La joint venture per il riciclo delle batterie Hydrovolt ha avviato le operazioni in Norvegia

Northvolt e Norsk Hydro stanno anche esplorando l’espansione della capacità di riciclo in Europa, con l’obiettivo a lungo termine di riciclare circa 70.000 tonnellate di pacchi batteria entro il 2025 e salire a 300.000 tonnellate entro il 2030

La joint venture per il riciclo delle batterie creata nel giugno 2020 dai partner Northvolt e Norsk Hydro, ha avviato le operazioni di riciclaggio commerciale a Fredrikstad, nella Norvegia meridionale, hanno confermato ufficialmente le due società.

Hydrovolt allo stato attuale si rivela essere il più grande impianto di riciclo di celle di batterie provenienti dai veicoli elettrici in Europa: è infatti in grado di elaborare circa 12.000 tonnellate di batterie all’anno (corrispondenti a circa 25.000 pacchi che abbiano spinto veicoli elettrici).

Con l’impianto ora attivo sarà pertanto disponibile una soluzione all’insegna della sostenibilità per gestire l’intero volume di batterie per veicoli elettrici ritirate dal mercato o che raggiungono la fine del ciclo di vita in Norvegia. Si tratta, come si ricorderà, non del primo mercato delle auto elettriche del Vecchio Continente, ma di quello con la più alta quota di veicoli spinti da batterie di trazione.

Integrato grazie a nuovi processi di ingegnerizzazione, Hydrovolt può recuperare e isolare circa il 95% dei materiali presenti in una batteria tra cui plastica, rame, alluminio e massa nera (un composto contenente metalli quali nichel, manganese, cobalto e litio: tutti particolarmente ricercati nell’attuale fase di picco dei prezzi globali delle materie prime).

Diversi nuovi concetti progettati per massimizzare il recupero dei materiali si trovano all’interno dell’impianto, tra cui un sistema di raccolta delle polveri che garantisce che il materiale prezioso tipicamente perso attraverso le fasi di riciclaggio meccanico venga invece catturato e reimmesso in un processo di economia circolare.

I manager di Hydrovolt si stanno guardando intorno, esplorando un’espansione della capacità di riciclaggio in Europa, con l’obiettivo a lungo termine di riciclare circa 70.000 tonnellate di pacchi batteria entro il 2025 e 300.000 tonnellate di pacchi batteria entro il 2030, equivalenti a circa 150.000 batterie di veicoli elettrici nel 2025 e 500.000 nel 2030.

Il Financial Times di oggi suggerisce che Germania e Francia sono tra le nazioni in cui potrebbe sorgere un nuovo polo Hydrovolt: in sostanza quanto più vicino possibile ai più grandi mercati automobilistici della regione.

Peter Qvarfordt, amministratore delegato di Hydrovolt, ha commentato nella nota ufficiale: “Hydrovolt rappresenta una pietra miliare nel percorso pionieristico della Norvegia verso un trasporto elettrico diffuso. La Norvegia è leader mondiale nell’adozione di veicoli elettrici da alcuni anni, ma ciò che manca è la capacità di riciclo per garantire una soluzione sostenibile per quelle batterie quando raggiungono la fine del ciclo di vita. Oggi, Hydrovolt è dimensionata per gestire l’intero volume di batterie a fine vita in Norvegia, ma ora stiamo cercando di espanderci per assicurarci di essere preparati per i maggiori flussi di batterie che sappiamo stanno arrivando”.

Arvid Moss, l’Executive Vice President di Norsk Hydro, colosso noto soprattutto per la presenza dominante nel settore dell’alluminio e dell’idroelettrico, ha aggiunto: “le batterie svolgono un ruolo chiave nella transizione mondiale verso le energie rinnovabili. Attraverso Hydrovolt, stiamo gettando le basi per una catena di approvvigionamento sostenibile e circolare per le batterie in Europa. Le batterie che raggiungono la fine del ciclo di vita avranno una nuova vita attraverso il recupero della massa nera e dell’alluminio. L’alluminio può essere riciclato con solo il 5% dell’energia iniziale necessaria per produrre alluminio primario, il che lo rende un materiale perfetto per un’economia circolare”.

Il riciclo ad alta efficienza contribuirà direttamente alla sostenibilità dell’industria delle batterie ed è necessario per il rispetto delle normative europee emergenti che disciplinano le batterie, compresi i prossimi obiettivi di riciclaggio obbligatorio.

I partner sottolineano anche come la capacità di ottenere elevate percentuali di rigenerazione della black mass, la polvere costituita principalmente dai materiali catodici attivi come nichel, manganese, cobalto e litio, ridurrà l’odierna dipendenza dall’estrazione mineraria come fonte di materie prime primarie e tutti i relativi rischi e vulnerabilità ad essa associati.

Emma Nehrenheim, Chief Environmental Officer del produttore di batterie svedese Northvolt, ha commentato: “il riciclo delle batterie a fine vita è una pietra miliare per garantire che la transizione dei veicoli elettrici sia un vero successo dal punto di vista ambientale. I metalli utilizzati nella produzione di batterie sono finiti, ma sostituendo le materie prime estratte dalla Terra con materiali riciclati possiamo non solo ridurre l’impronta di emissioni delle batterie, ma consentire l’uso sostenibile a lungo termine della tecnologia delle batterie agli ioni di litio”.

La trasformazione della massa nera in materiale di qualità batteria richiede un trattamento idro-metallurgico come quello che si sta stabilendo presso l’impianto di riciclo Revolt Ett di Northvolt a Skellefteå, in Svezia. Entro il 2025, si prevede che Hydrovolt produrrà oltre 2.000 tonnellate di massa nera all’anno.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Northvolt