Meglio del previsto Tesla nei conti del secondo trimestre 2022

Battute le aspettative di utile per azione a chiusura di un trimestre complicato dalle crisi globali, grazie agli aumenti di prezzi della gamma; ma i ricavi dopo cinque trimestri consecutivi record rallentano

Malgrado la pandemia in Cina, i prezzi delle materie prime, la carenza di chip, Tesla ha continuato ad essere una azienda che con le auto elettriche gudagna eccome, anche nel secondo trimestre 2022, i cui conti erano attesi molto più problematici di quello precedente, Il guadagno per azione (EPS) è stato di $2,27 contro $1,81 previsto dai sondaggi della società specializzata Refinitiv. Come è riuscita la casa di Elon Musk a mantenere alto il livello di utile in una fase così tempestosa: soprattutto con i continui aumenti ai prezzi della gamma globale.

Passando ai ricavi è stato rivelato un totale di $16,93 miliardi contro i $17,1 miliardi previsti dagli analisti consultati da Refinitiv. Erano stati di $18,67 nello stesso trimestre del 2021: malgrado gli sforzi per la prima volta dopo più di un anno, per la precisione cinque trimestri consecutivi, Tesla non presenta un record di ricavi svelando i propri conti del secondo trimestre 2022.

Il margine lordo automobilistico è stato del 27,9%, in calo dal 32,9% dello scorso trimestre e dal 28,4% di un anno fa, influenzato dall’inflazione e dalla maggiore concorrenza per le celle della batteria e altri componenti indispensabili ai veicoli elettrici. La società ha anche generato $344 milioni di ricavi da crediti normativi automobilistici nel secondo trimestre, ha affermato la società nella sua presentazione agli azionisti.

All’inizio di questo mese, Tesla aveva ufficializzato consegne di veicoli di 254.695 auto elettriche per il periodo terminato il 30 giugno 2022, mostrando una crescita del 27% rispetto al trimestre di un anno fa, ma una diminuzione sequenziale del 18%.

L’invasione russa dell’Ucraina e le epidemie di Covid in Cina hanno esacerbato la continua carenza di semiconduttori e parti, insieme ad altri ostacoli nella catena di approvvigionamento. Le restrizioni Covid a Shanghai hanno costretto Tesla a sospendere o limitare temporaneamente la produzione nel suo stabilimento durante il secondo trimestre del 2022.

Il CEO Tesla ha anche lamentato i costi elevati per l’avvio della produzione nei nuovi stabilimenti di Austin, in Texas, e di Grünheide nel Brandeburgo, in Germania. Durante un’intervista col Tesla Owners Silicon Valley, un fan club riconosciuto dall’azienda, Musk ha affermato che le due nuove fabbriche “sono gigantesche fornaci di denaro”.

Musk aveva anche annunciato tagli all’organico a giugno, ma non per la produzione. E stanotte in una call i vertici Tesla hanno confermato che a giugno per la prima volta in Brandeburgo si sono prodotte più di 1.000 auto la settimana, cifra che si conta di superare anche a Austin nei prossimi mesi, sebbene in Texas le cose siano complicate dalla scelta di costruire lì le prime auto (SUV Model Y) che dispongono di pacchi batterie strutturali con celle cilindriche 4680.

In ogni caso è stata confermata la previsione di 50% di crescita annuale delle consegne su un orizzonte pluriennale, consegne che secondo Musk da metà 2023 dovrebbero riguardare anche Cybertruck.

“Ripulire” i nodi delle fabbriche in Germania e Texas e la elevata efficienza di Fremont e Shanghai dovrebbero ridurre l’impatto elevato sui conti futuri della crescita delle nuove fabbriche, secondo il numero uno della finanza Zachary Kirkhorn, specialmente se l’inflazione dovesse rallentare, il che darebbe secondo Musk l’opportunità di limare al ribasso i prezzi delle Tesla.

Credito foto di apertura: presentazione agli investitori Tesla