Mercedes-Benz prepara la rete produttiva al suo nuovo portafoglio elettrico

Anche se la gamma solo elettrica non è per domani, la stella a tre punte prepara le fabbriche alla trasformazione, sottolineando la concordanza di vedute con organico e sindacati: che vogliono più insourcing anche su batterie e motori elettrici

Dallo scorso maggio, ai manager e dipendenti Mercedes-Benz è ormai chiaro che il futuro portafoglio di prodotti della stella a tre punte si concentrerà su tre categorie: Top End Luxury, Core Luxury e Entry Luxury. Ora Mercedes-Benz sta adeguando la sua rete di stabilimenti per produrre la nuova gamma di veicoli elettrici di lusso.

Una gamma che i suoi manager, a cominciare da Ola Källenius, vogliono ancora più sbilanciata verso le fasce di mercato alte di quanto non fosse in passato, mentre si prepara a passare all’elettrico entro la fine del decennio come previsto dai piani industriali, che prevedono di dimezzare le emissioni di CO2 per autovettura nel corso del ciclo di vita entro la fine di questo decennio rispetto al 2020.

Gli stabilimenti di Sindelfingen, Brema, Rastatt (tutti in Germania) e Kecskemet, in Ungheria, inizieranno la produzione di nuovi modelli nei segmenti di Top End Luxury, Core Luxury ed Entry-level Luxury dalla metà del decennio, ha detto la casa.

Il Top End Luxury spetterà a Sindelfingen, lo stabilimento per la produzione di modelli basati sulla linea AMG, con la piattaforma EA (AMG Electric Architecture) attiva dal 2025.

Il Core Luxury sarà distribuito tra gli stabilimenti Mercedes-Benz di Brema, Germania e Kecskemét, Ungheria per produrre veicoli in Europa basati sulla piattaforma MB.EA (Mercedes-Benz Electric Architecture).

Quanto all’Entry Luxury del portafoglio Mercedes-Benz gli stabilimenti di Rastatt e Kecskemét produrranno i modelli riposizionati della piattaforma MMA (Mercedes Modular Architecture) dal 2024 in Europa.

“Siamo pronti per il rapido ridimensionamento dei volumi dei veicoli elettrici”, ha dichiarato nella nota odierna Joerg Burzer, membro del consiglio di amministrazione per la produzione e la catena di approvvigionamento, aggiungendo che il nuovo assetto fa seguito ai colloqui tra la direzione e i rappresentanti dei lavoratori.

Il capo del consiglio di fabbrica generale di Mercedes-Benz Ergun Lümali, in una intervista di queste stesse ore alla testata finanziaria Wortschaft Woche, commentava: “l’azienda vuole crescere in modo più redditizio. Il Consiglio di Amministrazione vede opportunità per rendimenti più elevati nel segmento del lusso. Se la crescita dell’azienda diventa più redditizia e il concetto funziona, allora le sfide della trasformazione possono anche essere meglio padroneggiate per l’azienda nel suo complesso”.

Ma precisava anche le sue preoccupazioni maggiori:“la strategia è una cosa. Per noi rappresentanti dei lavoratori, si tratta soprattutto della struttura che segue questa strategia. Per noi, è essenziale che il nuovo orientamento non venga attuato a scapito dei dipendenti. Per noi è chiaro che l’utilizzo delle capacità degli impianti tedeschi deve essere garantito. Attualmente stiamo parlando con l’azienda di questo. L’obiettivo principale è su quali modelli saranno prodotti nei siti in futuro al fine di garantire l’utilizzo della capacità e quindi l’occupazione.

Inutile dire che quando si pensa a utilizzo della capacità si tende anche a guardare ai nuovi componenti, anzitutto batterie e motori elettrici. I sistemi di batterie saranno forniti da una rete di produzione con fabbriche in tre continenti, ha detto Burzer, precisando anche: “la produzione locale di sistemi di batterie è un fattore chiave di successo per il ramp-up elettrico Mercedes-Benz e una componente decisiva per essere in grado di soddisfare la domanda globale di veicoli elettrici in modo flessibile ed efficiente”.

Questo argomento porta dritto al cosiddetto insourcing, che a Stoccarda hanno mostrato di considerare con accordi diretti sulle batterie ma anche con acquisizioni sui motori elettrici per prodotto innovativo di qualità, con l’acquisizione della britannica YASA, specializzata in motori a flusso assiale.

Questo approccio piace ai dipendenti quando si tratta di preservare il cambiamento di lavoro nella propria azienda. In effetti la marca tedesca sottolinea che la direzione e i rappresentanti dei lavoratori hanno ormai raggiunto un consenso sulla futura configurazione della produzione europea.

Ma nell’intervista al settimanale finanziario, Lümali è stato più circospetto, forse perché i sindacati tedeschi non sono ancora così familiari con certe produzioni innovative come lo sono da decenni sulle fabbriche di motori o sulle carrozzerie.

Ha detto il capo del consiglio di fabbrica Mercedes-Benz: “dobbiamo ora esaminare più da vicino la questione. Forse l’uno o l’altro prodotto può tornare in Germania, di nuovo nelle nostre, su questo ci stiamo lavorando. È qui che ci battiamo. Esempi potrebbero essere principalmente le nuove tecnologie legate alla produzione di batterie, al motore elettrico e all’elettrificazione“.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Mercedes-Benz Group