Dopo meno di due anni chiude il consorzio TerraE; a novembre ne parte un altro?

Una ventina di partner tedeschi non riescono a mettere insieme €4 miliardi per lanciare una Gigafactory di batterie per l’auto; ma il ministro dell’economia Peter Altmaier non si arrende

Nato appena un anno e mezzo l’ambizioso consorzio TerraE che si riprometteva di avviare in Germania la produzione di celle e batterie per auto elettriche, secondo quanto riferisce il quotidiano tedesco Tagesspiegel sta per essere messo da parte.

Il consorzio si scioglierà perché, malgrado crescano le previsioni favorevoli sulla domanda di batterie per auto con la presa, nessuno dei membri del consorzio pare entusiasta di mettere subito mano al portafogli per sostenere un avvio della produzione su larga scala di batterie basate su una tecnologia come quella attuale che potrebbe non ripagare l’investimento.

A TerraE, la cui direzione era affidata all’ex-manager ThyssenKrupp Holger Gritzka, aderivano una ventina di società tedesche, tra le quali proprio ThyssenKrupp, M&W, Manz, Litarion, BMZ e StreetScooter.

L’obiettivo del consorzio era di iniziare a edificare a partire dal 2019 una fabbrica di batterie agli ioni di litio in grado di produrre a regime (un regime che TerraE collocava però nel lontano 2028) fino a 34 GWh. Dei numeri da autentica Gigafactory, in grado di equipaggiare circa 650.000 auto elettriche.

Ma i €4 miliardi ritenuti necessari per gli investimenti non hanno mai cominciato ad arrivare dai partner privati (né se per questo da istituzioni pubbliche federali o locali) e l’interesse dei membri del consorzio ha cominciato a raffreddarsi proprio mentre, sia pure con quasi un anno di ritardo sulla tabella di marcia, veniva creata la società TerraE Engineering GmbH che avrebbe dovuto passare dal progetto alla costruzione e poi alla produzione nell’area di Dresda.

Se il tramonto del consorzio TerraE è una cattiva notizia per il futuro della manifattura europea legata alle auto elettriche, per fortuna non tutte le notizie recenti che stanno arrivando dalla Germania lo sono altrettanto.

Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca di Berlino ha infatti lanciato un programma per promuovere la ricerca sulle batterie con elettroliti allo stato solido, che si prevede possano entrare stabilmente nelle linee di produzione delle auto a metà della prossima decade, e lo finanzierà con un fondo iniziale di €16 di euro a cui potranno accedere i partner che desiderano collaborare all’accelerazione della tecnologia in un centro di ricerca dedicato presso un’università dell’Assia.

A livello politico inoltre il Ministro dell’Economia Peter Altmaier, noto sostenitore dello sviluppo di una manifattura di batterie per auto, intenderebbe presentare un nuovo consorzio il prossimo 13 novembre, al quale sarebbero interessati tra gli altri gruppi Ford e Varta.

Altmeier, che ha recentemente avuto successo nel portare dalla sua parte l’Unione Europea nell’esentare chi opera in questo settore strategico dalle restrizioni sugli aiuti di stato, adesso secondo Tagesspiegel starebbe facendo pressione su diversi grandi gruppi tedeschi per entrare nel nuovo settore strategico delle batterie per auto.

E starebbe cominciando dal colosso dell’energia RWE, che avrebbe bisogno di buona pubblicità come amico dell’ambiente dopo lo smacco subito con il blocco del progetto di abbattere la foresta di Hambach per ingrandire una miniera di carbone.


Credito foto di apertura: press kit AESC