Dal Pacifico alla Pacifica: Google toglie la ruggine alla Rust Belt

Ieri, con questo post su Google+, John Krafcic, a capo del Self-Driving Car Project del gigante americano della tecnologia, ha confermato una piccola rivoluzione geografica nel programma, che dopo essere nato e cresciuto nella patria della tecnologia avanzata (la West Coast) con l’apertura di un centro ricerche a Novi, non lontano da Detroit, si apre ora a quel Midwest che è la patria tradizionale dell’automobile. A Novi il lavoro sull’auto a guida autonoma è destinato a ricevere una significativa accelerata.

Per le cittadine della Rust Belt americana l’arrivo di Google è un germoglio di rinascita, e non c’è da meravigliarsi che facciano a gara per attirare business innovativi. Pochi mesi prima  a Novi era arrivata un’altra corporation, la Harman International, la società nata con sistemi audio ma da tempo interessata alla tecnologia che rende l’auto sempre più connessa; a Novi ha aperto la propria sede nordamericana all’inizio dell’anno.

Nel post Krafcik ha scritto: “Nel corso degli ultimi anni membri della nostra squadra hanno lavorato dall’area metropolitana di Detroit. Ora è arrivato il momento di mettere radici: ci stabiliamo qui con un centro di sviluppo della tecnologia a guida autonoma a Novi“.

Come è noto, Google è al lavoro sulla self-driving car da oltre sei anni. Il mese scorso è stata annunciata una partnership con Fiat Chrysler Automobiles che si tradurrà in 100 minivan ibridi Chrysler Pacifica trasformati in veicoli laboratorio a guida autonoma. Mentre non passa praticamente settimana senza l’arrivo di annunci, programmi o allenze fra gruppi automobilistici e società ad alta tecnologia, l’accordo di Google ed FCA non ha legato alcuna delle due parti in modo permanente.

Google a Novi continuerà a collaborare con FCA a Novi, un centro ricerche il cui scopo però va oltre il lavoro previsto sul programma con le Pacifica. Nel post Krafcik ha scritto: “Molti dei nostri partner attuali hanno qui loro sedi, quindi avere una struttura in loco ci aiuterà a collaborare più facilmente ed ad attingere ai migliori talenti del Michigan per quanto riguarda sviluppo del veicolo ed ingegneria”. Come dire che l’azienda è alla ricerca del meglio al di là del marchio.

Sergio Marchionne, come riferisce in questo articolo il quotidiano Detroit Free Press, già subito dopo l’accordo non aveva nascosto di sapere molto bene che per il momento, per quanto benvenuto, il progetto che riguarda le 100 Chrysler Pacifica ha un range molto circoscritto: “Ci stiamo approcciando alla cosa in un un modo completamente aperto. Loro hanno trovato facile il lavorare con noi per esplorare e imparare, Se questo sia abbastanza per loro per farli sentire a proprio agio e procedere al passo seguente non mi è chiaro”.

Google non pare minimamente avere intenzione di condividere proprietà intellettuale con FCA, ma pare molto più diretta nel condividere informazioni su come modificare le Chrysler per ospitare ed assecondare la tecnologia che sta sviluppando. Quello di cui stiamo parlando oggi è mettere a disposizione un minivan adatto ad accogliere la tecnologia di Google. Che sia una situazione ancora molto lontana dall’alleanza, visto soprattutto i valori di mercato delle due aziende ($495 miliardi per Google contro circa $10 per FCA), Marchionne è il primo a saperlo: “Quando Google ti chiama, normalmente gli rispondi“.

Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA durante un discorso nello stabilimento di Windsor (Canada) che costruirà i minivan ibridi Chrysler Pacifica (Source: FCA media website).
Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA durante un discorso nello stabilimento di Windsor (Canada) che costruirà i minivan ibridi Chrysler Pacifica (Source: FCA media website).