La lenta marcia dei mercati auto spinge Continental verso austerity e sacrifici

Come altri leader dell’automotive anche Continental intimorita dalla frenata dai mercati: archivia i progetti sulle batterie mentre la nuova consociata Vitesco Technologies nascerà meno ambiziosa

Nei giorni passati con le pubblicazioni dei risultati erano suonati i campanelli di allarme per numerose società della fornitura automotive: Schaeffler, Bosch, Mahle e altre. Tutti marchi prestigiosi endemicamente colti di sorpresa dalla transizione sempre più veloce verso la futura mobilità elettrica.

La situazione attuale in parte è anche il risultato di rinvii o opposizioni ad investimenti necessari per reagire ai segnali sempre più forti di cambio di paradigma; investimenti che sarebbero stati oltre tutto agevolati da tassi bancari europei storicamente bassi.

Anche durante l’accelerare della crisi climatica ormai conclamata, i consigli di amministrazione hanno continuato a temporeggiare: vuoi per mancanza di convinzione, vuoi per timore di presentare conti non abbastanza rosei ai loro azionisti.

Adesso tocca ad uno dei maggiori protagonisti della fornitura, Continental, che ha presentato i conti sottolineando le necessarie misure di austerità che il consiglio di amministrazione sottoporrà al Consiglio di Sorveglianza come strada maestra per consolidare le finanze e mantenere la competitività.

Le comunicazioni di oggi del gruppo di Hannover seguono note diffuse nelle scorse settimane da Continental sul ridimensionamento degli utili connesse al declino dei mercati maggiori, anzitutto la Cina, e alla guerra commerciale avviata dall’attuale inquilino della Casa Bianca.

L’amministratore delegato Continental Elmar Degenhart, non ha però ancora indicato nei dettagli l’importo dei tagli e dei risparmi sui quali conta. Nel secondo trimestre 2019 l’EBIT si è ridotto di un quarto a €868 milioni, mentre il margine è sceso al 7,8% rispetto al 10,2% registrato l’anno precedente.

Il responsabile della finanza del gruppo tedesco Wolfgang Schäfer a sua volta ha sottolineato il rallentamento del mercato auto globale. Ma la risposta Continental alla stagnazione in alcuni settori automotive non pare essere quella di andare a cercare spazio in uno di quelli che stanno crescendo: quello della produzione di celle per auto elettriche.

Malgrado in passato il gruppo tedesco avesse manifestato interesse per  questa opportunità, specialmente per le celle di nuova generazione, ora non vede prospettive economiche attraenti per la futuristica tecnologia solid state. In altre parole il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier dalla propria lista di partecipanti di Oltre Reno ad una Airbus delle batterie può depennare il nome del gruppo di Hannover.

Probabilmente intimorito dall’entità degli investimenti necessari per entrare nel terreno di scontro delle Gigafactory, il board non può però fare a meno di prendere parte alla transizione verso l’elettrificazione quando si tratta di produzione di powertrain.

E anzitutto la crisi cronica del diesel e la riduzione delle prospettive per motori e componenti convenzionali offre l’occasione per ridurre spese di ricerca e di sviluppo nel settore, spostandola su un mix più orientato all’elettrificazione. Anche il capo della divisione powertrain (che comincerà ad operare sotto il nuovo marchio Vitesco Technologies) Andreas Wolf si arrende al futuro elettrico.

Ma questo non vuol dire che intenda mettere subito in soffitta le tecnologie già disponibili nel portafoglio della sua azienda: “La fase di trasformazione lungo il percorso sarà quasi certamente caratterizzata da una combinazione di sistemi di propulsione. In altre parole i classici motori a combustione saranno usati per molti anni e, specialmente in combinazione con tecnologie ibride efficienti, daranno un contributo significativo a emissioni più basse”.

Continental appare quindi puntare su questa fase di confine tra le due ere per estrarre valore da un settore, quello dell’ibridizzazione nel quale vede molta crescita. Pazienza se si poteva fare di meglio per emissioni ancora più basse con più coraggio e meno ossessione per il margine EBIT.

Vitesco Technologies secondo la nota stampa diffusa da Continental cercherà quindi di ampliare il successo del suo portafoglio attuale, che va dai modesti (come contributo al taglio alle emissioni clima alteranti) sistemi 48V, ai motori elettrici all’elettronica di potenza per veicoli ibridi e nativi elettrici. Senza trascurare in futuro i veicoli basati sulla tecnologia fuel cell. Una roadmap forse efficace dal punto di vista dei conti a breve e medio termine ma certo non una roadmap capace di inventiva e sbilanciata sull’innovazione.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Continental