Per viaggiare come il Doctor Who? Basta salire in Jaguar…

Al TechFest organizzato a Londra la marca britannica mette in scena un ambizioso viaggio tra passato, presente e futuro

Per chi considera i marchi britannici come i massimi alfieri della tradizione, Jaguar si rivela una sorpresa, assestando ben due colpi al tradizionalismo nel giro di poche ore. Analogamente a Nissan, sceglie di contrapporsi senza troppe remore a Francoforte organizzando a Londra uno scoppiettante TechFest a poche ore dall’imminente salone.

Di quel palcoscenico ha approfittato per annunciare due novità anticonvenzionali che ha schierato a fianco del suo già apprezzatissimo primo modello elettrico: la I-Pace lanciata a Los Angeles. E coi suoi concept appena svelati sembra che nella vecchia Inghilterra abbiano intenzione di convincerci che ormai per viaggiare tra presente, passato e futuro non serve la cabina telefonica rossa del Doctor Who, ma è molto meglio una… Jaguar.

E per l’intero gruppo Jaguar Land Rover, abbiamo scoperto ieri, l’auto elettrica è il futuro, e pur se le odierne percentuali (specie in Italia) sono risibili, il costruttore britannico scuote il mondo dell’automobile più convenzionale (e forse anche i suoi clienti) annunciando che dal 2020 in tutte le sue nuove auto ci sarà una versione ibrida o nativa elettrica.

Per dare ai suoi estimatori la convinzione che l’originalità, la capacità ed abilità di battere strade nuove, non sono una svolta ma un tratto del marchio, come ad esempio a suo tempo avvenuto nei campi dell’aerodinamica e dei freni a disco negli Anni 50, Jaguar ha preso e restaurato una E-type Zero Series 1.5 Roadster.

Su questa bella auto del 1968 ha inserito una batteria da 40 kWh che la rende in grado di mettere la firma su una rispettabilissima accelerazione da 0 a 60 (miglia) in 5,5 secondi. Non solo, ma quella batteria può portare in giro l’appassionato del marchio per oltre 270 chilometri. Dato il periodo di presentazioni che giocano a rincorrersi, non resistiamo alla tentazione di ricordare che è una distanza superiore a quella della nuova Nissan Leaf…

Ma Jaguar si è spinta anche oltre, fino addirittura al 2040, per anticipare una visione di quello che potrebbe essere l’aspetto del futuro e, con il concept Future-Type, non si è fatta remore pur di non restare mummificata nel presente.

In Gran Bretagna si sono immaginati, come avrete visto nel video, un veicolo, chiamarlo un’auto ci induce persino ad esitare, completamente autonomo. Ma Jaguar è pur sempre una casa inglese, e i progettisti si sono immaginati che fuori dal traffico urbano e suburbano ancora si possa avere voglia di guidare.

Così nel 2040 il guidatore potrà prendere in mano la situazione ed un oggetto vagamente somiglante ad un volante come il Sayer, un dispositivo supportato da sistemi di intelligenza artificiale. Un bagliore di convenzionalità in un mezzo che non ha i soliti quattro posti ma ne ha due in tandem: come avevamo ipotizzato il traffico urbano sarà ancora un bell’incubo, se le misure della larghezza privilegiano l’agilità e la possibilità di entrare in parcheggi strettini…

Il futuro che Jaguar si immagina è anche di auto condivise, una cosa che abbiamo già sentito da qualche parte, ma che ci aspettiamo di sentire con meno sorpresa da una Uber o una Waymo rispetto ad una marca nota per i trionfi a Le Mans. Se la mobilità contagia anche i “giaguari” forse perfino al Doctor Who non spiacerà mettere da parte la sua cabina telefonica rossa, che peraltro comincia a sparire anche nella Perfida Albione, per salire su una Future-Type…


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Jaguar Land Rover