La tecnologia agli ioni di vanadio mette il naso fuori, e fa bene al litio

Standard Energy è una startup in fase di sviluppo avanzato con la sua prima batteria agli ioni di vanadio, dalla lunga vita e senza rischi di incendio: ha appena ricevuto investimenti strategici dal conglomerato Lotte Group

Il gruppo Lotte Chemical ha annunciato lo scorso 6 gennaio di aver investito 65 miliardi di won (circa $54 milioni) per acquisire il 15% del capitale della startup delle batterie Standard Energy, diventandone il secondo azionista.

Fondata nel 2013 da ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology (per brevità KAIST) e del Massachusetts Institute of Technology, prima di questo nuovo ingresso nell’azionariato Standard Energy aveva già raccolto fondi per un totale di $22,5 milioni.

Sono forse cifre ancora lontane da quelle che girano attorno alle tecnologie di startup collegate alla chimica al litio, ad esempio come quelle solid state, ma interessanti rispetto a settori alternativi, come quello degli ioni di sodio, ultimamente a loro volta vivaci quanto a transazioni. Ad aprile 2021, l’attività di Standard Energy era diventata più visibile, perché in questo sviluppatore di batterie agli ioni di vanadio, aveva creduto e investito $8,9 milioni SoftBank Ventures Asia, affiliata alla nota finanziaria giapponese.

L’azienda è stata lanciata da Bu Gi Kim, entrato al KAIST all’età di 17 anni e diventatone docente a 27, quando lo scienziato di anni ne aveva 28. Nel suo portafoglio di pubblicazioni ci sono numerosi lavori riguardanti le membrane a scambio protonico: componenti analoghi a quelle dei settori fuel cell e degli elettrolizzatori, che qui separano gli elettroliti delle due semi-celle e sono fondamentali nella tecnologia delle batterie a flusso basate sul vanadio, un materiale non tossico e facilmente reperibile.

Quello riguardante la materia prima è un importante punto di forza di questa ed altre startup che si stanno dedicando alla tecnologia basata sul vanadio, unico materiale elettro-attivo di questo tipo di batteria: specialmente in questa fase, poiché i fornitori delle celle dei costruttori di veicoli elettrici devono affrontare una carenza di metalli indispensabili e, potenzialmente, un super-ciclo delle materie prime.

Ma non si dovrebbe guardare all’offerta di batterie agli ioni di vanadio come una alternativa a sostituire quelle agli ioni di litio, specialmente per l’uso che occorre nel caso dei veicoli passeggeri. Secondo lo stesso amministratore delegato di Standard Energy Kim le alternative si completano a vicenda: la sue hanno durata lunga, buone prestazioni e sicurezza, ma non sono compatte come le batterie agli ioni di litio e anche la loro energia è minore, considerato che i valori di densità volumetrica visti nel segmento finora spaziano nella fascia 15–25 Wh/litro.

Così il suo principale potenziali mercato sarà quello per uso stazionario: anzitutto il settore dei sistemi di accumulo di energia, che secondo le stime della società asiatica dovrebbe crescere da $8 a $35 miliardi nei prossimi cinque anni. A differenza delle tradizionali batterie agli ioni di litio, le batterie agli ioni di vanadio non prendono fuoco anche se vengono sovraccaricate o ricevono uno shock, poiché il suo contenuto di elettrolita, è una miscela acquosa al vanadio che può essere utilizzato nei sistemi di accumulo abbassandone il rischio di incendio.

Il gruppo Lotte Chemical si sta preparando per il business delle batterie agli ioni di vanadio dal 2019: prevede di utilizzare prodotti Standard Energy anche presso le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici, specialmente in quelle ad alta potenza che per le sue caratteristiche possono abbreviare la vita delle celle agli ioni di litio ma non quelle al vanadio, e nel settore della mobilità aerea urbana (UAM) che tanto interesse in Corea del Sud ha attirato da gruppi come Hyundai.

Standard Energy ha già eseguito un totale di oltre un milione di ore di test della propria batteria, incluso in un laboratorio, in un sito di test delle prestazioni della batteria certificato e in operazioni reali. Kim ha affermato che la società è sicura che i dati sulle prestazioni espresse dal suo prodotto convinceranno i clienti del settore stazionario ad adottare batterie agli ioni di vanadio. Con un effetto positivo indiretto per la quota di materie prime come nichel, cobalto o litio che sarà “liberata” per altri tipi di produzioni più convenzionali.

Credito foto di apertura: sito web Standard Energy