Maxi-richiamo interessa le Chevrolet Bolt EV

Solo le Chevy elettriche dotate di batterie LG Chem prodotte in Michigan sfuggono la massiccia azione di richiamo, dopo che esemplari parcheggiati hanno sviluppato fiamme da batterie al massimo della carica

Da ieri è iniziato un richiamo volontario General Motors che riguarda quasi 69.000 Chevrolet Bolt, dopo una serie di cinque incidenti che hanno visto svilupparsi fiamme dal pacco batterie mentre le auto elettriche erano parcheggiate. In un caso una vettura alloggiata in garage ha determinato un incendio esteso all’abitazione.

Chevrolet ha realizzato anche un video nel quale il responsabile della tecnica della marca Jesse Ortega spiega alla clientela cosa fare. Il richiamo riguarda i clienti di Bolt model year 2017 fino al 2019, 51.000 delle quali vendute negli Stati Uniti e per il resto principalmente in Corea del Sud, il paese del produttore di batterie LG Chem che le equipaggia.

Nelle auto le officine installeranno software per contenere la ricarica al 90% in modo automatico, mentre fino a quel momento esistono due procedure, in base all’anno di uscita dell’auto, con cui i clienti possono adeguare la procedura manualmente fino alla visita all’assistenza Chevrolet.

Nelle ultime settimane era in corso una inchiesta della National Highway Traffic Safety Administration che stava studiando gli incendi, tutti su veicoli in sosta e privi di persone a bordo ma caratterizzati da batterie al massimo della carica o vicine a quel livello.

L’ingegner Ortega ha indicato che tutte le auto interessate dal richiamo condividono celle costruite nell’impianto coreano di Ochang tra maggio 2016 e maggio 2019. Nessun caso di incendio risulta al momento di Bolt che montano celle di altra provenienza e a stati di carica inferiori, ad esempio a metà livello o al minimo.

Una parte delle Bolt model year 2019 e tutte quelle 2020 e 2021 montano celle costruite da LG Chem ma provenienti da una fabbrica aperta in Michigan. Queste vetture non saranno interessate dal richiamo in corso.

Chevrolet ha iniziato le prime indagini sul primo episodio dallo scorso luglio, sostiene la casa auto, e coopera con il team dell’agenzia NHTSA. Un’altra agenzia federale, la National Transportation Safety Board ha a sua volta aperto indagini ma non ha ancora rilasciato alcun report sull’esito.

La sgradita novità per la clientela delle prime Bolt comporta una sicura limatura alla autonomia massima percorribile rispetto a quella dell’ultima generazione. Le Bolt con batterie di capacità lorda 62,2 kWh erano accreditate di autonomia con standard EPA di 238 miglia (367 chilometri) rispetto alle 259 delle più aggiornate. Le 288 celle LG Chem erano del tipo con chimica NCM 622 (catodi con 60% di nickel, 20% cobalto e 20% manganese) e con densità gravimetrica di energia di 143 Wh/kg.

La nuova generazione 2020/2021 ha a bordo lo stesso numero di celle LG Chem, ma si ritiene del tipo NCM 712, con densità salita a 158 Wh/kg. Il che a parità di ingombri e di celle montate consente alla nuova batteria di limare 5 chili al peso totale del pacco.

Il tipo di cella NCM 622 presente sulla Bolt EV prodotto nella fabbrica LG Chem di Ochang appare avere molto in comune con quello delle Kona EV prodotte da Hyundai tra il 2017 e il 2020 e che poco più di un mese fa in Corea del Sud ha interessato il richiamo di 25.564 auto per ragioni riguardanti corti circuiti ed incendi. I resoconti della stampa nazionale del paese del Pacifico finora non hanno però indicato dettagli sullo stato di carica elevato o meno delle vetture parcheggiate colpite dalle fiamme.

Lo scorso gennaio, durante il China EV Forum 2020 un report del MIIT, il ministero cinese dell’Industria e dell’Informatica, aveva rivelato che su 3,29 milioni di veicoli elettrici censiti al momento la maggior parte degli incendi si era verificato con alto stato di carica delle batterie.

Il 57% si era verificato con carica oltre l’85%, il 14% con carica completa. L’89% aveva riguardato batterie fornite di celle con chimica NCM, lasciando una quota molto inferiore quindi a casi di corti circuiti che abbiano interessato celle con chimica LFP, prive di nickel e cobalto.

Most of the #China #NEV #charging fire incidents occur when SOC high, MIIT #EV tracking platform reveals.
57% incidents occurred when SOC >85%.
14% incidents occurred when SOC=100%.
89% incidents involved #NMC.
Platform tracks battery packs of 3.29 M vehicles. pic.twitter.com/SrWy4onDGG— Moneyball (@DKurac) January 14, 2020

Credito foto di apertura: ufficio stampa Chevrolet