Le ambizioni VinFast: cinque modelli elettrici e due fabbriche

La vetrina del CES 2022 serve alla giovane casa vietnamita ad esporre ambizioni e nuovi progetti, al 100% legati alla mobilità elettrica: già a fine anno terminerà la produzione di auto con motori convenzionali

Presentatasi in grande stile a questa edizione del CES di Las Vegas con un’ampia gamma di modelli al 100% elettrici, i VF numerati dal 5 al 9, i primi tre dei quali erano novità assolute, il nuovo marchio vietnamita VinFast si fa largo accompagnandoli con indicazioni che si tratta di un progetto che non si limita a concept per fare bella figura negli stand di una fiera, sia pure quella oggi forse più mediatica dell’intero anno.

La nuova e ancora poco familiare marca asiatica, parte del conglomerato VinGroup che sul mercato domestico è onnipresente nei settori che contano dell’economia, durante il CES ha confermato piani ambiziosi per almeno due nuovi poli produttivi oltre a quello nazionale. VinFast progetta di aprire nel 2024 una fabbrica per l’assemblaggio di batterie negli Stati Uniti, e una fabbrica in Germania per produrre veicoli passeggeri ed autobus elettrici.

Per quanto riguarda le ambizioni in Europa Le Thi Thu Thuy, che ha preso il posto del tedesco Michael Lohscheller come CEO a dicembre ed è anche la vicepresidente VinGroup, ha descritto la presenza in Germania come fondamentale nella strategia VinFast e non solo per l’ingresso imminente dei modelli VF 8 e VF 9 (visibile nella foto), che per ora saranno ancora importati dal Vietnam.

Per il nuovo stabilimento VinFast collabora con Germany Trade & Invest (GTAI), e guarda a superare la presenza attraverso prodotti che attraversano il globo con lunghe fasi di trasporto. L’idea è invece avere le fabbriche vicine ai mercati per conquistare davvero i clienti, con qualità e prezzi accessibili.

Alla clientela offrirà 10 anni di garanzia sulle batterie (fornite da LG Energy Solution e dalla partecipata Volkswagen Gotion High-Tech) come finora fa solo Lexus, riproponendo anche l’opzione di avere il pacco in leasing e quindi abbassando il prezzo iniziale.

Inoltre nell’elenco dei fornitori e partner ci sono nomi noti dell’industria europea, come ad esempio Pininfarina e ZF. Una strategia che assomiglia a quella della startup NIO per il comune ricorso alla tecnologia occidentale, ma diverge quanto a fasce di mercato, visto che i cinesi guardano alla clientela premium.

In Germania il fatto che l’aziende abbia menzionato la “ricerca di un impianto produttivo” è stata anche interpretata come possibile presa in carico di una sede già esistente. Il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung ha ipotizzato che l’oggetto dell’interesse VinFast potrebbe essere lo stabilimento Stellantis di Eisenach. L’anello di congiunzione avrebbe potuto essere Lohscheller, che è stato a capo della Opel nella fase PSA della marca: peraltro, come detto, il manager non è più alla guida della casa asiatica.

Oggi VinFast costruisce le sue auto nel sito produttivo di Hai Phong, e già alla fine dell’anno la produzione di auto con motori convenzionali arriverà ad esaurimento per concentrarsi completamente sulla sola mobilità elettrica.

Pochi mesi fa è partita la costruzione di un impianto di assemblaggio di batterie nella zona economica speciale di Vung Ang. Nella prima fase grazie a un investimento da $174 milioni verranno prodotti fino a 100.000 pacchi batteria con celle di fornitori esterni. Nella seconda fase VinFast, che ha investito in più di una startup delle batterie, punta a un milione di batterie e a realizzare internamente le celle.

Credito foto di apertura: ufficio stampa VinFast