Northvolt apre la terza Gigafactory di batterie nel “paradiso” dell’eolico

Dopo le prime due fabbriche di celle in Svezia, scelto il nord della Germania per il terzo impianto: aprirà i battenti nel 2025, sarà vicino all’industria auto tedesca e alimentato da “foreste” di pale eoliche del Mare del Nord

Ormai è inarrestabile la corsa di Northvolt verso il ruolo di protagonista globale nella produzione di batterie. Il produttore svedese di celle fondato dagli ex-Tesla Peter Carlsson e Paolo Cerruti oggi ha annunciato un’altra fabbrica di batterie, in questo caso in Germania.

La terza Gigafactory, Northvolt Drei, sarà costruita a Heide, in quello Schleswig-Holstein finora famoso nel mondo soprattutto per la produzione casearia e i suoi 120 tipi di formaggio, ed avrà a regime una capacità produttiva di 60 GWh l’anno.

Secondo l’annuncio Northvolt la terza Gigafactory dovrebbe iniziare la produzione nel 2025, creando una volta completate tutte le linee circa 3.000 posti di lavoro. Alla testa del nuovo progetto è stato chiamato per il momento Christofer Haux, che ha lavorato per l’azienda svedese per quasi cinque anni e di cui è diventato recentemente Vice President Automotive & Foundry.

La capacità produttiva con cui iniziare la produzione e la roadmap che supporterà l’espansione finale a 60 GWh di capacità non sono chiarite nella nota ufficiale. Northvolt invece precisa che quei 60 GWh saranno sufficienti per circa un milione di veicoli elettrici.

Oltre alla produzione di celle gli svedesi, che in passato hanno dato inequivocabili segnali di voler partecipare a processi di economia circolare, punta anche a un impianto di riciclo delle batterie in loco. Lì, sia gli scarti della produzione, che in base all’efficienza dei processi possono oggi oscillare tra il 5% e il 10% dei materiali attivi che passano dalle linee, che le vecchie batterie saranno trattati in modo che materie prime sempre più preziose come litio, cobalto, nichel possano essere utilizzati nella produzione di nuove celle.

Secondo il grafico pubblicato la settimana scorsa dalla società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence, Northvolt nel 2030 sarebbe stato il secondo produttore di batterie del Vecchio Continente alle spalle di Tesla; ma aggiungendo la capacità annunciata oggi per la nuova Gigafactory in Schleswig-Holstein diventerebbe il primo gruppo d’Europa a fine decennio (credito grafico e fonte dati: newsletter Benchmark Mineral Intelligence)

Northvolt ha già indicato in passato di puntare a coprire la metà del suo fabbisogno di materie prime dal riciclo entro il 2030, ben oltre i valori che saranno fissati per le aziende di questa manifattura dalla nuova direttiva europea sulle batterie in via di approvazione nell’Unione Europea.

Secondo la società, la decisione di localizzare l’impianto a Heide è stata presa per due motivi. In primo luogo, la regione ospita “la rete energetica più pulita della Germania, caratterizzata da un surplus di elettricità da energia eolica onshore e offshore e rafforzata da energia pulita fornita dalle connessioni di rete con Danimarca e Norvegia” si legge nella nota.

Uscendo per un paio di paragrafi dalla cronaca: la posizione di Northvolt (condivisa da un numero crescente di produttori di batterie globali) dovrebbe anche essere vista come un memo per paesi come l’Italia, per spingerci a realizzare rapidamente maggiori quote di produzione di energia dalle rinnovabili.

Ovvero: se l’Alto Adige o la Valtellina con la loro generazione idroelettrica sarebbero oggi già siti ideali per produrre celle sostenibili, regioni del nostro Stivale dove la generazione è fortemente orientata sul gas naturale invece non lo sono, e questo in futuro rischia di essere una rinuncia a un’industria nazionale ad elevato valore aggiunto, per lasciare spazio a paesi nordici o magari alla Spagna che su questo fronte sono molto più attivi.

“È importante come produciamo una cella per le batterie. Se si utilizza il carbone nella produzione, si incorpora una discreta quantità di CO2 nella batteria, ma se utilizziamo energia pulita, possiamo costruire un prodotto molto sostenibile”, ha inoltre affermato Peter Carlsson, co-fondatore e amministratore delegato di Northvolt. “La nostra filosofia è che le nuove industrie ad alta intensità energetica, come la produzione di celle, dovrebbero essere stabilite in effettiva vicinanza geografica a dove viene prodotta l’energia pulita”.

In secondo luogo, la regione dello Schleswig-Holstein è posizionata centralmente nella catena di approvvigionamento delle batterie europea emergente che collega la Scandinavia e l’Europa continentale. La regione dove sorgerà la terza Gigafactory Northvolt fornisce anche lo spazio necessario per stabilire un impianto di batterie di dimensioni sufficienti per sfruttare le economie di scala nella produzione che sono fondamentali per ridurre i costi delle batterie.

La contiguità con le competenze industriali e l’esperienza automobilistica tedesca evidentemente dovrebbero aprire ulteriori opportunità per l’azienda. Da notare che in Germania Northvolt inizialmente aveva previsto di aprire un’altra fabbrica di batterie a Salzgitter, insieme al partner Volkswagen. Ma in seguito il gruppo di Wolfsburg aveva deciso di gestire del tutto in proprio quel sito produttivo, che è rapidamente stato trasformato nel centro competenze sulle batterie di tutto il gruppo.

L’apertura della terza Gigafactory ad Heide aumenta la capacità produttiva annunciata di Northvolt a un totale di 170 GWh. La fabbrica di celle Northvolt Ett (Ett significa uno in svedese) ha prodotto la prima cella su una delle sue linee di produzione commerciali alla fine di dicembre.

La società ha anche annunciato recentemente una seconda fabbrica di celle in Svezia, non lontano dallo stabilimento Volvo di Torslanda, in collaborazione con Volvo Cars. Alla fine di febbraio, è stato annunciato che Northvolt prevede di produrre materiali catodici attivi e successivamente celle di batteria ristrutturando una cartiera chiusa in Svezia.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Northvolt