Verkor punta a una «gigafactory» con tecnologia Northvolt e Schneider Electric

A partire dal 2023 l’ambizione della nuova impresa transalpina è di fornire celle alle linee di produzione della manifattura di auto elettriche in Francia, Spagna e Italia

Verkor è una startup giovane ma con le spalle larghe, visto che ha dietro tra gli altri Schneider Electric. Questo gruppo non è solo un colosso industriale globale ma ha già a che fare a vario titolo con le auto elettriche: con la ricarica ultra-rapida, ad esempio. Guardando dentro alle colonnine australiane Tritium presenti anche in qualche postazione Ionity italiana, si scopre infatti un’importante quota di tecnologia Schneider.

La settimana scorsa Verkor ha annunciato la propria intenzione di dare vita a partire da fine 2023 ad una vera gigafactory transalpina con capacità di 32 GWh, analoga a quella attuale Tesla a Sparks, Nevada, e in grado di alimentare auto, SUV e furgoni elettrici costruiti nelle vicine Spagna ed Italia oltre che in Francia e creando in questa operazione circa 2.000 nuovi posti di lavoro diretti.

Sul piano industriale Verkor ha in mente di appoggiarsi a chi l’ha già da poco preceduta: la scandinava Northvolt, fondata nel 2016 (anche) dall’italiano Paolo Cerruti (ex-Tesla) e che ha steso accordi di fornitura con gruppi come Volkswagen e BMW.

Tra i cratori di Verkor c’è anche Philippe Chain, a sua volta passato da Tesla ma anche dalla più contigua Renault. Verkor non è già lanciata quanto gli svedesi, ormai impegnati su due fronti sia nella fabbrica Northvolt Ett sia in quella tedesca a Salzgitter.

Ma entro fine anno radunerà un gruppo essenziale di una ventina di specialisti, che si occuperanno di scelte tecnologiche, fornitori, ricerca di finanziamenti per far marciare a regime il complesso programma, che i fondatori già chiamano scherzosamente Southvolt.

Secondo quanto scrive la stampa finanziaria dell’Esagono l’investimento iniziale sarebbe di €1,6 miliardi. Uno dei primi partner ad affiancarla sarà InnoEnergy, specializzata in investimenti nelle energie rinnovabili e il cui attivissimo amministratore delegato (lo spagnolo Diego Pavia) è stato instancabile nello spingere Bruxelles verso il supporto al progetto noto come Airbus delle batterie e che nei mesi passati ha visto salire a bordo colossi come Total/Saft e il gruppo PSA (o dovremmo già scrivere Stellantis?).

Schneider Electric contribuirà al lancio anche con l’ottimizzazione dei processi di produzione, mentre IDEC, una società specialista della logistica, sarà a portata di mano per questo settore essenziale.

A inizio del prossimo anno dovrebbe essere definita anche l’ambita (specie dalle istituzioni locali) sede del programma francese, a cui il ministero dell’Industria ha garantito supporto, secondo Verkor.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG