All’orizzonte una Gigafactory CATL anche in Indonesia

Il governo indonesiano è iperattivo nel cercare di attirare gruppi collegati al business dell’auto elettrica e forse ora vuole CATL per assicurarsi il favore di Elon Musk

Stamattina una corrispondenza da Shanghai di Daniel Ren per il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post spiega che CATL (Contemporary Amperex Technology), produttore numero uno di batterie lo scorso anno, prevede di investire $5 miliardi in una nuova fabbrica in Indonesia, che faccia da testa di ponte per equipaggiare i futuri veicoli elettrici di una delle aree più popolose del pianeta.

Si tratterebbe della seconda Gigafactory CATL fuori dai confini cinesi dopo l’impianto tedesco di Erfurt che aprirà il prossimo anno e dove il gruppo basato a Ningde, nella provincia del Fujian, produrrà le celle per i contratti sottoscritti, tra gli altri, coi gruppi BMW e PSA.

A rivelarlo è stato un viceministro indonesiano, Septian Hario Seto, che ha indicato che l’inizio della produzione è previsto per il 2024. Il gruppo cinese non ha finora confermato il progetto. Peraltro l’esecutivo del paese asiatico è attivissimo nelle ultime settimane per mettere l’arcipelago al centro della mappa dell’auto elettrica e della sua filiera.

Il presidente Joko Widodo ha contattato personalmente Elon Musk e si è intrattenuto con lo skipper della casa auto più valutata del globo per cercare di convincerlo non solo a portare un impianto Tesla in Indonesia, ma anche a prenderla in considerazione per le attività di SpaceX, anzitutto per un sito di lancio reso favorevole dalla posizione in fascia equatoriale della sua nazione.

In un’ottica che sempre più spesso i gruppi auto stanno prendendo in considerazione (costruire veicoli elettrici con una filiera corta), il ruolo dell’Indonesia come fornitore di materie prime non sarebbe un dettaglio per un grande produttore di celle, abbreviando il percorso delle materie prime fino alla linea di produzione.

Ma questo trascura il fattore che la produzione degli elettrodi, nei quali viene spesso impiegato il nichel di cui l’Indonesia è ricca, passa attraverso stadi intermedi di produzione degli impasti degli elettrodi da parte di società come BASF, Umicore, Posco, che andrebbero ugualmente attirare. Inoltre proprio la produzione di materie prime in alcuni casi recenti e proprio in Indonesia è stato teatro di incidenti e rivendicazioni salariali.

CATL e Tesla sono effettivamente legate da contratti di fornitura, ma riguardano celle LFP e in questa configurazione di chimica del catodo il nichel dell’Indonesia non sarebbe di aiuto. Peraltro CATL, che non produce solo per Tesla anche se è ormai il suo cliente più noto, fornisce ai clienti anche celle NCM che, queste sì, sono a base nichel.

In quest’ottica ha firmato un accordo col gruppo indonesiano di proprietà pubblica PT Aneka Tambang per assicurarsi che il 60% del prodotto finale del minerale vada a finire nelle proprie batterie. L’intenzione del governo indonesiano è di farsi strada non solo nell’ambito minerario e nella raffinazione ma anche nella catena del valore, che ora confluisce in gran parte altrove. In effetti CATL non sarebbe il primo grande gruppo delle batterie a mettere piede in Indonesia.

Il primo gruppo globale per ricavi 2020 LG Chem, appena ribattezzato LG Energy Solutions, lo scorso giugno ha approvato l’avvio di una joint venture col gruppo Hyundai che prevede di installare una fabbrica di batterie a poca distanza da un sito di raffinazione del litio.

Se le previsioni sul mercato cinese dei veicoli elettrici stanno tornando positive dopo il trauma della crisi sanitaria, così è per i conti di protagonisti come CATL, che nell’ultimo trimestre ha presentato conti con profitti per l’equivalente di $214 milioni, un miglioramento del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2019, e con ricavi in crescita dello 0,8% a 12,7 miliardi di yuan.

Credito immagine di apertura: sito web CATL Ltd.