lo storico sito di Zuffenhausen.

Arrivare alla pre-produzione Taycan e poi alla normale fase che condurrà al lancio nel 2019, ha richiesto la realizzazione di una fabbrica dentro la fabbrica, con una messa in sede di una linea ultra-flessibile. La produzione Porsche sarà facilmente ri-configurabile per rispondere alle esigenze del primo modello e degli altri che verranno in base alle richieste dei vari mercati.

Mentre la flessibilità e la lean production sono qualcosa che è ormai materia comune di studio per ogni aspirante ingegnere, nell’auto che guarda all’elettrico è rimasta famosa l’ambizione di Tesla di voler riconfigurare il vecchio impianto di Fremont all’insegna dell’automazione per arrivare al traguardo ideale posto da Elon Musk: un impianto a luci spente, perché occupato solo da robot che non hanno bisogno di luce per svolgere i loro compiti.

Porsche avvia la pre-produzione Taycan nel rinnovato impianto di Zuffenhausen
I dispositivi autonomi FTS (fahrerlose Transportsysteme) accompagneranno l’intera linea di produzione della Taycan elettrica nella sede di Zuffenhausen (credito immagine: ufficio stampa Porsche AG)

Porsche ha guardato molto meno lontano quanto ad obiettivi sull’automazione, preferendo invece coi suoi investimenti portare a Zuffenhausen quelli che in tedesco si chiamano FTS e AGV in inglese (Automated Guided Vehicles): veicoli autonomi da trasporto che stanno già diventando comuni nella logistica e che nella manifattura sono stati inaugurati da Boeing per spostare aerei passeggeri e cargo in corso di montaggio.

Gli AGV solcheranno i pavimenti dell’impianto Porsche durante il processo produttivo della Taycan facendo del suo marchio il primo a renderlo un pilastro dell’intero processo produttivo. L’arrivo degli AGV non è un automatico segnale di allarme per la forza lavoro della casa tedesca.

Anzi Porsche ha affermato che per aggiornare l’impianto in cui ha investito €700 milioni sta inserendo 1.200 nuovi dipendenti, che saranno sì rivolti alla nuova filiera di auto con la presa, ma il cui ingresso avverrà con una approfondita interazione con l’attuale forza lavoro, in modo che il know-how coi crismi della casa di Stoccarda passi rapidamente dalla vecchia alla nuova generazione di collaboratori.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Porsche AG