I punti di ricarica wireless sfuggiranno alla guerra degli standard?

Le notizie di un accordo sullo standard SAE J2954 sono una buona notizia per chi lavora a shuttle autonomi e robo-taxi

Appena una settimana fa in questo post abbiamo sottolineato come la diffusione di importanti soluzioni tecnologiche possa essere ritardata dall’assenza di standard comuni, in quel caso per la comunicazione tra veicoli (V2V). Passando dalla connettività alla ricarica delle batterie, le cose possono essere altrettanto complicate. Che ci sia la necessità di evitare inutili battaglie sui protocolli lo sottolinea una nota diffusa durante una conferenza internazionale appena svoltasi in Corea del Sud.

La conferenza, nell’ambito del quarto International Electric Vehicle Expo, metteva a fuoco le tematiche della ricarica wireless per veicoli elettrici e ha evidenziato alcuni problemi che ancora attendono soluzione. Due interventi in particolare vanno segnalati, da parte di esponenti del KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology) e della SAE International, che hanno sottolineato l’interdipendenza di standardizzazione tra veicoli elettrici ed autonomi e soluzioni wireless di ricarica.

“Con la ricarica conduttiva il problema è la presenza di troppi standard, e sfortunatamente molti di questi semplicemente non sono compatibili”, ha detto il dottor Uooyelo Yoon dell’istituto di ricerca coreano. “Tale incompatibilità danneggia non solo l’infrastruttura ma anche la commercializzazione del veicolo elettrico, dato che il cliente non può accettare di non essere in grado di andare ad una qualsivoglia postazione”.

Come nel caso delle colonnine di ricarica, al cliente che guida un’auto elettrica non farà certo piacere il sapere che c’è una postazione ma che non la potrà utilizzare perché non compatibile con la propria auto o furgone elettrico. Al KAIST il dottor Yoon, coordina le attività relative agli standard e si occuoa in particolare di ricerche sul WPT (wireless power transfer).

Con la armonizzazione degli standard ISO, IEC e SAE, pare che la ricarica wireless stia avviandosi verso una soluzione universalmente compatibile. La SAE International, che per la ricarica wireless sta sviluppando lo standard J2954, è una delle organizzazioni di punta preposte a questo tipo di azione.

Lo standard SAE J2954 specifica un metodo di allineamento comune con il dispositivo a terra che assiste l’aggancio del veicolo mediante triangolazione magnetica. Il SAE J2954 sarà sottoposto a test nei prossimi due anni dalle case auto per diventare uno standard alla fine del 2018. Questo passo è fondamentale per procedere alla commercializzazione dei dispositivi di ricarica wireless fino ad 11kW a partire dalla data prevista del 2020.

L’arrivo di punti di ricarica WPT è essenziale per l’avvio della diffusione di veicoli elettrici in grado di muoversi in piena autonomia. Come è piuttosto intuitivo, shuttle autonomi di aeroporti o grandi comunità oppure i primi robo-taxi, saranno in grado di operare solo appoggiandosi a sistemi come il wireless: le colonnine richiederebbero interventi umani per attaccare e staccare i connettori.

L’interoperabilità assicurata dall’adozione dello standard J2954 dovrebbe aiutare ad evitare i problemi di compatibilità visti attualmente nelle colonnine di ricarica in cui sono in competizione CSS, CHAdeMO e Supercharger. Una competizione che invece che aiutare la diffusione dei veicoli elettrici finora ha complicato la vita a chi li ha adottati e scoraggiato alcuni potenziali clienti.

Anche se di recente è più comune vedere postazioni compatibili con più standard, tedesco, giapponese o Tesla, siamo ancora lontani dalla situazione ideale, specialmente se si confronta la facilità di rifornire un serbatoio di benzina o gasolio e quella di ricaricare. Poche settimane fa un analista della banca svizzera UBS aveva calcolato che Tesla, che come noto ha scelto di andare per contro proprio nell’infrastruttura di ricarica, dovrebbe spendere $7,5 miliardi per consentire ai proprio clienti americani di avere in media una postazione a quattro minuti di viaggio, ovvero come la stazione di servizio convenzionale, contro la mezz’ora attuale.

L’analisi calcola l’aggiunta dei ben 30.000 punti di ricarica necessari (al costo di $250.000 l’uno) per raggiungere la parità. La partecipazione di case auto come Tesla o come quelle tedesche alla diffusione delle postazioni di ricarica è un impulso positivo anche alla popolarità dei veicoli elettrici. Ma complicare la vita ai potenziali clienti è una tattica commerciale che rischierebbe di danneggiare tutto il settore, e che in prospettiva futura sulle postazioni wireless si possano evitare battaglie sugli standard sembra promettere bene.


Credito foto di apertura: sito stampa globale Daimler