La California spalanca le braccia ai prototipi autonomi

Le nuove norme approvate a Sacramento aprono la strada ai progetti pilota per collaudare auto senza volante, pedali, autista

Venerdì scorso, spiegava qui Justin Pritchard sul sito phys.org, è stata una giornata particolare per l’auto autonoma in California. Per la prima volta i legislatori si sono trovati concordi nell’ammettere la possibilità di far accedere a strade pubbliche autovetture prive di sterzo o pedali ed anche senza un guidatore dotato di patente di guida valida, purché il mezzo (parliamo di prototipi, sia chiaro) sia giudicato sicuro a sufficienza.

La normativa, che è un aggiornamento di quella esistente da parte della locale motorizzazione, sarà soggetta a udienza pubblica il prossimo 19 ottobre a Sacramento, dove la California ha la sua assemblea legislativa statale. Sono alcuni anni che la motorizzazione californiana si arrovella sulla necessità di aggiornare le norme mentre la tecnologia della guida autonoma che fa sempre più strada. La bozza precedente, completata nel mese di dicembre, era meno liberale, poiché pretendeva dalle case o aziende che intendevano effettuare test la presenza di un guidatore in regola con le norme della circolazione.

Un’auto senza pedali e sterzo è da tempo quello che società come Google e Ford hanno deciso di perseguire, vista la convinzione di entrambe (e di altre case ed esperti) che la fase di transizione tra responsabile umano e digitale della guida sia destinata a creare nodi e vicoli ciechi insuperabili. Alphabet, società che controlla Google, non ha commentato la proposta di aggiornamento della normativa, ma sembra la più immediata beneficiaria della nuova bozza, visto che punta ad auto in cui il controllo umano stia solo nel partire e in un bottone di arresto di emergenza. Altri costruttori, a cominciare da Tesla, preferiscono un approccio incrementale che si affida a perfezionamento continuo e conta sul fleet learning supportato dalle miglia percorse dai clienti della casa di Palo Alto.

Il documento messo a punto dalla DMV (appunto la motorizzazione dello stato che ha per capitale Sacramento) è quasi in sincrono con la recente pubblicazione delle linee guida federali da parte del dipartimento dei trasporti, che richiedono ai costruttori una valutazione sulla sicurezza di quindici settori specifici per certificare la sicurezza fondamentale di un veicolo autonomo. Queste linee guida hanno indotto la California ad abbandonare l’idea di far certificare la sicurezza delle auto a guida autonoma a società o agenzie terze.

La nuova bozza contiene anche altri provvedimenti: uno dei più interessanti, che piacerà a Consumer Report, contiene il divieto di pubblicizzare come auto che guida da sola la vendita di accessori di assistenza alla guida. L’esempio più lampante in propositio è l’Autopiloti di Tesla, che a dispetto del nome è nel migliore dei casi un sistema di autonomia di Livello 2 su una scala di 5 gradini. Anche la Mercedes-Benz americana (ma non quella tedesca) si è fatta brevemente tentare dal pubblicizzare le doti della proprio supporto alla guida prima di una rapida marcia indietro.

Il giorno prima, a conferma del fatto che la California non vuole farsi cogliere di sorpresa dalla controffensiva di Detroit e del Michigan (o di Singapore) per aggiudicarsi il ruolo di “casa dell’auto del 21° secolo”, il governatore Jerry Brown aveva firmato un disegno di legge che specificava che la normativa che permette alle auto prive di guidatore, la cui velocità sarà limitata a 35 miglia orarie, si applicherà per il momento a due sole aree per questi progetti pilota: una all’ex-base navale di Concord sotto l’egida della Contra Costa Transportation Authority e l’altro in un parco industriale a San Ramon che include anche alcune strade pubbliche.

Le due destinazioni hanno già accolto società più o meno famose per lo sviluppo di progetti sulla guida autonoma, come Honda, Otto, Mercedes-Benz ed Easy Mile, ma pare che sia Apple che Google, riferisce il quotidiano San José Mercury News siano interessate ad accedere alle strutture.


Credito foto di apertura: Ford global media website