Stable Auto collabora con Electrify America per provare nuove colonnine robotizzate

A San Francisco all’opera dal 2020 un progetto per velocizzare le ricariche delle auto elettriche grazie ai bracci robotizzati, software ed algoritmi della startup americana Stable Auto

La cosa interessante dell’annuncio della nuova collaborazione partita tra Electrify America (la società nata per volere dei tribunali americani dopo il dieselgate e con cui ora Volkswagen sviluppa e gestisce una rete di ricarica nazionale per i veicoli a zero emissioni) e Stable Auto (una startup californiana della robotica) è che il loro progetto prende di petto una domanda concreta di chi si avvicina alla mobilità elettrica.

Tra i tanti ostacoli mentali e reali della transizione verso l’acquisto di auto spinte dalle batterie, ora che i modelli tra cui scegliere aumentano e che sono più numerose le postazioni di ricarica, aleggia ancora tra i vari dubbi la domanda: “ora ci sono più colonnine, ma se un giorno ci fosse la coda alle stazioni di ricarica come nelle aree di servizio durante l’esodo estivo, cosa succederebbe alla mia necessità di ricaricare la batteria?“.

Di fatto è quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni agli automobilisti delle auto che bruciano benzina e gasolio, perché l’infrastruttura è costruita per un uso standard e non per i picchi di emergenza, per i giorni da bollino nero.

E tuttavia, come è intenzionata a dimostrare Stable Auto con una sperimentazione che partirà a San Francisco molto presto, là dove si tratta di postazioni di ricarica per auto elettriche,  si possono studiare alternative più efficienti rispetto al rifornimento tradizionale.

In particolare questa startup, per il proprio DNA aziendale, conta molto sulla robotica per rendere più efficiente la ricarica di un grande numero di veicoli in postazioni di ricarica pubbliche.

Come forse avrete immaginato, per la riuscita del programma sarà essenziale eliminare dall’equazione l’intervento umano e lasciare spazio all’automazione: in questo caso bracci robotizzati, algoritmi ed app.

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Electrify America è interessata all’hardware di Stable Auto anche per le opportunità di sviluppo che potrà avere in futuro nel settore dei veicoli privi di autista, ovviamente impossibilitati a provvedere alla ricarica senza infrastrutture dedicate (Credito foto: ufficio stampa Electrify America)

Fondata nel 2017 da un gruppo di scienziati dell’MIT Media Lab, Stable Auto per cominciare si è concentrata sulle sedi ideali per le proprie postazioni, quelle che possono contribuire a sveltire e velocizzare l’operatività specialmente di una flotta di veicoli elettrici.

Combinare i robot per la ricarica (per i quali c’è grande interesse anche per la ricarica rapida dei camion elettrici, in quel caso più che per efficienza per la sicurezza, perché si tenderà a salire con voltaggi ed ampere) con software avanzati collegati alle tabelle di marcia di una flotta renderà possibile secondo Stable Auto rispondere alle esigenze di molti veicoli con meno postazioni.

Non un dettaglio da poco, perché le stazioni ultra-veloci con ricarica DC a 150 kW, analoghe a quelle che stanno apparendo in Italia via Ionity e Alperia, hanno un costo unitario ben più elevato delle ormai ubique colonnine da 22 kW che siamo ormai abituati a vedere anche in Italia.

Electrify America e Stable Auto sono convinti che chi sarà al volante delle auto connesse al software sviluppato dalla società fondata da Rohan Puri sarà in grado di fare soste brevi e soprattutto senza particolari preoccupazioni di connettori, cavi, il tutto sostituito dalle braccia robotiche.

Attraverso l’accordo Electrify America valuterà il sistema del partner a partire dal 2020 quando inizierà il servizio, inizialmente come detto rivolgendosi a flotte di utility o società comunali.

La messa a punto del sistema e soprattutto della parte robotica potrà aprire la strada a un hardware che diventerà più diffuso, gradualmente passando anche al servizio delle postazioni di ricarica per privati cittadini.

Questi vedranno così semplificate ed abbreviate le loro soste future non solo per le potenze di ricarica più elevate, ma anche per i dispositivi di connessione colonnina/auto completamente affidati a sensori e computer.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Electrify America