Un’altra rivale per Elon Musk? No, per il cavallino rampante

GLM per la sua G4 elettrica ambisce a misurarsi con Maranello piuttosto che con Fremont, ma con numeri che lasciano dubbi

Hiroyasu Koma, amministratore delegato della ambiziosa startup giapponese GLM, ha da poco svelato alla Nikkei la sua ambizione per la G4 presentata al salone di Parigi: “mi piacerebbe vendere la G4 come una vetrina della tecnologia giapponese“. E per la nuova aspirante supercar elettrica (la cui produzione partirà nel 2019) in GLM hanno idee molto precise. Avere una batteria come cuore dell’auto non vuol dire per forza porsi come rivale da battere Tesla.

Uno dei direttori di GLM, Tomohisa Tanaka, ha dichiarato che l’azienda punta ad essere “la Ferrari dei veicoli elettrici. Le auto di lusso di fatto hanno poca concorrenza, perciò è più facile prendere di mira quel mercato“. Sarà che si sta riscattando nel Mondiale di Formula 1, sarà che in borsa ormai il rapporto tra prezzo delle sue azioni ed utili assomiglia più a quello dei marchi del lusso che a quello delle altre aziende della manifattura, il fatto è che Ferrari oggi è di nuovo un punto di riferimento.

GLM, nata da una costola dell’università di Kyoto, proprio come l’azienda di Maranello ha già messo nel mirino i mercati più ricchi: Giappone, Europa, Cina e Medio Oriente, puntando anzitutto sulle performance e le stimmate di stile e di lusso che vuole imprimere alla G4. La quattro posti giapponese è il secondo e più ambizioso modello finora realizzato, che segue la Tommy Kaira ZZ: anch’essa una sportiva elettrica, ma venduta solo in patria.

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GLM prevede una produzione di 1.000 unità per la propria vettura più ambiziosa e, con un cartellino del prezzo di 40 milioni di yen (oltre €340.000), si capisce perché non abbia in mente di prendere a riferimento Tesla, ormai avviata ad espandersi verso la fascia media.

Peraltro scegliere come riferimento per la propria G4 il cavallino rampante invece di Musk le può fare comodo. Perché ora come ora e certamente per un altro lustro o giù di lì, da Maranello ci si può aspettare di vedere uscire delle ibride, ma non delle auto elettriche a 18 carati.

Ma se il confronto è tra auto elettriche, la G4 potrebbe trovarsi in difficoltà con quello che ci si può attendere da altre marche tradizionali, come Porsche. O anche da altre startup, come Nio o Lucid Motors. Perché i due motori della G4 promettono solo 540 cavalli e 1.000 Nm di coppia, con una accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi. Numeri lontani da quelli delle rivali, sia di quelle che costano molto meno come la Model S P100D, sia di quelle che costano molto di più come la Nio EP9.

Anche la tecnologia della batteria (il cui fornitore ancora non conosciamo) non è proprio sorprendente. L’autonomia indica 400 chilometri secondo l’ottimistico ciclo europeo NEDC. Se si confronta con l’autonomia del modello base di un’altra startup come Lucid Motors, vediamo che la differenza è minima: 380 chilometri per la Air base, che costerà però solo $60.000 dollari contro i $368.000 della G4. Dato che Auto21 ha simpatia per le marche giapponesi facciamo gli auguri comunque alla GLM, ma con queste premesse rischia dei mal di testa analoghi a quelli che toccano oggi ai suoi connazionali motoristi della McLaren in Formula 1…

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Credito foto di apertura: sito internet GLM