Nel report sulla sicurezza Ford cerca più fiducia nella guida autonoma

La casa di Dearborn non rinuncia alla corsa all’auto a piena guida autonoma malgrado non sia tra le… lepri: Ford sposa invece la “lezione” della tartaruga

Più o meno nelle stesse ore in cui una delle grandi startup della tecnologia come Uber ha fatto notizia perché alcuni maggiori investitori la starebbero sollecitando a lasciare le dispendiose ricerche sulla guida autonoma, un’altro grande marchio, stavolta non della Silicon Valley ma dell’auto tradizionale come Ford, ha ribadito invece di credere ancora alla guida autonoma.

Ci crede, ma il suo è l’approccio conservativo di un marchio dell’auto più che centenario che ne ha viste di tutti i colori: anni grassi ed anni magri e poi da capo grassi e a seguire.

Così non deve meravigliarci se l’approccio che traspare dal suo report sulla sicurezza (una richiesta che il dipartimento americano dei trasporti ha fatto sin dal 2016 a tutte le aziende impegnate a sviluppare la tecnologia della guida autonoma) è a sua volta prudente.

Come è prudente la tabella di marcia Ford per arrivare a dispiegare i primi servizi commerciali di veicoli con guida autonoma, o robo-taxi che dir si voglia, solo a partire dal 2021, due anni dopo i concorrenti Waymo (cioè Google per chi ha poca memoria) e General Motors, che sgomitano per essere in grado di precedere la concorrenza.

A parte la rinuncia a rincorrere il ruolo di first mover, il report Ford non ha particolari sorprese rispetto a quelli di Waymo e di GM: l’accento è sulla costruzione di un rapporto di fiducia, tanto che lo hanno intitolato “A Matter of Trust”.

Specie dopo che l’incidente del SUV Volvo di Uber in Arizona ha fatto precipitare la fiducia (degli americani in particolare ma del pubblico più in generale) si può dire che quella di Ford sia un approccio che, come ha osservato Engadget, è l’esatto opposto di quello preferito da Uber ai tempi del fondatore Travis Kalanick: “move slowly and not break things“.

Così non c’è da meravigliarsi se nella sezione dedicata alle domande frequenti Ford abbia deciso di anticipare i timori dei due terzi di americani adulti che si sentono meno sicuri oggi che nel 2017 a condividere la strada con veicoli a guida autonoma e inserito la seguente domanda esplicita.

Ho sentito che un veicolo test a guida autonoma ha colpito ed ucciso un pedone. Come può esser certa Ford che questo non succederà ai suoi veicoli?Sarò al sicuro a vivere in una città con auto a guida autonoma?“.

Così Ford e la sua divisione Argo AI si spendono in dettagli sui protocolli di addestramento per i supervisori perché siano in grado intervenire qualora un imprevisto si presenti sul veicolo test. Per rinsaldare la legittimazione ad cercare una fetta della torta della guida autonoma Ford non si scorda di sottolineare i legami con progetti pionieristici della guida autonoma quale il DARPA Grand Challenge.

L’evento voluto all’epoca dal Pentagono da cui sono sbocciati i tecnici leader ed i reparti più ambiziosi di rivali come Waymo e General Motors (o Uber). Ma a quella scintilla avveniristica Ford si sente di aggiungere l’ingrediente dell’esperienza della manifattura, da decadi abituata a ragionare in termini di sicurezza ed affidabilità.

Nel passato anche recente purtroppo i gruppi auto hanno avuto tutti la loro dose di bagni di umiltà in cui la sicurezza e/o l’affidabilità hanno sofferto; la soluzione scelta per evitare in un settore ancora agli albori come la guida autonoma il deflagrare di episodi negativi è di stampo aerospaziale e si basa su ridondanza dei sistemi, delle procedure, delle piattaforme così come una attenzione maniacale al mitigare ogni possibile minaccia alla sicurezza di attacchi informatici.

I settori in cui il report affronta gli aspetti della usabilità, incluso quello in cui si ricordano test con autisti travestiti da… sedili e furgoni per la consegna automatizzata delle pizze sono al confine tra documenti tecnici e materiale promozionale. Più che le singole pagine, peraltro, quello che può incuriosire ed interessare è l’approccio complessivo Ford e l’atteggiamento.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Ford Motor Co.