Al salone di Pechino le case giapponesi presentano modelli per il palato cinese

Toyota, Honda e Nissan spaziano tra modelli puri elettrici ed ibride plug-in per crescere sul primo mercato globale e cedono alla moda di marchi e nomi cinesi

I gruppi giapponesi dell’auto possono non avere il vantaggio della prima mossa quanto a presenza nel mercato cinese dell’auto elettrica, ma ormai non si può dire che manchino di iniziativa e di capacità propositiva.

Durante le prime giornate del salone dell’auto di Pechino anche il più recalcitrante in materia finora, Toyota, ha presentato le versioni ibride plug-in di Corolla e Levin, che seguono quelle ibride convenzionali già in vendita localmente da tempo.

Ancora più interessante, visto che la casa giapponese prevede da qui al 2020 di presentare dieci nuovi modelli elettrificati in Cina, è la conferma che il suo apprezzatissimo crossover C-HR avrà anche una versione elettrica a partire dal 2020, che sarà realizzata in loco col partner FAW. Assecondando la simpatia locale per i nuovi marchi e nuovi nomi la C-HR al 100% elettrica si chiamerà Izoa.

trio JPN Pechino AutoChina 2018
Everus è un nuovo marchio frutto della collaborazione tra Honda e GAC Motor: il primo modello è pensato apposta per il car sharing (credito foto: ufficio stampa Honda Motor)

La moda dei nomi nuovi ha contagiato anche Honda (e che dire di VW e JAC con la loro nuova SOL?) ha contagiato anche Honda: a Pechino ha in vetrina un concept tutto elettrico, il suo primo per la Cina.

Si tratta di un crossover (sembra basato sulla piattaforma dell’HR-V, ma i dettagli arrivano col contagocce) realizzato insieme al gruppo GAC Motor che sarà in vendita entro fine anno e che si potrà anche noleggiare con la società di car sharing Reachstar, una startup della mobilità in cui i giapponesi stanno investendo.

trio JPN Pechino AutoChina 2018 1
La Sylphy elettrica per la Cina riprende il nome di un’auto convenzionale, ma sarà basata sulla piattaforma della nuova Nissan Leaf (credito foto: ufficio stampa Nissan Motor)

A Pechino anche Nissan ha iniziato a far seguire i fatti agli annunci: nel caso della marca di Yokohama il traguardo per la Cina del 2022 prevede vendite di un milione di auto e venti modelli elettrificati in commercio. Un traguardo ambizioso che ha indotto Nissan a cominciare giocando sul sicuro.

E quindi Nissan parte dall’elettrica più venduta al mondo, Leaf, cedendo però al gusto locale per i nomi speciali, presentando la Sylphy ZE, che riprende il nome di una apprezzata vettura con motorizzazione però convenzionale e a linee che riprendono molto della Sentra.

Sarà assemblata dalla joint venture locale Dongfeng-Nissan. Secondo la stampa asiatica alla Sylphy potrebbero affiancarsi cloni coi marchi Dongfeng e Venucia che, aggiungendosi al brand giapponese, potrebbero consentire aggiustamenti di posizione sui vari settori più graditi ai rispettivi marchi.

Le prime indiscrezioni suggeriscono che per la Sylphy ZE peraltro lasciano pensare che ci possa essere molto di estetica nella differenziazione e poco di sostanza, ad esempio il motore da 110 kW o l’autonomia della batteria.

Va però ricordato che in Cina la fornitura della batteria dovrà passare ad un fornitore locale per non perdere l’accesso alle sovvenzioni e già questo potrebbe comportare piccole differenze nei dati delle specifiche.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.