Più sportive, più accattivanti, ma non necessariamente più elettriche

Presentando la gamma sportiva GR in Giappone, Toyota promette di portare presto più performance anche su ibride ed ibride plug-in

Stamattina presentando la nuova gamma di versioni sportive di Toyota Motor Corp. il presidente Akio Toyoda ha segnalato l’intenzione del suo gruppo di continuare ad offrire una gamma assai diversificata di motorizzazioni e propulsioni. Il che, in concreto, significa che accanto ai motori convenzionali resta l’impegno in rami alternativi che includono fuel cell, ovviamente le ibride, le ibride ricaricabili e anche le elettriche, una tecnologia sulla quale i giapponesi solo recentemente hanno mitigato il loro scetticismo.

Toyota resta impegnata quindi su più fronti lasciando a clienti e mercati di promuovere l’una o l’altra tecnologia. Ma se il gruppo diretto da Akio Toyoda resta impegnato a lungo termine su settori innovativi come l’idrogeno o le batterie allo stato solido, a breve termine l’erede della famiglia fondatrice ha dato direttive molto chiare: “no more boring cars“. Basta auto noiose.

Avevano sicuramente questo in mente lanciando la nuova serie sportiva basata sul brand GR (che sta a Toyota come un tempo in Italia Abarth stava a FIAT). Il nuovo logo brilla su sette modelli attuali per rilanciare, anzitutto in patria, una gamma che sia in grado di rispondere alla voglia di performance nelle auto. GR ovviamente si riferisce al reparto competizioni Gazoo Racing, ed è presente al massimo livello nelle versioni GRMN, a livello intermedio con la serie GR (senza altre aggiunte) e ad un livello iniziale battezzato GR Sport.

Quest’ultimo livello di contenuto sportivo concerne anzitutto la Prius PHV, modello ibrido ricaricabile che beneficerà di ritocchi estetici e di assetto, proprio come in seguito la Prius α, un’ibrida convenzionale. Di tutti gli altri modelli toccati dalle versioni GR non ci occuperemo perché motorizzati con soluzioni tradizionali.

Si tratta solo dell’inizio di una tendenza che è stata anticipata al salone di Francoforte dal numero uno di Toyota Motor Europe, Johan Van Zyl, che ha promesso per le future ibride giapponesi una scelta più ampia tra una versione ad alta efficienza ed economia ed una più all’insegna del dinamismo.

Portando a mo’ di conferma al salone tedesco, una versione più aggressiva e performante del crossover C-HR, che ha finora sorpreso per l’ottima accoglienza del pubblico (che lo ha acquistato a propulsione ibrida nei tre quarti dei casi).

Il C-HR Hy-Power è un concept realizzato dallo studio francese Toyota e quasi certamente molto prossimo alla produzione. Per ora è stato necessario accontentarsi di scoprire alternative di nero opaco e arancio all’argento della carrozzeria e nelle finiture e selleria, ma presto sarà possibile scoprire quali differenze nella performance hanno in serbo in Toyota.

toyota C-HR salone Francoforte

Di certo il concept di Francoforte è una conferma che nel gruppo giapponese si continua a seguire lo stimolo di Akio Toyoda, ed è interessante che nel successo del C-HR più di tutti abbia merito Ian Cartabiano, proprio per avere risposto agli inviti del boss della sua impresa. Il designer californiano è anche dietro ad altri concept come il FT-1 e l’FT-4X, apertamente trasgressivi.

Il segreto del successo del design nasce però anche dai progressi ingegneristici ed industriali in senso lato. Perché la nuova piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) ha iniziato a dilagare nelle linee di montaggio giapponesi circoscrivendo gradualmente i modelli che ne sono al di fuori, e questo processo di aggiornamento della produzione comporta elevati risparmi.

A merito di Akio Toyoda va rilevato che non ha usato quei soldi per riacquisti di azioni della società né per far decollare i dividendi: ha spinto invece a trasformare in realtà concept che senza quei risparmi sulla piattaforma non avrebbero potuto passare alla produzione. Come ha spiegato Cartabiano ad Automotive News, in altri tempi i suoi concept sarebbero arrivati annacquati allo stadio della produzione, specie uno con tratti complessi, ad esempio nelle fiancate, come il C-HR.

Il professore di design americano John Manoogian commentava: “E’ talmente difficile portare una grande corporation a capire l’importanza del design come strumento di strategia e differenziatore del prodotto. Apple lo capisce. Anche il signor Toyoda lo capisce ed ha scatenato i designer Toyota ad essere il più creativi possibile“.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Toyota Motor Corp.