Cina: Top3 auto elettriche più vendute – novembre 2020

1. SGMW Hongguang Mini (33.094); 2. Tesla Model 3 (21.604); 3. Great Wall ORA R1 (9.463)

Mese positivo novembre per il mercato auto cinese nel complesso (2,08 milioni) e in particolare per le auto elettriche. Continua il periodo di grande domanda per la piccola Hongguang Mini costruita da Wuling, SAIC e General Motors, che è arrivata a 33.094 consegne, ma novembre è stato anche il miglior mese per le immatricolazioni della Model 3 Made in Shanghai, arrivata a 21.604 unità. Come dire che le difficoltà sperimentate da alcuni clienti con le batterie LFP in temperature rigide non hanno inciso sulla domanda e Tesla si è inoltre attivata con procedure che serviranno a superare i problemi. Al terzo e quarto posto una citycar come la ORA R1 prodotta da Great Wall Motor (9.463 consegne) e la vettura più ambiziosa di BYD, la Han disegnata dall’ex-Audi Wolfgang Egger (7.482). Su base annua dopo undici mesi guida le classifiche Tesla con 113.655 Model 3 vendute finora, mentre la piccola Mini è salita a 77.370. Al terzo posto il solo modello a essere presente dallo scorso anno: l’Aion S del gruppo GAC Motor, a quota 40.229, che rappresenta una variazione percentuale del 67% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Chi è interessato particolarmente ai destini delle startup può annotare che dopo 11 mesi il miglior SUV è l’ibrida ricaricabile Lixiang One di Li Auto con 26.498 immatricolazioni mentre NIO ha consegnato 26.498 ES6 che sono il top per un veicolo elettrico al 100% di una startup. Il più grande e costoso ha ES8 ha trovato quasi 9.000 clienti, confronto a una Tesla Model X (però importata, non costruita a Shanghai come la Model 3) arrivata a 5.169 pezzi. Bene anche i risultati di WM Motor e Xpeng, con quest’ultima che ha fatto notizia sia per aver ricevuto l’approvazione alla commercializzazione del SUV medio G3 con le batterie meno costose LFP sia perché i primi esemplari di questo modello sono stati esportati in Norvegia, come da programma di espansione.

Nel bene e nel male di recente hanno fatto notizia due gruppi dell’automotive tradizionale come Chery e BAIC. Chery ha immatricolato 7.623 elettriche a novembre, il 67% in più rispetto al passato, e a trainare il gruppo è stata la piccola citycar EQ, con 6.456 consegne, molte delle quali a clientela che appartiene alle aree rurali. Con le città già ben coperte dalle vendite, le autorità ora spingono perché i veicoli elettrici approdino nelle campagne e la EQ fa parte dei modelli per cui esistono sussidi e agevolazioni per convincere il pubblico non urbano. Il pubblico non solo urbano ma in generale non è convinto finora del nuovo modello BAIC col marchio Arcfox, battezzato α-T. Del nuovo crossover α-T a novembre sono state consegnate 94 unità e 485 in totale, molto meno delle aspettative di un gruppo che coi modelli EU-Series ed EC-Series è stato spesso in passato leader di vendite. A novembre la divisione dei veicoli elettrici BJEV di BAIC ha consegnato solo 1.754 vetture, quasi il 75% meno dello stesso mese 2019, e da gennaio 113.988 pezzi (il 78% in meno). Nel caso del modello α-T sembra di capire che non si tratti di problemi di tecnologia: anzitutto perché è stata progettata e realizzata con ampio intervento dell’occidentale Magna International, inoltre nella scheda tecnica si legge di una batteria con celle coreane SK Innovation dalla densità di energia di 269 Wh/kg. Ovvero la migliore finora disponibile in Cina e tra le migliori al mondo. Ma questo per adesso non è bastato ad attirare la clientela, con prezzi compresi tra 241.000 e 320.000 yuan.

Credito grafico: AUTO21, fonte dati CPCA