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Il sogno olimpico Toyota: per auto fuel cell prezzi dimezzati nel 2020

Le eredi della Mirai potranno contare su prezzi al pari livello delle ibride convenzionali e su una rete di stazioni di idrogeno (almeno in Giappone)

Quando, lo scorso dicembre, Toyota ha pubblicamente annunciato gli importanti aggiornamenti ai suoi piani a lungo termine, non ha solo indicato il 2025 come data conclusiva della produzione di auto spinte da motori termici convenzionali.

Ha anche indicato il proprio obiettivo di vendere nel 2030 cinque milioni e mezzo di auto elettrificate (termine col quale intende ibride o ibride plug-in) e almeno un milione di auto a zero emissioni, intendendo con questo veicoli al 100% spinti da batterie o alimentati ad idrogeno.

Finora però la diffusione della tecnologia fuel cell, che nella gamma giapponese ha debuttato nel 2014 con l’arrivo della Mirai, è stata rallentata dall’esiguità della rete distributiva in grado di erogare idrogeno e dai costi dell’auto.

Al primo ostacolo stanno rispondendo insieme in Giappone governo ed aziende interessate con lo sviluppo di una rete che arriverà nel 2020 ad un livello adeguato: 160 distributori. Ottenere questo risultato proprio entro l’anno dei Giochi Olimpici a Tokyo coinvolge anche società finora attive nelle stazioni di servizio di carburanti fossili: come la JXTG Holdings.

Resta per ora l’handicap dei costi: la Mirai in Giappone costa 7 milioni di yen (oltre €51.000). Che Toyota intenda eliminare alla radice questo ostacolo è cosa nota: dal salone di Tokyo 2017 il periodico inglese Autocar riferiva l’intenzione di Toyota di arrivare a vendere vetture ad idrogeno a prezzi comparabili a quelli delle ibride nel 2025.

Ma ora sembra che Toyota stia sempre più accelerando i suoi progetti ed anticipando le date fissate: secondo quanto riporta l’Asia Nikkei Review l’obiettivo adesso sarebbe raggiungere per le auto fuel cell prezzi dimezzati nel 2020.

Pile a combustibile ed altri componenti essenziali sulla erede della Mirai sono nel mirino Toyota per continuare a ridurre i costi fino a tre quarti entro il 2025, un anno in cui il gruppo nipponico avrebbe un obiettivo di 10.000 pezzi venduti in Giappone e circa 30.000 su scala globale.

Una discesa così radicale dei prezzi delle auto spinte dall’idrogeno rappresenterebbe un sorpasso anche rispetto alla costante discesa dei prezzi delle batterie a cui assiste nel settore delle auto a batteria di trazione. Molti esperti si attendono già per il 2020 la produzione di celle per auto in vendita a prezzi inferiori ai $100/kWh.

Un taglio così radicale dei prezzi della tecnologia fuel cell, e la parallela disponibilità di una rete di rifornimento di idrogeno finalmente all’altezza, sono repliche indispensabili per restare in corsa con la diffusione prevista per le auto a batteria.

In Toyota sono convinti che a prezzi dimezzati il pubblico reagirebbe con entusiasmo ad un prodotto che ha già oggi il vantaggio di poter procedere ai rifornimenti in tre minuti e di avere una autonomia comparabile a quella degli attuali veicoli convenzionali.

Una prova che possono fare in California i primi clienti di auto fuel cell quando si fermano a stazioni di servizio Shell per mettere idrogeno nel serbatoio. Ma anche là per ora l’esiguità dell’infrastruttura non ha permesso il decollo del mercato delle vetture a pile a combustibile.

Malgrado i costruttori presenti Toyota, Honda e Hyundai abbiano fatto del loro meglio, anche dal punto di vista dei costi. Henry Payne circa un anno fa ha provato (e con soddisfazione) per il Detroit News la Honda Clarity fuel cell.

Al momento della prova quest’auto (il cui cartellino del prezzo è poco al di sotto di quello della Mirai) era proposta esclusivamente in leasing a 36 mesi: $369 al mese con un anticipo di $2.868. La cifra mensile (oggi circa 300 euro) però si abbatte grazie agli incentivi dello stato della California a soli $140 al mese.

Inoltre nei contratti di leasing proposti dai concessionari californiani era previsto l’idrogeno a carico di Honda, il che portava il conto mensile per un automobilista che prevedeva di fare un uso medio dell’auto a soli $69! Un “affare” però finora frustrato dall’esiguità dell’infrastruttura di rifornimento.


credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.