Volvo Cars e Nvidia allargano la collaborazione: dal futuro remoto a quello prossimo

Il partenariato con Volvo è il primo passo col quale Nvidia punta ad entrare senza indugi nel mercato ADAS avanzato coi sistemi Drive AGX Xavier, senza aspettare il futuro boom dei robo-taxi

Da pochi mesi Volvo Cars ha fatto sapere che per le novità ed anticipazioni riguardanti il prodotto avrebbe ridotto la presenza in sedi tradizionali come i Saloni dell’Auto: quello che la marca svedese ha svelato questa settimana in effetti conferma l’attuale approccio eterodosso.

Per annunciare un nuovo accordo con Nvidia, colosso informatico americano che dall’anno scorso ha avviato un progetto congiunto con Volvo Cars per lo sviluppo di sistemi avanzati e di software per vetture con funzioni di guida autonoma, è stata scelta la GPU Technology Conference di Monaco di Baviera, uno degli appuntamenti più attesi dei partner e fan della società fondata da Jensen Huang.

Stavolta i due partner hanno annunciato l’intenzione di implementare una piattaforma informatica avanzata per le Volvo basate sulla piattaforma SPA 2 di prossima adozione, una piattaforma che ospiterà il nuovo computer di bordo basato sul sistema Drive AGX Xavier su un modello introdotto all’inizio del prossimo decennio.

Questo modello svedese potrebbe essere quindi il primo che vedremo in strada o in autostrada col quale Nvidia si butterà su un mercato nuovo coi suoi sistemi ad alte prestazioni. Infatti la parte più interessante della notizia è che Nvidia, che siamo abituati da anni a vedere come pilastro della guida pienamente autonoma dei futuri Livelli SAE 4 (e 5), ha deciso di allargare l’offerta dei suoi chip anche ad un mercato come quello ADAS avanzato.

Un mercato oggi presidiato da chip NXP, Renesas, Intel/Mobileye e nel quale ora Nvidia offre i suoi sistemi basati su intelligenza artificiale. Con una mossa per anticipare qualche perplessità, alla conferenza di Monaco di Baviera i vertici Nvidia hanno fatto, riferisce l’EETimes, un abile dribbling precisando di offrire prodotti non per l’ADAS convenzionale ma per il Livello 2+.

Un livello 2+ che peraltro nella scala SAE non esiste: quello che Danny Shapiro e gli altri manager, incluso quelli Volvo Cars, intendono è un tipo di auto nel quale le funzioni ADAS già disponibili in molti modelli come Adaptive Cruise Control e Automatic Emergency Braking saranno completate da un sistema di monitoraggio del conducente (già disponibile in modelli come la Cadillac CT6 provvista di Super Cruise e di recente la BMW X5) e la sorveglianza su un perimetro a 360° attorno all’auto.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: perché un marchio come Volvo Cars o uno rivale dovrebbero rivolgersi a sistemi come Drive AGX Xavier, progettati per la guida autonoma avanzata e connessa di Livello 4 per mettere in macchina dispositivi destinati a compiti meno onerosi?

Volvo Cars e Nvidia allargano la collaborazione: dal futuro remoto a quello prossimo
(credito immagine: ufficio stampa FCA US)

Il quesito si traduce anche in termini di costi molto palesi. Alla presentazione dell’ultimo piano industriale di Sergio Marchione a Balocco i manager FCA avevano presentato la tabella che vedete qui sopra e che, come Nvidia e Volvo Cars adesso, ha inserito un inedito Livello 2+.

L’aspetto interessante è che FCA (e conviene pensare a chi ha compilato la tabella come a qualcuno che abbia rapporti stretti con Waymo, la divisione che sta mettendo in strada i robo-taxi in Arizona) ha collocato la guida autonoma di Livello 4, quella del tutto priva di monitoraggio umano sia pure in aree mappate, negli anni 2023-2025.

Invece, il Livello 2+ è qualcosa che per i gruppi auto è il presente. Un ulteriore punto di interesse, in fondo alla slide, è quello relativo ai costi: con un significativo 5X sul Livello 2+ e un ingombrante 60X sull’effetto sui costi che richiederà offrire alla clientela un’auto a guida autonoma a tutti gli effetti.

Tenendo presente questi due fattori, il punto probabilmente è che per le auto destinate ai comuni clienti privati il traguardo del Livello 4 non sembra così dietro l’angolo. Quindi per una società come Nvidia si apre una praticabilità nel commercializzare i chip anche per ADAS avanzati, invece che per progetti molto più evoluti ma ancora numericamente limitati.

Scegliere i chip Nvidia rischia di essere un costoso overkill per i sistemi di guida di Livello 2+? La replica è che lo sviluppo di uno stack unificato lungo tutti gli stadi, dal Livello 2 al Livello 4 sarà un approccio premiante al software automotive: perché i processi a cui programmatori e sistemi devono dare soluzioni sono gli stessi.

La differenza tra i costi sottolineati dai manager FCA tra i due livelli sta soprattutto nei sensori che devono fornire i dati ai computer. Mettere in mano il volante ai computer richiederà una ridondanza dei sensori e anche del software e dei sistemi che li faranno girare.

Un altro motivo plausibile per ipotizzare un successo dei chip Nvidia anche in progetti di guida autonoma meno ambiziosi di quelli a medio termine, ai quali la società californiana non ha peraltro rinunciato, è quello della semplificazione. Le case auto potrebbero concentrare in una unica funzionalità quello che oggi tende a frammentarsi in chip per i programmi di mantenimento della corsia, chip per l’Automatic Emergency Braking eccetera.

Un unico core computer inoltre potrebbe offrire garanzie in termini di sicurezza: la potenza di calcolo può tradursi in programmi che fanno girare algoritmi di intelligenza artificiale più robusti, in grado di colmare alcune lacune evidenziate dalle prime generazioni di SoC per i sistemi ADAS convenzionali.

Da non trascurare infine per lo sviluppo di applicazioni di supporto autonomo avanzato alla guida da parte dei centri ricerca delle case auto anche la presenza della piattaforma Drive Constellation, che sarebbe in grado di accelerare con simulazioni i test delle nuove applicazioni per validarle più rapidamente.

Saranno argomenti sufficienti a confermare che i più costosi chip di Nvidia saranno in grado di imporsi nel mercato dell’ADAS avanzato? Una risposta definitiva probabilmente non dovremo aspettarcela da un accordo con un marchio premium come Volvo Cars o uno di quelli tedeschi. Leggere di un annuncio di una collaborazione tra Nvidia e una marca generalista (i cui prezzi meno permettono di assorbire i costi della fornitura), quello sì sarebbe un segnale inequivocabile.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Volvo Car Italia