L’Asia fa fronte comune sullo standard di ricarica ultra-veloce del futuro

Giappone, Cina armonizzeranno protocolli CHAdeMO e GB/T adatti a colonnine di ricarica ultra-veloci in grado di lavorare fino a 500 kW, 10 volte le attuali

Il consorzio CHAdeMO ha annunciato ieri un accordo di programma con CEC (China Electricity Council) per sviluppare insieme la prossima generazione di standard per la ricarica ultra-veloce necessaria ad armonizzare i due sistemi che oggi in Asia equipaggiano auto e colonnine veloci: appunto il giapponese CHAdeMO ed il cinese GB/T.

L’obiettivo è sviluppare colonnine di ricarica ultra-veloci in grado di lavorare fino a 500 kW, ovvero dieci volte quello che oggi consideriamo una ricarica veloce, come quella erogata negli impianti collocati vicino alle autostrade italiane nella rete EVA+ curata da ENEL X.

Il protocollo CHAdeMO, che oggi equipaggia oltre 18.500 colonnine veloci a corrente continua, quando è nato nel 2009 era imperniato su specifiche di 500V e 125A, ma col tempo gli aggiornamenti lo hanno portato a poter rispondere a richieste fino a 1000V e 400A.

La scelta cinese di avvicinarsi alla tecnologia giapponese è stata senz’altro accelerata dalle similarità nei rispettivi standard attuali: il cinese GB/T è infatti più vicino al protocollo CHAdeMO nel modo di comunicare tra auto e colonnina che all’europeo CCS (o Combo 2) o a quello cui fa ricorso Tesla.

Inoltre nel partenariato gioca una parte rilevante la considerazione dei temi della sicurezza, che a quei livelli di energia diventano preminenti. Il know-how già disponibile nei migliori centri ricerche giapponesi sarà di grande aiuto per impianti che lavorano in condizioni che esigono, ad esempio, il raffreddamento a liquido dei cablaggi.

Per i giapponesi, che oggi a livello globale con CHAdeMO dominano ancora il settore delle postazioni veloci, un sistema comune significa che saranno in grado di produrre automobili elettriche (o mezzi commerciali) adatti a tutti i maggiori mercati dell’Asia, favorendo una riduzione dei costi.

Un fattore attraente considerati gli investimenti sempre più importanti cui da tempo Toyota, Honda, Nissan ci hanno abituati in Cina e che periodicamente sono rivisti al rialzo, per restare protagonisti nel primo mercato globale dell’auto in generale ed elettrica in particolare.

L’Asia Nikkei Review riferisce che il segretario del consorzio giapponese Makoto Yoshida ha detto di essere stato avvicinato dal consiglio cinese per l’energia a febbraio e di aver poi iniziato la trattativa che ha portato ieri alla firma dell’accordo di programma, che tra le altre cose prevede che non ci siano dazi nel settore di qua e di là del braccio di mare che separa Giappone e Cina.


credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Motor