BATTERIE

Sorgerà nel Somerset la «Gigafactory» di batterie del gruppo Tata

Inizialmente produrrà le batterie per modelli della controllata britannica JLR, e con una capacità a regime di 40 GWh la fabbrica di Bridgewater si collocherà tra le principali nel Vecchio Continente

A distanza di sette mesi dalla scelta del Regno Unito da parte del gruppo Tata come base per la sua prima Gigafactory europea, oggi è arrivata la conferma della contea del Somerset, sulla costa occidentale e non troppo distante dalla base produttiva della controllata JLR, con un inizio della produzione di celle con fattore-forma prismatico e moduli fissato a partire dal 2026.

L’investimento nella struttura è un progetto da 4 miliardi di sterline (al cambio odierno €4,67 miliardi), che sarà sostenuto da mezzo miliardo di sterline di finanziamenti pubblici, e avrà come teatro il Gravity Smart Campus, un’area che rivitalizza il sito (visibile nella foto di apertura) appartenuto alla Royal Ordnance che lì produceva munizioni e durante la seconda guerra mondiale bombe d’aereo. La zona era già stata accostata ad altri produttori di auto e batterie in passato ed era considerata come la favorita per la scelta da parte del gruppo indiano.

La prima Gigafactory Tata al di fuori del suo mercato interno sarà gestita dalla controllata Agratas e, secondo la testata specializzata Autocar, dovrebbe portare il nome di Agratas South West. La capacità di 40 GWh prevista per il polo produttivo di Bridgewater (la stessa voluta da ACC per ciascuna delle fabbriche di Billy-Berclau, Kaiserslautern e Termoli), da sola è poco meno della metà di ciò di cui il Regno Unito dovrebbe aver bisogno per soddisfare la produzione locale di veicoli elettrici prevista entro il 2030.

La fabbrica ovviamente non servirà solo necessità di approvvigionamento britanniche, considerato che JLR produce sul continente. Peraltro in questo periodo di frenata della crescita delle vendite di auto e SUV full electric non farà certo male a chi investe e progetta sapere che potrà contare anche su un mercato domestico in salute.

Infatti secondo i dati ACEA nel 2023 gli automobilisti hanno deciso di premiare le elettriche con una quota del 17%, pari a quella della Francia e di poco lontana dal 18% della Germania, sebbene lontana ancora dai valori della Scandinavia (ma anche dall’anemico 4,2% italiano). Lo scorso gennaio si è superato il milione di BEV sulle strade Oltremanica e secondo l’associazione di settore Society of Motor Manufacturers and Traders nel 2026 si potrebbero superare i 2 milioni, sussidi e norme permettendo.

L’organico della fabbrica dovrebbe aggirarsi sulle 4.000 persone a regime, quando oltre che celle per Tata Motors e JLR potrebbe guardare ad altri settori come veicoli commerciali, due ruote e accumulo. Adesso Tata sta cercando di coprire i 4.000 ruoli necessari all’organigramma della nuova fabbrica, e ci saranno altre migliaia di posti creati nella filiera, con aziende dei materiali e tecnologiche che dovranno aprire bottega nelle vicinanze. Per rendere la fabbrica a prova di futuro è prevista la collaborazione con scuole tecniche ed università locali nonché consorzi e organismi per la formazione.

Il rispettato Faraday Institute prevede che il Regno Unito avrà bisogno di 100 GWh di capacità entro il 2030, che saliranno a 200 GWh entro il 2040. Dopo il brusco tramonto del progetto di Britishvolt, per ora oltre al sito Tata a Bridgewater soltanto lo storico fornitore Nissan Envision ha ufficializzato piani concreti nel Regno Unito: la sua fabbrica di batterie a Sunderland aumenterà la capacità gradualmente a 38 GWh.

credito foto di apertura: sito web Gravity Smart Campus